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  1. #11
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    Fmi rivede al ribasso le stime sull'Italia
    Nel 2005 Pil -0,3%

    Indiscrezioni sull'Outlook di settembre. La crescita del nostro paese dall'1,2% previsto in aprile al segno negativo: dati che significano recessione. Ridimensionata anche la previsione per il 2006: dal 2% all'1,5%
    (qui)

    "Comunisti!"

  2. #12
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    In Origine Postato da MrBojangles
    Bilancia dei pagamenti, aumenta il passivo
    Saldo negativo di 17,442 miliardi nel primo semestre 2005 contro i 10,551 nei primi sei mesi del 2004
    (Corriere)
    L'euro ovviamente non ha nessuna colpa.

    Tu che sei cosi informato perch'e non ci informi sulla bilancia dei pagamenti ai (bei) tempi della lira?

  3. #13
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    In Origine Postato da Naitmer
    L'euro ovviamente non ha nessuna colpa.

    Tu che sei cosi informato perch'e non ci informi sulla bilancia dei pagamenti ai (bei) tempi della lira?
    Credo che qui si parli di incapacità contabile ed amministrativa (oltre che politica).
    Non di questioni monetarie.
    Che, oltretutto, ti "costano" continuamente numerose figure di palta.

    Ma, che fai; ci godi a farle?

  4. #14
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    Se continuate così voi rischiate veramente di assicurargli la rielezione

  5. #15
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    In Origine Postato da Samuel
    Se continuate così voi rischiate veramente di assicurargli la rielezione
    19 Agosto 2005
    «L’effetto Berlusconi porterà il Polo alla sconfitta»

    Weber: cento i collegi incerti. L’Udc da sola? difficile. Ma la sinistra tema i tranfughi

    «L’analisi di tutte le elezioni, dal 2000 ad oggi, mostra una tendenza nettamente favorevole al centrosinistra. Ed è molto difficile che la Casa delle Libertà possa invertire il trend». Se terminasse qui, la previsione di Roberto Weber farebbe felici leader ed elettori dell’Unione. Ma la situazione delineata dal presidente della Swg è molto più complessa e la partita per le politiche 2006 è aperta. «I collegi in bilico sono moltissimi - chiarisce Weber - Forse più di un centinaio».
    Una valutazione in sintonia con i risultati di una ricerca del servizio studi di Montecitorio che ha proiettato i dati delle Regionali dell’aprile scorso nei collegi uninominali della Camera e li ha confrontati con i risultati delle Politiche 2001. Nel confronto, il centrodestra perderebbe 77 seggi, passando da 223 a 146 deputati. Il centrosinistra, dai 175 seggi del 2001, salirebbe a 252. Ma il dato più rilevante è che in 91 collegi lo scarto tra le due coalizioni è inferiore al 10%. Sarà lì che si deciderà il risultato del 2006. «Anche perché - spiegano dall’Swg - un conto è vincere con dieci seggi di scarto. Ben altra cosa è vincere con settanta».
    Stando alle sue previsioni, sono tre le regioni in cui la battaglia per la conquista dei collegi uninominali si preannuncia più aspra e incerta: Puglia, Lazio e Lombardia (soprattutto nei collegi milanesi). In Piemonte, una delle regioni-simbolo del trionfo del centrosinistra alle Regionali, la destra dovrebbe invece mantenere le posizioni. Il risultato dell’aprile scorso fu infatti dovuto in larghissima parte alla forza della candidatura di Mercedes Bresso. Secondo Weber, la grande incognita riguarderà la Sicilia: «È l’unica regione italiana in cui tutto è possibile. Difficilmente si ripeterà il 61 a 0 del 2001. Ma non penso che il recupero del centrosinistra sarà eclatante. Molto dipenderà dalla qualità e dalla novità delle sue proposte».
    In una situazione così fluida, tantissimi fattori incideranno sull’esito delle sfide nei collegi uninominali. Ma non si conosce ancora il peso di ciascuna variabile. Un esempio su tutti: il fenomeno dei “transfughi”. Da gennaio, già dodici parlamentari e decine di esponenti locali hanno abbandonato la CdL. Un esodo che potrebbe rivelarsi un arma a doppio taglio per il centrosinistra. «I transfughi - spiega - sono sicuramente utili a livello locale e, se radicati sul territorio, possono garantire il successo in alcuni collegi. Ma a livello nazionale sono controproducenti e incidono negativamente sul voto di opinione. Prendiamo la vicenda di Sgarbi. Un suo approdo nel centrosinistra non sarebbe affatto gradito alle fasce di popolazione più apolitiche». Altra incognita, la posizione che assumeranno l’Udc e la Democrazia cristiana di Gianfranco Rotondi. Secondo alcuni sondaggi, l’uscita dalla Cdl porterebbe l’Udc al 14%. Dati che lasciano scettico Weber: «Non è detto che una simile scelta garantisca voti al partito di Follini. Fare una previsione è difficilissimo. Così come non si può indicare con precisione il peso della nuova Dc».
    Lo scenario è ancora tutto da chiarire, dunque, Ma è possibile comunque individuare punti fermi. Senza dubbio, alcuni elementi danneggiano le due coalizioni. Nella Casa delle Libertà, l’elemento negativo ha nome e cognome: Silvio Berlusconi. «È proprio lui il maggiore ostacolo per la vittoria nel 2006. Una sua ricandidatura è il più grosso regalo che può fare al centrosinistra. La crisi del berlusconismo è un fenomeno irreversibile. Rimane da quantificare quale sarà l’entità di tale fenomeno». Un cambio di leadership potrebbe modificare i rapporti di forza tra le due coalizioni ma il beneficio sarebbe comunque parziale e non tale da invertire il trend che vede l’attuale maggioranza in forte affanno. Stesso discorso per la legge elettorale. Cambiamenti in senso proporzionale attenuerebbero ma non cancellerebbero lo svantaggio della CdL.
    Notizie positive per l’Unione, quindi. Ma attenzione ad abbassare la guardia dando già per vinta la battaglia. Perché mancano molti mesi ad aprile e perché anche il centrosinistra potrebbe involontariamente fare un paio di regali alla Cdl. «La conflittualità ormai sistemica tra i partiti della coalizione può portare danni molto gravi in termini di immagine e favorire la destra». Altro boomerang per l’Unione, una vittoria risicata di Prodi alle primarie: «Se a ottobre non supererà il 60% di consensi, potrebbe essere un problema. Al contrario, una sua affermazione attorno al 70-75% ne rafforzerebbe la leadership». E ne farebbe un candidato molto forte in vista delle prossime elezioni.

  6. #16
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    In Origine Postato da Oliviero
    Barbanera,

    Ti dimentichi di mettere il dito nella parte piú brutta della cosa!!!

    Milioni di Italiani gli hanno creduto prima!!! E milioni continuano a credergli!!!
    Credo che ...gli italiani, per fortuna del paese, non sono più creduloni e pecoroni come lo sono stati nel 2001 ... le ultime amministrative lo hanno già confermato...ma ... il Leader maximo non potendo piu' fare contratti con gli italiani poiche' sarebbero carta straccia, ha deciso di cambiare strategia puntando sull'esaltazione della sua personalita'... il leader SONO IO ... e vi salverò dai comunisti... persino gli stessi suoi sostenitori del forum avvertono il disagio... intanto si va in zattera...

    B.

  7. #17
    Giu' la maschera!
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    non capisco cosa c'entri la bilancia dei pagamenti, che a livello fondamentale/matematicamente e' la misura dei risparmi (o mancanza dei tali) di un Paese, con l'abilita' imprenditoriale di zio silvio
    Mr. Hyde


  8. #18
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    In Origine Postato da Mr. Hyde
    non capisco cosa c'entri la bilancia dei pagamenti, che a livello fondamentale/matematicamente e' la misura dei risparmi (o mancanza dei tali) di un Paese, con l'abilita' imprenditoriale di zio silvio
    Memorie di imbonimento bananas:

    "Se è stato capace di far bene come imprenditore, farà lo stesso per il Paese"

  9. #19
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    2 3 3 GIORNI ALL'ALBA!!!
    1560 SONO ORMAI PASSATI!
    TENIAMO DURO!



    In Origine Postato da Mr. Hyde
    non capisco cosa c'entri la bilancia dei pagamenti, che a livello fondamentale/matematicamente e' la misura dei risparmi (o mancanza dei tali) di un Paese, con l'abilita' imprenditoriale di zio silvio
    La definizione e' un poco diversa :
    La Bilancia dei pagamenti e costituita da: l
    1)Partite in conto capitale ( capitali in - capitali out )
    2)Partite correnti a loro volta costituite da :
    2.1)Bilancia commerciale ( beni materiali )
    La Bilancia commerciale e' la somma algebrica degli scambi di merci effettuati tra residenti e non residenti.
    2.2)Bilancia delle partite invisibili ( servizi , trasferimenti )

    Il governo e' fondamentale per :
    punto 1 : capacita' di dare fiducia e creare condizioni favorevoli all'afflusso di capitali e nello stesso tempo a frenare la esportazioni di capitali domestici.
    punto 2.1 : capacita' di esprimere una politica industriale e di sostenere la produttivita' ; in questo modo le nostre esportazioni avranno un bilancio attivo rispetto alle importazioni.
    punto 2.2 : capitoli fondamentali sono per esempio brevetti e turismo
    brevetti : dipendono dalla politica del governo per la ricerca
    turismo : dipende dalla capacita' del governo di contenere i prezzi , di offrire servizi pubblici ed infrastrutture pubbliche (trade , trasporti ) efficienti , di creare SICUREZZA.

    C'e' un solo punto che non dipende dal governo ( almeno dalle scelte a breve ) che e' quello del petrolio ( bilancia commerciale )
    Nel 2003 la bolletta petrolifera e' stata di 15 miliardi di euro : con il prezzo del barile a 60$ diverrebbe 32 miliardi di euro ( 90 MTEP X 7,33 = 660 MBARILI X 60 = 39,6 B$ / 1,25 = 31,7 Beuro )

    Notare che se il $ fosse = 1 euro ( come auspicano i BANANAS che si lamentano del cambio ) cio comporterebbe un ulteriore peggioramento di 8 miliardi di euro.

    POICHE' CONTRO IL CARO GREGGIO A BREVE SI PUO' SOLO DISPORRE DEL RISPARMIO C'E' UNA RAGIONE IN PIU' PER CERCARE DI OTTIMIZZARE LE ALTRE VOCI ( che dipendono dall'azione di governo )
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

  10. #20
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    In Origine Postato da MrBojangles
    19 Agosto 2005
    «L’effetto Berlusconi porterà il Polo alla sconfitta»

    Weber: cento i collegi incerti. L’Udc da sola? difficile. Ma la sinistra tema i tranfughi

