Sono i concetti che esprimeva Pio IX sul liberalismo, aggiornati per i tempi, ma sono esattamente gli stessi: la libertà è una seduzione del maligno. Il buon cristiano deve sottomersi all'autorità divina.
L'antimodernismo fu un pilastro ufficiale della dottrina cattolica fino agli anni '20. Con il concordato fu messa la sordina, perché collideva anche con il principio di divisione tra stato e chiesa e questo il fascismo non poteva tollerarlo, ma ufficiosamente rimase alla base del pensiero politico e sociale della chiesa. Con Pio XII riemerse con vigore, sia pure in modo ancora non ufficiale. Il concilio lo spazzò via, ma era una dottrina trppo radicata per sparire. Ritrovò un interprete forte, ma tanto carismatico da accentrare l'attenzione più sulla sua persona che su questo concetto, in GPII. Ora con Benedetto torna sotto gli occhi di tutti.
Consiglio un libro di tre o 4 anni fa, per chi è interessato alla questione:
"Verità assoluta" di Edward Stourton, edito da Garzanti.
L'autore è un vaticanista cattolico inglese della BBC. E' piuttosto noto.




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