

“Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”
Proverbio arabo


Ti sei risposto da te:
- l'unica vera colpa di Giuda sia stato il comportamento da lui assunto DOPO i fatti del tradimento, non tanto il tradimento in sè. Se infatti gli ebrei DOVEVANO uccidere il Cristo (senza "sapere quel che facevano"), ciò non toglie che dopo la resurrezione essi erano nell'incombenza di riconoscerlo; analogamente penso che se Giuda DOVEVA tradire Cristo, ciò non toglie che dopo questo fatto egli avrebbe dovuto redimersi e rimanere comunque uno degli apostoli chiamati a organizzare la nascente Chiesa e ad evangelizzare il mondo -
Aggiungo che il peccato va comunque sempre evitato e che Giuda è certamente dannato. Se ne parlo in un'altro thread tempo fa. Giuda odia Cristo e si dispera nell'infelicità all'inferno, insieme ai demoni. Tutti siamo peccatori, non scordiamoci che ad esempio Pietro ha rinnegato Gesù per tre volte...però non si è sconfortato fino a pensare di non poter essere aiutato dal Misericordioso. Perché Gesù Cristo non ci dovrebbe aiutare? forse Egli non ne ha la forza? questa sarebbe una bestemmia, sarebbe ritenersi così tanta cosa da pensare che Dio non comprenda e possieda la forza per aiutarci...


Sulla morte di Giuda
di Vincenzo Monti
I
Gittò l'infame prezzo, e disperato
L'albero ascese il venditor di Cristo;
Strinse il laccio, e col corpo abbandonato
Dall'irto ramo penzolar fu visto.
Cigolava lo spirito serrato
Dentro la strozza in suon rabbioso e tristo,
E Gesù bestemmiava e il suo peccato
che'empiea l'Averno di cotanto acquisto.
Sboccò dal varco alfin con un ruggito.
Allor Giustizia l'afferrò, e sul monte
Nel sangue di Gesù tingendo il dito,
Scrisse con quello al maladetto in fronte
Sentenza d'immortal pianto infinito,
E lo piombò sdegnosa in Acheronte.
II
Piombò quell'alma all'infernal riviera,
E si fe' gran tremuoto in quel momento.
Balzava il monte, ed ondeggiava al vento
La salma in alto strangolata e nera.
Gli angeli, dal Calvario in su la sera
Partendo a volo taciturno e lento,
La videro da lunge; e per pavento
Si fèr dell'ale agli occhi una visiera.
I demoni frattanto all'aer tetro
Calàr l'appeso, e l'infocate spalle
All'esecrato incarco eran ferètro
Così, ululando e schiamazzando, il calle
Preser di Stige; e al vagabondo spetro
Resero il corpo nella morta valle.
III
Poichè ripresa avea l'alma digiuna
L'antica gravità di polpe ed ossa,
La gran sentenza su la fronte bruna
In riga apparve trasparente e rossa.
A quella vista di terror percossa
Va la gente perduta: altri s'aduna
Dietro le piante che Cocito ingrossa,
altri si tuffa nella rea laguna.
Vergognoso egli pur del suo delitto
Fuggìa quel crudo; e stretta la mascella
Forte graffiava con la man lo scritto.
Ma più terso il rendea l'anima fella;
Dio tra le tempie glie l'avea confitto,
Nè sillaba di Dio mai si cancella
IV
Uno strepito intanto si sentia,
Che Dite introna in suon profondo e rotto;
era Gesù, che in suo poter condotto
D'Averno i regni a debellar venìa.
Il bieco peccator per quella via
Lo scontrò, lo guatò senza far motto:
Pianse alfine, e da' cavi occhi dirotto
Come lava di foco il pianto uscìa.
Folgoreggiò sul nero corpo osceno
L'eterna luce, e d'infernal rugida
Fumarono le membra a quel baleno.
Tra il fumo allor la rubiconda spada
interpose Giustizia: e il Nazareno
Volse lo sguardo, e seguitò la strada.


prova, scusate.. sono un neofita


Accertata la funzionalità della mia presenza, dopo infiniti travagli, mi permetto una considerazione su questa interessante discussione. Il tradimento di Giuda, a parer mio, proprio perchè "necessario" nell'economia della salvezza di Dio, sarebbe stato meno grave di quello triplice di Pietro, diversamente del tutto gratuito. Ciò nonostante al grave tradimento di Pietro corrisponde un altrettanto e più profondo pentimento, mentre a quello più, non fraintendetemi, "perdonabile" di Giuda non ne corrisponde la necessaria richiesta di perdono. Per questo condivido pienamente l'analisi di Sùrsum corda! sulla responsabilità di Giuda nel mancato pentimento, più che per il tradimento, comunque torto oggettivo.
Proprio la tale e tanta oggettività del suo dolo costituisce anche un'attenuante alla colpa, l'aspetto soggettivo del suo peccato, riscattabile attraverso il pentimento appunto, era minimo nel tradimento, ma è stato simmetricamente, e molto più colpevolmente, massimo dopo.
Sto leggendo da diversi giorni i diversi fora, vi faccio i miei più vivi complimenti per lo spessore dei temi, e la capacità di argomentarli. Conto di poter intervenire più spesso.
Cordiali saluti.


Benvenuto sui forum 'Tradizione Cattolica' e 'La Civiltà Cattolica' da parte mia e di tutti i moderatori.Originally posted by Giampaolo
prova, scusate.. sono un neofita
Daniele


Grazie, e ancora complimenti.Originally posted by Sùrsum corda!
Benvenuto sui forum 'Tradizione Cattolica' e 'La Civiltà Cattolica' da parte mia e di tutti i moderatori.
Daniele
Buon lavoro!![]()