Già ieri pomeriggio alle 15.30, e quindi a botta calda, Sansonetti (ex-Manifesto direttore de L'Altro) dichiarava di ritenere non attendibili le dichiarazioni di Spatuzza.
Questa mattina la rassegna stampa di Prima Pagina, indegnamente condotta da un certo Francesco Merlo editorialista di giornale ancora più indegno come Porchella 3000, ha posto l'accento su ulteriori prese di distanza da quelle dichiarazioni.
Così Sergio Romano, ex ambasciatore non certamente berlusconiano, preoccupato anche dei risvolti economici negativi per il nostro Paese dal momento che all'estero sfruttano l'immagine di un'Italia mafiosa per depistare altrove i flussi turistici e gli investimenti in settori produttivi.
Come, del resto, ha spiegato chiaramente Lutwack a Ballarò, mettendo in imbarazzo il povero Floris costretto ad invocare l'intervento della pubblicità.
Dulcis in fundo, Ezio Mauro direttore di Porchella, che pur restando fermo sulle idee di fondo, scrive: "Il Capo del governo oggi ha il diritto di essere considerato innocente, così come Spatuzza va considerato criminale e "pentito".
Non è un voltafaccia ma una prudente presa di distanza da una porcheria spacciata (anche dal suo giornale) per verità in attesa di sviluppi.
E abbiamo dato conto del parere di alcune fra le migliori penne di sinistra. Di quello che scrive Feltri o Belpietro non ci interessa granché.
Ciò che emerge è un'altra preoccupazione: e cioè che questa volta la magistratura deve andare fino in fondo pena la perdita totale di ogni residua credibilità.
Non è soltanto Berlusconi in gioco, non è soltanto lui che si deve difendere, non sono soltanto i politici dell'opposizione che oggi (quasi tutti) si dichiarano garantisti e affermano che non si deve battere il Governo per via giudiziaria ma è il corpo stesso della magistratura che deve dare prova di estremo equilibrio e saggezza se vuole mantenere intatte le sue prerogative.




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hefico:
