Il presidente della Camera non mette in discussione la leadership di Berlusconi ma liquida l'attuale linea politica del governo
Casini: fuori la Lega altrimenti si perde
Calderoli contrario ad alleanze tecniche, Maroni «stupefatto»
ROMA - «Forza Italia, An e Udc dovrebbero riorganizzarsi intorno ad un nuovo programma politico e di governo sul modello della destra europea del Ppe per poi stabilire con la Lega un'alleanza tecnica». Deciso ad andare fino in fondo e senza temere gli insulti dei suoi alleati, Pier Ferdinando Casini mette nel conto la sconfitta alle prossime elezioni politiche, torna chiedere a Berlusconi un gesto di «discontinuità».
Per la prima volta il presidente della Camera dice chiario e tondo che con la Lega ci potrà essere solo un accordo elettorale. L'occasione per tornare a mettere in discussione la leadership del premier con l'attuale maggioranza di governo e dare uno scossone agli alleati è offerta da un'intervista a Panorama con la quale il presidente della Camera ammette che la Cdl è rimasta «solo un'alleanza con Berlusconi» e non è riuscita a diventare una forza «omologata» alla destra europea.
«Il rischio che si vede all'orizzonte è quello di scomparire per anni come accadde ai conservatori inglesi dopo la Tatcher. Ho paura che il giorno dopo una nostra eventuale sconfitta» precisa Casini «ci sia un fuggi fuggi generale». Il presidente della Camera mette subito in chiaro che la leadership di Berlusconi non è in discussione ma poi liquida la linea politica ed economica decisa fino ad oggi dal governo. Partendo dalla convinzione che il protagonismo dei singoli partiti non si traduce in una linea politica comune («Chiediamo minore litigiosità ma poi tutti, a cominciare da Forza Italia, difendiamo solo il nostro cadreghino»), Casini chiede un svolta e sottolinea gli errori commessi.
«Nella Cdl attualmente convivono due linee: qualle maggioritaria di Berlusconi e Fini, secondo la quale va tutto bene. Per vincere basta litigare un po' meno tra di noi e, magari, fare qualche spot pubblicitario in più. E poi» precisa il presidente «c'è la mia linea: va bene litigare di meno, ma senza un atto di discontinuità si perde». Le reazioni non si fanno attendere.
Roberto Calderoli dice «no» alle alleanze tecniche e assicura che Bossi e la Lega saranno «disponibili solo ad accordi politici» mentre Roberto Maroni si dice «stupefatto» e chiede «esattamente il contrario» di quel che dice Casini. A gettare acqua sul fuoco ci prova Sandro Bondi che rinvia il dibattito a settembre ma definisce «indispensabile» l'alleanza politca con la Lega mentre Sandro Fontana ricorda che in tutte le elezioni l'accordo con il Carroccio è stato necessario per vincere al Nord.
Sulla questione intervengono anche gli esponenti di An. Gianni Alemanno dice sì al gesto di discontinuità a condizione che non sia accompagnato da «esclusioni a priori» mentre Ignazio La Russa fa sapere a Casini che la discontinuità deve essere «positiva». Gabriele Rizzardi
Che succede nella casetta delle libertà? Parlano anche i "colonnelli trombati" di AN?
Al cantar l'uccello...
B.




Rispondi Citando
