



Appunto, la risposta è negativa. Dunque messo da parte il fattore F-35, dovremmo chiedere ai nostri responsabili nazionali e specialmente europei (Germania e Spagna) di finanziare l'Efa fino in fondo, ed in generale tutti i programmi d'armamento europei. Fino ad allora si boccheggia.


Il programma F-35 porterà all'acquisizione di un certo numero di esemplari da parte di alcune aviazioni europee. Questo è pacifico.
Il che significa che abbiamo perso l'occasione di far funzionare i NOSTRI cervelli e la NOSTRA industria per progettare e costruire in Europa un aereo da introdurre in servizio al posto dell'F-35.
Mi pare semplice.
Ripeto, se fra 20 anni (poniamo) dovremo porci il problema di sostituire l'F-35, sei certo che in Europa esisterà ancora una struttura industriale e tecnologica capace di rispondere al requisito?
Vorrei ricordarti che, a parti invertite, gli Stati Uniti hanno praticamente DISIMPARATO a costruire sottomarini diesel/elettrici convenzionali nel momento stesso in cui si sono buttato esclusivamente a produrre battelli a propulsione nucleare.
Ora, se vogliono un sottomarino convenzionale moderno, devono bussare per forza alla porta dei tedeschi e chiedere se, per piacere, gliene vendono qualcuno.


La risposta è negativa solo in parte, perchè conoscendo da che razza di coglioni siamo governati questo potrebbe costituire un pericoloso precedente per mollare la spugna un domani, non so se mi spiego! Già oggi si fanno troppe storie col NEURON, non vuoi che fra un po' salti fuori qualcuno a dire: "Ma si, tanto i programmi europei non funzionano: andiamo a mendicare partecipazioni in programmi di UCAV altrove!".
Il punto centrale del problema non è l'F-35 in sè, è l'andazzo che sta prendendo l'Europa in fatto di programmi internazionali: non possiamo finire col buttare il nostro know-how autonomo nel cesso solo perchè ci sono problemi coi programmi europei che dipendono al 90% da fattori politici. Hanno fondato apposta l'OCCAR perchè finalmente si sono resi conto di questo concetto fondamentale.


Si
Non mi sembra un esempio molto azzeccato, non esagerare, hanno capacità e risorse sufficienti per sopperire alla necessità in loco senza l'aiuto dei tedeschi.Vorrei ricordarti che, a parti invertite, gli Stati Uniti hanno praticamente DISIMPARATO a costruire sottomarini diesel/elettrici convenzionali nel momento stesso in cui si sono buttato esclusivamente a produrre battelli a propulsione nucleare.
Ora, se vogliono un sottomarino convenzionale moderno, devono bussare per forza alla porta dei tedeschi e chiedere se, per piacere, gliene vendono qualcuno.


Esempio molto semplice: Neuron
Oggi l'Europa ha la possibilità di progettare e nell'immediato futuro realizzare e acquisire per le proprie aeronautiche un ucav made in europe senza "interferenze" Usa.
Invece i fondi destinati dall'Europa sono largamente insufficienti e per ora l'obiettivo del consorzio è sviluppare un solo dimostratore tecnologico, benchè il mercato sia aperto e in piena crescita.
Fra tot anni se la situazione non cambierà ci troveremo nella situazione di acquistare questo genere di velivoli dagli Stati Uniti, o iniziare in grande ritardo e con grande esborso finanziario uno sviluppo autarchico.
Seguendo lo stesso vostro regionamento per allora noi dovremo sentirci autorizzati a incolpare l'America per aver minato l'unità europea della difesa?
Come vedi le colpe della situazione attuale non vanno ricercate oltre atlantico...






Perché il solo mercato interno non è sufficiente per tenere in piedi una struttura tecnologica e industriale che garantisca il mantenimento del know-how, in nessun settore del comparto difesa.
I contratti esteri aiutano a tenere in funzione il meccanismo, in quei momenti in cui non vi sono commesse interne.
Ma non si può nemmeno pensare, però, che si possa andare avanti solo con il portafoglio clienti estero. Per mantenere il know-how, servono SIA i contratti nazionali SIA quelli esteri. Le due realtà sono del tutto simbiotiche.
Ecco perché l'industria aeronautica europea ha un disperato bisogno, già oggi, di ricevere commesse dagli Stati della U.E.
Altrimenti muore.


Ma secondo te l'apparato militare-industriale degli Stati Uniti ha bisogno di commesse estere per andare avanti?
Un ragionamento come il tuo può andar bene al limite per qualche paese europeo o la Russia, non certo per un paese che riassume il 60% e più delle spese militari planetarie.
Le industrie della difesa europee per sopravvivere devono per forza cercare di aggiudicarsi commesse estere alla luce dell'irrisorietà degli stanziamenti alla difesa del continente, ma questo non è il caso degli Usa.