    «L’analisi di tutte le elezioni, dal 2000 ad oggi, mostra una tendenza nettamente favorevole al centrosinistra. Ed è molto difficile che la Casa delle Libertà possa invertire il trend». Se terminasse qui, la previsione di Roberto Weber farebbe felici leader ed elettori dell’Unione. Ma la situazione delineata dal presidente della Swg è molto più complessa e la partita per le politiche 2006 è aperta. «I collegi in bilico sono moltissimi - chiarisce Weber - Forse più di un centinaio».
    Una valutazione in sintonia con i risultati di una ricerca del servizio studi di Montecitorio che ha proiettato i dati delle Regionali dell’aprile scorso nei collegi uninominali della Camera e li ha confrontati con i risultati delle Politiche 2001. Nel confronto, il centrodestra perderebbe 77 seggi, passando da 223 a 146 deputati. Il centrosinistra, dai 175 seggi del 2001, salirebbe a 252. Ma il dato più rilevante è che in 91 collegi lo scarto tra le due coalizioni è inferiore al 10%. Sarà lì che si deciderà il risultato del 2006. «Anche perché - spiegano dall’Swg - un conto è vincere con dieci seggi di scarto. Ben altra cosa è vincere con settanta».
    Stando alle sue previsioni, sono tre le regioni in cui la battaglia per la conquista dei collegi uninominali si preannuncia più aspra e incerta: Puglia, Lazio e Lombardia (soprattutto nei collegi milanesi). In Piemonte, una delle regioni-simbolo del trionfo del centrosinistra alle Regionali, la destra dovrebbe invece mantenere le posizioni. Il risultato dell’aprile scorso fu infatti dovuto in larghissima parte alla forza della candidatura di Mercedes Bresso. Secondo Weber, la grande incognita riguarderà la Sicilia: «È l’unica regione italiana in cui tutto è possibile. Difficilmente si ripeterà il 61 a 0 del 2001. Ma non penso che il recupero del centrosinistra sarà eclatante. Molto dipenderà dalla qualità e dalla novità delle sue proposte».
    In una situazione così fluida, tantissimi fattori incideranno sull’esito delle sfide nei collegi uninominali. Ma non si conosce ancora il peso di ciascuna variabile. Un esempio su tutti: il fenomeno dei “transfughi”. Da gennaio, già dodici parlamentari e decine di esponenti locali hanno abbandonato la CdL. Un esodo che potrebbe rivelarsi un arma a doppio taglio per il centrosinistra. «I transfughi - spiega - sono sicuramente utili a livello locale e, se radicati sul territorio, possono garantire il successo in alcuni collegi. Ma a livello nazionale sono controproducenti e incidono negativamente sul voto di opinione. Prendiamo la vicenda di Sgarbi. Un suo approdo nel centrosinistra non sarebbe affatto gradito alle fasce di popolazione più apolitiche». Altra incognita, la posizione che assumeranno l’Udc e la Democrazia cristiana di Gianfranco Rotondi. Secondo alcuni sondaggi, l’uscita dalla Cdl porterebbe l’Udc al 14%. Dati che lasciano scettico Weber: «Non è detto che una simile scelta garantisca voti al partito di Follini. Fare una previsione è difficilissimo. Così come non si può indicare con precisione il peso della nuova Dc».
    Lo scenario è ancora tutto da chiarire, dunque, Ma è possibile comunque individuare punti fermi. Senza dubbio, alcuni elementi danneggiano le due coalizioni. Nella Casa delle Libertà, l’elemento negativo ha nome e cognome: Silvio Berlusconi. «È proprio lui il maggiore ostacolo per la vittoria nel 2006. Una sua ricandidatura è il più grosso regalo che può fare al centrosinistra. La crisi del berlusconismo è un fenomeno irreversibile. Rimane da quantificare quale sarà l’entità di tale fenomeno». Un cambio di leadership potrebbe modificare i rapporti di forza tra le due coalizioni ma il beneficio sarebbe comunque parziale e non tale da invertire il trend che vede l’attuale maggioranza in forte affanno. Stesso discorso per la legge elettorale. Cambiamenti in senso proporzionale attenuerebbero ma non cancellerebbero lo svantaggio della CdL.
    Notizie positive per l’Unione, quindi. Ma attenzione ad abbassare la guardia dando già per vinta la battaglia. Perché mancano molti mesi ad aprile e perché anche il centrosinistra potrebbe involontariamente fare un paio di regali alla Cdl. «La conflittualità ormai sistemica tra i partiti della coalizione può portare danni molto gravi in termini di immagine e favorire la destra». Altro boomerang per l’Unione, una vittoria risicata di Prodi alle primarie: «Se a ottobre non supererà il 60% di consensi, potrebbe essere un problema. Al contrario, una sua affermazione attorno al 70-75% ne rafforzerebbe la leadership». E ne farebbe un candidato molto forte in vista delle prossime elezioni.
    speriamo che il banana resista con la sua candidatura ...

 

 
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