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Discussione: Avevate ragione!

  1. #41
    w i punkillonis
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    Originally posted by senhor soares
    mah, ita nai? deo soe de acordu, essi natzionalista no bilit nai po fortza essi ratzista o antidemocraticu. bolit nai xeti amai sa propria natzioni. e si est po cussu deo soe natzionalista. beru est ki su natzionalismu in italia est prus o mancu sinonimu de fascismu, ma po sa sardigna est un'attera cosa, no? deo me decraru natzionalista comunista e no creo ki seat una contraditzioni...
    non pentzo mancu deo!

  2. #42
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    Originally posted by senhor soares
    mah, ita nai? deo soe de acordu, essi natzionalista no bilit nai po fortza essi ratzista o antidemocraticu. bolit nai xeti amai sa propria natzioni. e si est po cussu deo soe natzionalista. beru est ki su natzionalismu in italia est prus o mancu sinonimu de fascismu, ma po sa sardigna est un'attera cosa, no? deo me decraru natzionalista comunista e no creo ki seat una contraditzioni...



    paret chi non bi li intrat in conca!

  3. #43
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    Originally posted by Lutzianu
    un altro esempio potrebbe essere il termine nazionalista.

    il sinn fèin x esempio si dichiara:
    "Sinn Féin is nationalist and internationalist. It is anti-imperialist, anti-fascist and anti-racist."

    poi dice
    "Sinn Féin, the only all-Ireland party, is committed to achieving a 32-County democratic socialist..."

    il termine socialista, in the irish way, è ustao tranquillamente al fianco di nazionalista, anti-fascita etc etc


    non che si debba usare per forza il termine nazionalista.

    ma neanche demonizzare questo termine che si usa in tutta europa.
    Non solo in Irlanda il termine nazionalismo è senza problemi accostato a quello socialismo, ma anche in Euskadi e in Catalunya.

    Mi trovi totalmente d'accordo, si può certo scegliere se farlo proprio o meno, ma è assolutamente sbagliato contribuire a demonizzarlo.
    SOTZIALISMU! INDIPENDENTZIA!

  4. #44
    28 de Abrili - Juventudi Sarda
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    Originally posted by senhor soares
    mah, ita nai? deo soe de acordu, essi natzionalista no bilit nai po fortza essi ratzista o antidemocraticu. bolit nai xeti amai sa propria natzioni. e si est po cussu deo soe natzionalista. beru est ki su natzionalismu in italia est prus o mancu sinonimu de fascismu, ma po sa sardigna est un'attera cosa, no? deo me decraru natzionalista comunista e no creo ki seat una contraditzioni...
    De accoriu meda...Certu ka no est una contraditzioni!
    Du torru a nai, c'est natzionalismu e natzionalismu: cussu sciovinista e ratzista de s'estrema dettera occidentali e cussu rivolutzionariu de liberatzioni de is populu e is natzionis kentz'e istadu.
    Storicamenti po un popolu ki gherrat po sa propria autodeterminatzioni e sa propria liberatzioni su natzionalismu est sa giusta e leggitima arrespusta a su tentativu de annientamentu de sa natzioni sua matessi.
    Est de aicci in totas sas gherras antimperialistas et anticolonialistas de europa, america latina, mediu orienti et asia.
    SOTZIALISMU! INDIPENDENTZIA!

  5. #45
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    Alcune considerazioni personali sulle qustioni di cui state discutendo...

    Sono d'accordo sul fatto che alla parola "nazionalismo" possano essere associati più significati e non c'è dubbio che ogni parola possa essere risemantizzata a piacere da chi la utilizza... Per questa ragione, ogni popolo ha il diritto di definire la propria lotta nel modo più opportuno.

    Detto questo, nessuno ha intenzione di demonizzare quella parolina, pensate però al significato concreto che gli si attribuisce collettivamente, e pensate sopratutto al suo utilizzo nel contesto in cui viviamo attualmente.

    Posso farvi una domanda: una volta raggiunta l'indipendenza vi piacerebbe essere definiti nazionalisti?
    Che senso gli attribuireste allora?


    E, per piacere, non parlatemi di "nazionalismo di liberazione", qui si che ci spostiamo sul verante del peggiore estremismo di destra (italiana ed europea).
    Provate a dare un occhiata a questo sito: http://pcn.rete.italiana.free.fr
    Sono gli unici che parlano di Nazionalismo di liberazione... associandolo al termine nazionalrivoluzionario o, ancor peggio, a nazional-socialismo.
    Oppure date un occhiata alle correnti dell'estrema destra europea: http://www.controestremismodidestra....tory10150.html


    Insomma, quando si usano certe parole bisognerebbe prima guardarsi attorno.

    iRS, nel suo atto costitutivo, ha deciso coscientemente che definirsi nazionalista avrebbe contribuito a non fare chiarezza sulla reale sostanza del nostro pensare e del nostro stare su questa terra in maniera innovativa e propositiva.

