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Discussione: Avevate ragione!

  1. #61
    Repùbrica de Sardigna
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: ancora qualche chiarimento...

    Originally posted by zuanne
    Sono d’accordo con te, proprio per questo nulla impedisce a chi si definisce indipendentista e nel contempo nazionalista di spiegare quali valori, a suo parere, incarnino queste espressioni.

    Riporto un testo scritto nel 2000 da Franciscu Pala Scameroni - tratto da “aLeia” – periodico di “Indipendenza Corsa”, movimento politico nato in ambito universitario, che assieme a Su Cuncordu - di cui lo stesso Pala faceva parte -, aveva dato vita a “Interrae”, movimento politico culturale autodefinitosi anticolonialista. Questo scritto penso possa chiarire a tutti in maniera sufficientemente esaustiva, cosa intendono, ancora oggi, quegli indipendentisti che in Sardigna si definiscono nazionalisti:

    “…..siamo un’unione di anticolonialisti che si battono per la democrazia, per l’internazionalismo, per l’anticapitalismo e per l’ecologia.
    Essendo degli anticolonialisti, appoggiamo apertamente tutti quei movimenti che sorgono come risposta e reazione ai soprusi e alle violenze che i colonizzatori infliggono ai colonizzati. Questi movimenti vengono definiti per lo più nazionalisti. Fra le varie accezioni del lemma nazionalista, in genere, tende a prevalere quella negativa che lo identifica con qualcosa di antidemocratico, tendenzialmente totalitario ed imperialista. Noi rifiutiamo questa analisi o meglio, teniamo ad apportare una distinzione tra il nazionalismo che appoggiamo e quello che combattiamo.
    Difendiamo e sosteniamo con forza il nazionalismo di chi lotta perché la sua nazionalità, la sua cultura non vengano negate, di chi lotta perché il parlare la propria lingua non sia causa di torture o discriminazioni, di chi lotta perché il suo popolo non sia martoriato e sterminato.
    Viceversa condanniamo e tentiamo di opporci con altrettanta decisione al nazionalismo degli imperialisti, dei colonialisti, dei massacratori di popoli, degli sterminatori di lingue. Ci opponiamo ai nazionalismi che si alimentano di odio ed alimentano pregiudizi razziali, discriminazioni o penalizzazioni di ogni genere ed in ogni campo, dal sociale al politico, dal razziale al religioso.
    Difendiamo il nazionalismo di chi, pronto a lottare per difendere la propria Terra dagli attacchi dei colonialisti, è anche pronto a solidarizzare internazionalisticamente con chi, a sua volta, è disposto a farlo. Difendiamo la lotta di chi è oggettivamente oggetto di inaccettabili discriminazioni, di chi desidera poter amministrare autonomamente il proprio futuro. Difendiamo chi, storicamente, è stato ed è un vinto, un debole, un oppresso da chi, in virtù della propria potenza, ha creduto e crede opportuno calpestarlo o annientarlo.”




    Personalmente non sono affezionato a nessuna espressione in particolare, tant’è vero che ho detto e ridetto che apprezzo il linguaggio politico adottato da IRS, apprezzo il suo non volersi definire nazionalista, io mi sento “indipendentista ed internazionalista” ma rispetto chi si definisce nazionalista, perché chi lo ha fatto prima della nascita di IRS, e chi continua a farlo oggi, al di fuori di IRS, si richiama chiaramente ed inequivocabilmente ad un nazionalismo “volto all’ottenimento della libertà del nostro popolo”….. questo non è possibile negarlo!!!




    In politica la chiarezza è d’obbligo, pertanto se fai riferimento ad un gruppo in particolare, mettendolo in relazione ad un episodio grave e attribuendogli un comportamento di stampo fascista, dovresti anche dire di chi si tratta; per il semplice motivo che se non lo fai, getti automaticamente un ombra di sospetto e di diffidenza nei confronti di tutti i gruppi presenti a Corti (sappiamo esattamente chi erano), ad eccezione, ovviamente, di IRS.

    Per una vera e irrinunciabile indipendenza!
    giovanni


    Allora zuà, visto che questa si sta trasformando in una chiacchierata infinita chiudiamola così: ognuno è libero di definirsi come vuole... e di comunicarlo agli altri come meglio crede!
    Chi si definisce nazionalista lo fà evidentemente a ragion veduta, buon per lui. Il nostro movimento va per la sua strada e di certo non si fermerà nemmeno un attimo per salvare parole inutili (a mio avviso) nel processo di costruzione della repubblica sarda indipendente.
    Chi sta dentro iRS in ogni sede consona può discutere di queste cose, delle motivazioni profonde e delle argomentazioni scientifiche. Chi sta fuori da iRS... faccia un pò come gli pare, non sta a noi stargli dietro.
    Mi fa piacere il fatto che tu non ti definisca tale, vuol dire che abbiamo percorso un pezzo di strada comune che ci ha condotto alla medesima consapevolezza.

    FINZAS A SA REPùBRICA!
    itz.

    NOI NON SIAMO NAZIONALISTI, NOI NON SIAMO SARDISTI... ecc. ecc... e mai lo diventeremo!

  2. #62
    Repùbrica de Sardigna
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    Originally posted by guardia arrubia
    Di certo nessuno aspira a uno stato nazionalista, specie se intendiamo questo col significato che comunemente gli viene attribuito nel linguaggio politico europeo, ovvero sciovinista e xenofobo.
    Per nazionalismo (di liberazione, appunto) si vuole intendere invece il sentimento esasperato di un popolo la cui esistenza stessa viene negata, il sentimento che unisce tutti i patrioti nella lotta di liberazione nazionale.
    Il fatto che certi sedicenti gruppuscoli fascisti abusino del termine "nazionalismo di liberazione" distorcendone il significato per teorizzare la nascita di un imperialismo eurasiatico da contrapporre a quello sionista-statunitense non cambia la sostanza delle cose.
    Il nazionalismo è insomma nella lotta per l’indipendenza un mezzo, non un fine.
    Una volta che la nazione sarà libera e quindi non negata ma riconosciuta come tale, il bisogno di termini forti (e, secondo la concezione comune, ambigui) come nazionalismo non si porrà più.
    Ma ora, per i nostri popoli negati, concetti come quelli di patriottismo e nazionalismo assumono un valore profondamente rivoluzionario.

    Innanzitutto ti sbagli di grosso, quando dici che si tratta di piccoli gruppuscoli, potrei citarti decine di fonti e tutti i riferimenti intellettuali di questi gruppi... che affondano radici chiare nella storia del pensiero filosofico. E stai tranquillo che sono molto più numerosi di quanti in sardegna usano questa terminologia. Ma non ne faccio certo una questione di numeri! Il problema è che il nostro dizionario è diverso: il nostro è chiaro e privo di ambiguità, il tuo mi lascia piuttosto perplesso in quanto combina il peggior (scusa il termine) dogmatismo comunista con il peggior revisionismo di destra.

    Massimo rispetto per le tue posizioni, ma prova ad andare in giro a spiegarle alla gente... poi ne ridiscuteremo!!

    Originally posted by guardia arrubia
    Non ho capito…era riferita a me anche la storia del "trovare il coraggio per discutere cara a cara con noi"!?
    Spero proprio di no, non vedrei il motivo di tale atteggiamento.

    Comunque figurati, non è certo mio interesse accusarvi di alcunchè, ma semplicemente contribuire alle vostre discussioni in modo sempre costruttivo ed amichevole, sempre che sia gradito naturalmente. (se i miei interventi in questioni che mi vedevano in disaccordo con voi, che di tanto in tanto possono esserci, sono risultati scorretti o irrispettosi chiedo scusa, anche se non mi è sembrato)
    Sul trasversalismo come strategia politica la mia non era certo un accusa che con vena polemica faccio da tempo immemore ma semplicemente una constatazione della linea che sia iRS (così come SNI) persegue ufficialmente. Correggimi se sbaglio.
    Per quanto riguarda nazionalismo come termine ambiguo ne ho già parlato sopra ammettendo appunto che potrebbe a molti risultare tale ma di certo non mi pare che ambigui siano risultati "senza nemmeno accorgermene" gli interventi da me fatti, o l'utilizzo che io faccio di questo termine.
    L'ho sempre utilizzato facendo riferimento alle lotte indipendentiste di tutta Europa e in netta contrapposizione all'utilizzo razzista che ne fanno gruppi neofascisti o presunti tali.
    Se è all'aggettivo "di liberazione" che ti riferisci, fermo restando che quella cricca di fascisti non sono come dici gli unici a utilizzarlo (anzi il termine "naz. d. lib." lo ho sentito per la prima volta da un gruppo interno all’indipendentismo sardo, quando ancora io stesso rifiutavo completamente il nazionalismo, identificandolo sempre e comunque con sciovinismo e razzismo), lo ho utilizzato proprio per contrapporlo al nazionalismo di odio e oppressione dei gruppi di estrema destra.

    Saludi!

    Non era riferita a te, bensì ad altri!

    Ripeto, sul "naz di lib" fai un pò come vuoi... tu l'hai usato per contrapporti a qualcuno e poi scopri che quel qualcuno lo usa da molto prima di te! Contrapposizione mal riuscita e missione fallita! non trovi?


    L'argomento "trasversalismo" mi ha proprio reso insofferente.
    Noi stiamo facendo delle scelte chiare che riempiono di contenuti le nostre azioni ed il nostro fare politica. Non c'è nulla di trasversalista nel nostro modo di agire, di pensare e di alaborare.
    Facciamo azioni dense di significato che solo in malafede possono essere mal'interpretate (basterebbe leggere i documenti prodotti).
    Per non essere trasversalisti cosa dovremmo fare: definirci comunisti? Oppure Sardisti-Nazionalisti-Rivoluzionari? o ancora NazionalSardistiPatriottici? o ancora dovremmo esprimerci sulla lotta di classe del popolo sardo? Ma per piacere!


    Mio caro, è troppo semplice cercare delle etichette e appiopparsele per definirsi conservatori o progressisti!
    Cosa c'è stato in Sardegna di più conservatore del vecchio PCI?

    Noi crediamo che le azioni e l'elaborazione siano la base indissolubile del fare politica.
    La gente deve entrare dentro iRS perchè vuole capire cos'è e cosa fa, perchè ha voglia di discutere con noi del nostro progetto politico, e non certamente perchè si accontenta di un etichetta... che nulla potrebbe avere da spartire con la realtà delle cose.

    CHiudo questa questione qua, perchè non è il forum lo spazio più idoneo per affrontare certi discorsi.

    a si biera cun salude

    itz

  3. #63
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    Originally posted by juanna maria
    A itzocor
    …si ponimus ifattu a su chi achet sa destra.. ‘nche devo abassare dae su muru su manifestu umbe b’est unu Omine (sa O maiuscola est cherfita) chin unu bette sorriso…mesu isterritu chin unu caneddu in sutta de su brazu e chin iscrittu Ernesto Che Guevara , uomo, compagno, amico…

    …ca appo istu in una manifestazione de fascistones chi jukaian sa pannera chin sa cara de s’omine de supra…
    appo istu puru chi in una idda ana atta unu incontro chin unu monaco tibetanu…chie l’ischit si l’ischiat chin chie itti!

    e de esempio goi…ne potimus facher metta…pro narrere chi si sa destra furat paraulas, sentidos , sinnos…itte devimus facher?..non los usare prus?

    comunque sos bascos…e faeddo de sos bascos de manca…ana “coniato” una paraula -abertzale -(pesso si iscriet goi) chi si non irbaglio est una mistura tra patriotta e nazionalista
    l’aiapo azapatu in sa retza custu vocabolario de sa libertate basca, ca pesso chi si sentidu iti cussu de non facher “ambiguità” in sas paraulas

    nois s’unica paraula chi amus “coniato” da 2? o 3? Annos chi “giro” in sos foros indipendentistas sardos est avatarju!...e lu devimus a Cristianu!

    A tziu Sedda
    De su post tuo pesso de aere cumpresu chi azes ischirriatu de non usare sa paraula nazionalista ca la usana tottu…appo cumpresu vene?..e chie la usat non potet intrare in Irs…est goi?

    Pessamentu “sintetico” ca devo imprentare sas 19 pagina de tottu s’arrejonv!sò a sa antica si non l'ido in su papiru non mi paret veru!


    pro sa chestione de corti..si Itzocor mi potett facher ischire cosas in privatu..ca appo a essere "contorta" comente iscrio ma mi piaghet cumprennere e essere chiara...grazia


    Vale ciò che ho detto qua sopra: ognuno si definisca come vuole! Siete grandi e maturi: questo è il forum di iRS!
    Siete liberi di coniare i termini che volete... e pure di farli capire alla gente: bonu traballu!
    Abbiate almeno l'accortezza dei baschi e non usate l'italiano, forse così il neologismo sarà meno compromesso!

    Capisco che non si debba rinunciare a dei simboli perchè qualcun'altro se ne appropria, ma stai sicura che non andrò mai io a rubarglieli in casa loro per farne la mia bandiera!

    Sulla questione di corti non c'è nulla da aggiungere... chi doveva capire ha capito!

    itzoccor

  4. #64
    Indipendentista sardu
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    Originally posted by Itzoccor

    Per non essere trasversalisti cosa dovremmo fare: definirci comunisti? Oppure Sardisti-Nazionalisti-Rivoluzionari? o ancora NazionalSardistiPatriottici? o ancora dovremmo esprimerci sulla lotta di classe del popolo sardo? Ma per piacere!
    Hai centrato l'obiettivo... Ormai anch'io sono giunto alla stessa conclusione... O ti dichiari comunista, o vieni bollato come "trasversalista", anche se i programmi del movimento sono chiari, e radicalmente INDIPENDENTISTI.

  5. #65
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    Originally posted by Itzoccor
    Innanzitutto ti sbagli di grosso, quando dici che si tratta di piccoli gruppuscoli, potrei citarti decine di fonti e tutti i riferimenti intellettuali di questi gruppi... che affondano radici chiare nella storia del pensiero filosofico. E stai tranquillo che sono molto più numerosi di quanti in sardegna usano questa terminologia. Ma non ne faccio certo una questione di numeri! Il problema è che il nostro dizionario è diverso: il nostro è chiaro e privo di ambiguità, il tuo mi lascia piuttosto perplesso in quanto combina il peggior (scusa il termine) dogmatismo comunista con il peggior revisionismo di destra.

    Massimo rispetto per le tue posizioni, ma prova ad andare in giro a spiegarle alla gente... poi ne ridiscuteremo!!




    Non era riferita a te, bensì ad altri!

    Ripeto, sul "naz di lib" fai un pò come vuoi... tu l'hai usato per contrapporti a qualcuno e poi scopri che quel qualcuno lo usa da molto prima di te! Contrapposizione mal riuscita e missione fallita! non trovi?


    L'argomento "trasversalismo" mi ha proprio reso insofferente.
    Noi stiamo facendo delle scelte chiare che riempiono di contenuti le nostre azioni ed il nostro fare politica. Non c'è nulla di trasversalista nel nostro modo di agire, di pensare e di alaborare.
    Facciamo azioni dense di significato che solo in malafede possono essere mal'interpretate (basterebbe leggere i documenti prodotti).
    Per non essere trasversalisti cosa dovremmo fare: definirci comunisti? Oppure Sardisti-Nazionalisti-Rivoluzionari? o ancora NazionalSardistiPatriottici? o ancora dovremmo esprimerci sulla lotta di classe del popolo sardo? Ma per piacere!


    Mio caro, è troppo semplice cercare delle etichette e appiopparsele per definirsi conservatori o progressisti!
    Cosa c'è stato in Sardegna di più conservatore del vecchio PCI?

    Noi crediamo che le azioni e l'elaborazione siano la base indissolubile del fare politica.
    La gente deve entrare dentro iRS perchè vuole capire cos'è e cosa fa, perchè ha voglia di discutere con noi del nostro progetto politico, e non certamente perchè si accontenta di un etichetta... che nulla potrebbe avere da spartire con la realtà delle cose.

    CHiudo questa questione qua, perchè non è il forum lo spazio più idoneo per affrontare certi discorsi.

    a si biera cun salude

    itz
    Chiudiamo pure qui la questione.

    Concedimi però di rispondere velocemente un'ultima volta.

    Sul naz di lib: non trovo la missione "fallita", e se dovessi utilizzare il metodo di screditare qualsiasi termine o concetto soltanto perchè utilizzato dall'estrema destra razzista, allora guai a utilizzare anche parole come libertà, indipendenza, giustizia ecc.
    In questo caso, semplicemente, si prende un termine utilizzato nelle lotte indipendentiste di tutta europa e non solo, e gli si aggiunge un aggettivo che rappresenta il legittimo obiettivo di questa lotta: la liberazione (nazionale).

    Sul vecchio pci sono naturalmente d'accordo, stesso discorso vale per gli attuali pdci e prc.

    Il rispetto per le proprie posizioni è reciproco, ma tornando al "parlare alla gente" credo che snobbare così temi di natura sociale (tu parli di "lotta di classe", termine antiquato potrai obiettarmi, ma la sostanza è più che mai attuale) potrebbe essere molto poco producente verso vari e larghi strati sociali.
    Quei sardi, per intenderci, che vivono nella massima precarita (o magari un lavoro neanche ce l'hanno), faticano ad arrivare a fine mese e di essere sfruttati da un sardo piuttosto che da un italiano non gliene frega niente.
    Perdonami il dogmantismo comunista.

    Ultimo appunto: tornando per l'ultima volta alla parolina magica "trasversalismo", mi ha fatto un po' cascare dalle nuvole capire in questo tuo ultimo intervento che non ti ci riconosci.

    Voglio dire, ho sempre inteso questa parola come superamento delle posizioni destra-sinistra per l'obiettivo del conseguimento di un fine ben preciso (in questo caso l'indipendenza nazionale).
    E quando se ne era parlato in precedenza non mi pare che nessuno di voi mi avesse mai smentito quando consideravo tale il vostro movimento.

    Potevi dirmi fin da subito che non vi (o almeno ti) riconoscevate in questa parola, invece di accusarmi solo ora di "accusarvi da tempo immemore di ciò".

    Fintzas a s'Indipendentzia!

    Saludi!
    SOTZIALISMU! INDIPENDENTZIA!

 

 
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