Il mio era un discorso generale, tant'è vero che in condominio cominci a votare da subitoIn origine postato da PINOCCHIO
mi ha letto nel pensiero su questo punto.
Al di là della faccenda in genere, sarebbe giusto mettere barriere al di là del passaporto statuale: oggi un veneto che va a Milano vota subito a tutti i livelli, ed è sbagliato. Dovrebbe continuare a poter votare solamente a livello statuale, ma non agli altri livelli fino a che non siano soddisfate determinate condizioni (voto dopo tot anni, requisiti morali, occupazione ecc), criteri cmq decisi dalla comunità di riferimento.
Per quando mi rigaurda se i torinesi sono con il cervello all'ammasso sono affari loro.![]()
sapete, sono uno di valle, ho ssempre vissuto al paesello, per me le circoscrizioni sono un concetto un po' astratto e tendo a considerarle di poca rilevanza (anche se poi mi rendo conto che così non è).
Sono d'accordo sul fatto dei differenti tempi di permanenza per quanto rigurda il voto, ma poi salterebbero fuori un sacco di distinguo, ad esempiose per 20 anni vivo sul confine di due circoscrizioni, e poi mi spopsto in una di esse....
O, ne mio caso, so benissimo quali sono i problemi dalla cima a l fondo della valle, che è un'ambiente chiuso, ma così non sarà per uno che viene, ad esempio, dalle valli limitrofe o da Bergamo.
Insomma, per tagliar corto, Il massimo sarebbe che ogni comunità, intesa come aglomoetato di persone che vive in un determinato territorio, sia esso un singolo comune e/o una libera associazione tra di essi, oppure una confederazione tra comunità, possano decidere chi, come, dove e in quanto tempo possa fare che cosa senza che arrivi Mr. Stato Centrale a voler dire la sua.
Lo stato si dovrebbe poter esprimere, fatto il caso di una confederazione o federazione solo sugli argomenti che le libere comunità gli delegano poichè si ritengono incapaci (o inadeguate) a gestire (sussidiarietà, ne sentivo perlare una volta...).




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