    La società nuova che nascera dalla lotta di liberazione nazionale del popolo sardo non dovrà, a mio avviso, portare ad una società nazionalista, ne tanto meno ad un popolo in cui il nazionalismo sia valore fondante.

    Un laboratorio sperimentale che porti ad una società più giusta eticamente, economicamente e socialmente non può che partire da una riconsiderazione dei drammi vissuti nei secoli precedenti dalle genti e dai popoli passati su questa terra.


    Definirsi "non nazionalista" equivale a togliere ogni dubbio sul nostro modo di concepire il mondo e i rappporti tra i popoli nel futuro prossimo.

    Perchè cercare di salvare una parola totalmente compromessa che ha già dato tanto, troppo all'umanità intera?

    La forza di un popolo sta anche e sopratutto nella sua capacità di innovare lessico e prassi.

    Dentro iRS, dal mio personalissimo punto di vista, si sta cercando di fare anche questo.


    finzas a sa repùbrica!

    itz.

  6. #46
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    si tratta ancora una volta di una questione di CHIAREZZA

  7. #47
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    Originally posted by Cristianu
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    Anche io!!!
    Penso che molti l'abbiano colto, altri forse no, ma oggi in Sardegna, grazie in massima parte ad iRS, è in atto un processo (irreversibile!!) che io non esiterei a definire: RISORGIMENTO!!
    In tutto questo credo non ci sia posto per il nazionalismo...
    Su Templare

  8. #48
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    Originally posted by Itzoccor
    Alcune considerazioni personali sulle qustioni di cui state discutendo...

    Sono d'accordo sul fatto che alla parola "nazionalismo" possano essere associati più significati e non c'è dubbio che ogni parola possa essere risemantizzata a piacere da chi la utilizza... Per questa ragione, ogni popolo ha il diritto di definire la propria lotta nel modo più opportuno.

    Detto questo, nessuno ha intenzione di demonizzare quella parolina, pensate però al significato concreto che gli si attribuisce collettivamente, e pensate sopratutto al suo utilizzo nel contesto in cui viviamo attualmente.

    Posso farvi una domanda: una volta raggiunta l'indipendenza vi piacerebbe essere definiti nazionalisti?
    Che senso gli attribuireste allora?


    E, per piacere, non parlatemi di "nazionalismo di liberazione", qui si che ci spostiamo sul verante del peggiore estremismo di destra (italiana ed europea).
    Provate a dare un occhiata a questo sito: http://pcn.rete.italiana.free.fr
    Sono gli unici che parlano di Nazionalismo di liberazione... associandolo al termine nazionalrivoluzionario o, ancor peggio, a nazional-socialismo.
    Oppure date un occhiata alle correnti dell'estrema destra europea: http://www.controestremismodidestra....tory10150.html


    Insomma, quando si usano certe parole bisognerebbe prima guardarsi attorno.

    iRS, nel suo atto costitutivo, ha deciso coscientemente che definirsi nazionalista avrebbe contribuito a non fare chiarezza sulla reale sostanza del nostro pensare e del nostro stare su questa terra in maniera innovativa e propositiva.

    La società nuova che nascera dalla lotta di liberazione nazionale del popolo sardo non dovrà, a mio avviso, portare ad una società nazionalista, ne tanto meno ad un popolo in cui il nazionalismo sia valore fondante.

    Un laboratorio sperimentale che porti ad una società più giusta eticamente, economicamente e socialmente non può che partire da una riconsiderazione dei drammi vissuti nei secoli precedenti dalle genti e dai popoli passati su questa terra.


    Definirsi "non nazionalista" equivale a togliere ogni dubbio sul nostro modo di concepire il mondo e i rappporti tra i popoli nel futuro prossimo.

    Perchè cercare di salvare una parola totalmente compromessa che ha già dato tanto, troppo all'umanità intera?

    La forza di un popolo sta anche e sopratutto nella sua capacità di innovare lessico e prassi.

    Dentro iRS, dal mio personalissimo punto di vista, si sta cercando di fare anche questo.


    finzas a sa repùbrica!

    itz.
    Originally posted by Cristianu
    sottoscrivo al 100%

    si tratta ancora una volta di una questione di CHIAREZZA

    Originally posted by Ithokor
    Anche io!!!
    Penso che molti l'abbiano colto, altri forse no, ma oggi in Sardegna, grazie in massima parte ad iRS, è in atto un processo (irreversibile!!) che io non esiterei a definire: RISORGIMENTO!!
    In tutto questo credo non ci sia posto per il nazionalismo...

    In merito all’argomento trattato ritengo di dover esprimere una mia opinione: tanto per cominciare ci tengo a dire che proprio uno degli aspetti che mi ha colpito in modo positivo di Indipendentzia Repubrica de Sardigna è che si presenta in maniera innovativa e che cerca di proporsi all’elettorato attraverso un linguaggio politico ed una terminologia, che per l’indipendentismo sardo risultano essere, se non del tutto, quasi del tutto nuove. Questo, ritengo tra l’altro, sia una delle ragioni che hanno determinato il successo del movimento alle ultime elezioni.

    Personalmente vorrei tanto che la lotta di liberazione nazionale del popolo sardo, possa portare alla realizzazione di una società fondata sui valori dell’uguaglianza e della solidarietà, sulla cooperazione economica su scala nazionale ed internazionale e su una riqualificazione della nostra storia e della nostra cultura.
    Ovviamente non posso affermare con certezza assoluta che questo sia ciò che desiderano la maggior parte degli indipendentisti sardi, ognuno infatti potrebbe voler dare la propria definizione di libertà, ma fin’ora non ho mai sentito nessun indipendentista affermare di voler realizzare uno stato chiuso in se stesso economicamente e politicamente, isolato su scala internazionale e che intenda esaltare la purezza razziale del popolo sardo.
    Con ciò intendo dire che non c’è nel modo più assoluto (almeno per ora), il rischio che qualcuno identifichi la lotta di liberazione nazionale del popolo sardo in una lotta volta alla realizzazione di una società sciovinista.

    Se DAVVERO non si intende demonizzare termini come “nazionalismo” e “comunitarismo”, si dovrebbe semplicemente prendere atto che in Sardigna esistono dei gruppi indipendentisti e dei singoli che definendosi nazionalisti o comunitaristi, lo fanno o lo hanno fatto, richiamandosi sempre al diritto dell’uguaglianza fra i popoli, al diritto alla libertà e alla dignità umana, richiamandosi quindi ai valori della democrazia, esattamente come fanno i movimenti indipendentisti Baschi, Irlandesi, Catalani ecc. che lottando contro ogni forma di sopraffazione politica, economica e/o culturale.

    È proprio perché ad ogni termine viene attribuito un determinato significato, che il “nazionalismo di liberazione” non si può ne accostare ne paragonare al nazionalismo razzista dell’estrema destra italiana ed europea. Così facendo si, che si finisce per ragionare secondo categorie appartenenti ad una cultura politica estranea all’isola; sarebbe ragionare un po’ come fa certa paccottiglia sinistrosa itagliana, subito pronta ad infangare qualsiasi teoria che si discosti appena dall’ortodossia marxiana-leninista.

    Il cammino verso l’indipendenza è lungo, ma se ragioniamo serenamente e rispettosamente gli uni nei confronti degli altri, sono certo che nessuno potrà mai accusare un indipendentista sardo di essere razzista o di volere una società autoritaria….. basta semplicemente fare chiarezza.

    giovannifara

  9. #49
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    Smile questo è il di-lemma....

    Originally posted by zuanne
    ...

    Se DAVVERO non si intende demonizzare termini come “nazionalismo” e “comunitarismo”, si dovrebbe semplicemente prendere atto che in Sardigna esistono dei gruppi indipendentisti e dei singoli che definendosi nazionalisti o comunitaristi, lo fanno o lo hanno fatto, richiamandosi sempre al diritto dell’uguaglianza fra i popoli, al diritto alla libertà e alla dignità umana, richiamandosi quindi ai valori della democrazia, esattamente come fanno i movimenti indipendentisti Baschi, Irlandesi, Catalani ecc. che lottando contro ogni forma di sopraffazione politica, economica e/o culturale.

    È proprio perché ad ogni termine viene attribuito un determinato significato, che il “nazionalismo di liberazione” non si può ne accostare ne paragonare al nazionalismo razzista dell’estrema destra italiana ed europea. Così facendo si, che si finisce per ragionare secondo categorie appartenenti ad una cultura politica estranea all’isola; sarebbe ragionare un po’ come fa certa paccottiglia sinistrosa itagliana, subito pronta ad infangare qualsiasi teoria che si discosti appena dall’ortodossia marxiana-leninista.

    Il cammino verso l’indipendenza è lungo, ma se ragioniamo serenamente e rispettosamente gli uni nei confronti degli altri, sono certo che nessuno potrà mai accusare un indipendentista sardo di essere razzista o di volere una società autoritaria….. basta semplicemente fare chiarezza.

    giovannifara
    Chiedo scusa per l'intervento nel vostro forum.

    Condivido e sottoscrivo in toto questa parte dell'intervento di Giovanni, che qui saluto.
    Molto brevemente: se un concetto viene raccolto, re-interpretato e inalberato da un gruppo/ideologia/individuo con il quale io non condivido nulla, ciò non implica l'inficiamento del senso(ma meglio sarebbe dire "intensione") più intimo e profondo che quel termine per me, in virtù della cultura cui faccio riferimento, assume.
    Se dovessimo ragionare così non dovremmo più parlare di "libertà", perchè semantema richiamato, fino alla nausea, dai neoliberisti unionisti o dai neocons amerrigani o ancora da un qualsiasi Pinochet...
    E nemmeno di "nazione", per via dell'abuso strumentale(scempio) che del lemma hanno fatto i "nazionalismi organicisti, razzisti ed imperialisti" del novecento.

    Di quello che può fare un gruppo di sfigati pseudo-nazistoidi "nazional-eurupei"(i quali, ahimè, si definiscono anche "comunitaristi...con buona pace di Spiga, Masala e Cherchi), francamente non me ne cale nulla.
    E non posso fare a meno di sottolineare la pericolosità di certe risolutive "patentature"(non mene ne voglia F. sanna, che qui saluto cordialmente).
    Io credo che la lotta indipendentista sia vitale e feconda allorquando esprima la pluralità di tensioni ed identità presenti nell'isola, nel popolo: cioè nella gente sarda vivente. Tensioni ed identità che devono essere soggette semmai all'unico crisma della democraticità e del culto per la piena dignità dell'uomo, di ogni uomo.

    <<L’alternativa sarda
    - Il nazionalismo sardo è la risposta al tentativo fallito di distruggere l’identità nazionale del nostro popolo. Questo, però, tranne alcuni momenti d’avanguardia, non è ancora riuscito ad assumere la piena consapevolezza della necessità di dislocare in avanti il dibattito politico superando un impegno esclusivamente “culturalista” od “economicista”. E’ naturale però che le contraddizioni prodotte dall’oppressione coloniale facciano crescere il bisogno oggettivo di un grande movimento nazionale per la liberazione. Il Partidu Indipendentista è consapevole di non rappresentare, nella sua interezza l’area politica del nazionalismo sardo, ma è anche consapevole d’essere la componente imprescindibile dello sviluppo del movimento di liberazione. Alle porte del terzo millennio, dopo secoli di oppressione, dopo gli ultimi decenni di intossicazione delle coscienze operata con gli strumenti della propagandata ineluttabilità della subordinazione, dell’acculturazione forzata, dello strapotere dei partiti italiani e del clientelismo, esprimere un programma politico di alternativa al dominio coloniale, ha per noi, una importanza sia tattica che strategica. Con la proposta dell’alternativa sarda, il Partidu Indipendentista definisce il suo ruolo all’interno dell’area nazionalista ed indica su quali obiettivi politici è possibile costruire il futuro della liberazione di tutti i Sardi. Indica come far maturare un movimento nazionale che raccolga le esigenze politiche, economiche e culturali del Popolo sardo in alternativa al progetto del potere coloniale. (...)>> Partidu Sardu Indipendentista, estratto da una risoluzione del comitato centrale, 1989.


    Un sereno saluto a tutti, con l'impegno di non "rompere" ulteriormente se scorretto verso la tipologia di forum.



    aniak gara askatasunera
    PRO SA REPUBRICA DEMOCRATICA SARDA
    FINTZAS A SA BINCHIDA, SEMPER!

  10. #50
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    Predefinito ancora qualche chiarimento...

    Alcuni chiarimenti, sempre personali, sono d'obbligo!
    Le nostre scelte lessicali -intendo del movimento di cui faccio parte- non sono in discussione su questo fourm. Sono scelte maturate dopo lunghi anni di militanza in movimenti differenti che facevano del "nazionalismo" la loro bandiera. Si tratta di scelte non fatte così "tanto per fare" ma dopo un attenta analisi della società sarda, della sua stratificazione sociale e della sua cultura politica.
    Quindi, non stiamo aspettando che qualcuno ci insegni come fare politica: accettiamo volentieri il confronto ma le lezioni preferiamo lasciarle ad altre sedi.
    Non mi sto riferendo nè a zuanne nè a shardana ruju (a cui do il benvenuto su questo forum) bensì a classiche uscitine polemiche che si leggono spesso e volentieri da queste parti (o durante le feste) fatte da personaggi che dovrebbero trovare il coraggio per discutere “cara a cara” con noi... e non quello per chiacchierare al buio.
    Premesso questo, che potrebbe sembrare polemico ma che invece vuole essere un tentativo di fare chiarezza prima di riaprire il confronto... è d'obbligo ricordare che noi non abbiamo nessuna ragione e/o interesse per giustificare l'utilizzo della parola nazionalismo. Chi la utilizza è giusto che lo faccia, ma di sicuro non può cercare leggittimazione dentro iRS, si tratta di scelte personali coscienti e politicamente rilevanti.
    Quando si tratta invece di scelte collettive, quindi da attribuirsi ad un movimetno politico, allora il discorso cambia: è necessario giustificare l'uso di questa parolina davanti al proprio elettorato, ai propri sostenitori e simpatizzanti... non certo davanti a noi.

    Se altri movimenti in sardegna si definiscono nazionalisti (SN-I, MPS ecc. ecc.) sta a loro definirne il significato, non certo a noi fare passi indietro.

    Nessun problema quindi! Noi abbiamo fatto delle scelte, chiunque e libero di farle proprie o di farne delle altre.

    Per quanto riguarda la presunta DEMONIZZAZIONE: l'unica espressione sulla quale mi sono permesso di esprimere giudizi di un certo tipo è "nazionalismo di liberazione", non ho parlato assolutamente di comunitarismo (su cui ci sarebbero da spendere pagine e pagine di acceso confronto).
    Confermo ciò che ho scritto in precedenza. Per la precisione si trattava di una polemica riferita a Gauardia Arrubia che da tempo immemore accusa noi di trasversalismo (come molti hanno fatto in precedenza) senza nemmeno accorgersi che si rifà a concetti trasversalisti o perlomeno ambigui e legati alla nuova destra. L'ho semplicemente invitato a guardarsi attorno...

    Rispetto a ciò che dice giovanni, non credo che l'espresisone "nazionalismo di liberazione" possa essere associata alla cultura politica della nostra terra. Non ha nè una tradizione consolidata come espressione nè tanto meno può vantare una concettualizzazione scientifica che ne renda chiaro il significato. Mi sono limitato a riportare alcune fonti online... se qualcuno ci vuole ragionare sopra lo faccia, altrimenti rimane una mia personalissima considerazione.
    Non si tratta di "patentature" (caro Fr.Ib.?) da me appioppate a chissà quale onesto indipendentista sardo... bensì di constatazioni. Se qualcuno vuole fornire al termine una base seria che rispetti alcuni irrinunciabili principi etici... lo faccia. Non sarò certo io a dover rispondere delll’utilizzo che ne fanno gruppi di destra estrema che si aggirano per l’europa alla ricerca di un modo per riabilitare la parola nazionalismo (se vuoi ti posto altre decine di documenti dove viene utilizzata quell'espressione)!


    Originally posted by zuanne

    Con ciò intendo dire che non c’è nel modo più assoluto (almeno per ora), il rischio che qualcuno identifichi la lotta di liberazione nazionale del popolo sardo in una lotta volta alla realizzazione di una società sciovinista.

    Invece ti sbagli , a parer mio -ancora oggi- una buona parte del popolo sardo continua a considerare il variegato mondo indipendentista come portatore di una forma folkloristica di sciovinismo!
    E' da questo dato che bisogna partire per capire gli errori fatti... per non continuare a sbagliare!

    È poi non credo che l’universo indipendentista sia così omogeneo come potrebbe apparire. Esiste un inidipendentismo razzista, intollerante e totalmente estraneo alla logica del confronto e del dialogo.
    (Qualche avvisaglia si è avuta pure in Corsica: sappiamo chi sono e non ci preoccupano… ma esistono!)


    Per concludere, rispetto alla citazione tratta dal PSIN: noi siamo lontani anni luce da quel tipo di concettualizzazione. Per noi essere indipendentisti non è una risposta a nessun colonialismo, bensì una scelta cosciente e consapevole, né ribellistica né frutto di impulsività; un indipendentismo scientifico, frutto di un elaborazione coerente e sintesi costruttiva delle esigenze di un popolo che vive il XXI secolo e non il secolo delle lotte anticoloniali.
    Basta leggere i nostri documenti per capire come nasce iRS e quali sono i suoi valori fondanti… altro che trasversalismo!

    Finzas a sa repùbrica!

    Itz.

 

 
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