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  1. #11
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    In origine postato da Gappista
    Ma su che mondo vivi? A giudicare dalle mazzate che spari, non certo in Italia, visto che i DS sono l'unico partito che in questi anni hanno ragionato in termini di coalizione e non di partito, come hanno fatto e continuano allegramente a fare i vari Bertinotti, Mastella, Ruttelli e compagnia cantante che, non a caso, mentre i DS (che potrebbero tranquillamente farlo visto che hanno i voti) si astengono dal presentare un loro candidato alle primarie, si presentano affermando che però il candidato è Prodi. E certo, almeno se qualcuno li vota, dopo faranno pesare il loro consenso sul tavolo della candidature all'uninominale!!! Ma veramente, toca sentirne di tutti colori...
    Non sono gli unici, c'e' anke il PdCI...

  2. #12
    Marc0
    Ospite
    In origine postato da asti_sinistra
    Non sono gli unici, c'e' anke il PdCI...
    Giusto compagno.
    A me gli slogan piacciono, ricordiamoci che per le masse lo slogan è importante, anche per il movimento peraio e per i manifestanti lo slogan è importante. Lo slogan ti da forza, riuscire a trasmettere molto in poche parole. Lo slogan non è da tutti, è fatto da persone intelligenti, unendo in una frase le varie tematiche del momento. In questo caso, lo slogan a parer mio è molto bello. Non è certo monopartitico, parla dell'unione. Che caspita, ma bisogna trovare il pelo nel'uovo? Comunque sia, il PDCI è rimasto coerente fino alla fine,appoggiando il Prode. Onore a Cossutta, paladino dei comunisti italiani dispersi ma che si riuniranno sotto l'antica effige storico poetica della falce e martello.
    Scusate, è brutto tempo e sono metereopatico..

  3. #13
    Forumista esperto
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    In origine postato da Marc0
    Giusto compagno.
    A me gli slogan piacciono, ricordiamoci che per le masse lo slogan è importante, anche per il movimento peraio e per i manifestanti lo slogan è importante. Lo slogan ti da forza, riuscire a trasmettere molto in poche parole. Lo slogan non è da tutti, è fatto da persone intelligenti, unendo in una frase le varie tematiche del momento. In questo caso, lo slogan a parer mio è molto bello. Non è certo monopartitico, parla dell'unione. Che caspita, ma bisogna trovare il pelo nel'uovo? Comunque sia, il PDCI è rimasto coerente fino alla fine,appoggiando il Prode. Onore a Cossutta, paladino dei comunisti italiani dispersi ma che si riuniranno sotto l'antica effige storico poetica della falce e martello.
    Scusate, è brutto tempo e sono metereopatico..
    Lo slogan e' importantissimo, soprattutto puo' unire la gente in determinati casi, ci hanno persino scritto dei libri........ma dietro lo slogan ci dev'essere la passione, un'idea...qualcosa di definito, non un guazzabuglio, e soprattutti lo slogan serve alle masse non a vendere un prodotto.

  4. #14
    Bianca Zucchero
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    Ma che c...o c'entra lo slogan!
    Ahò "tipico"!
    Questa è una risposta data a chi si permetteva di mettere in dubbio l'integggggerrrrrimità dei DS!
    Pura intimidazione! Non mi stupisce che proprio "casualmente" a forumisti di pari segno lo "slogan" vada benissimo. Potrei dedurre che il metodo da quelle latitudini piace assai!

  5. #15
    Marc0
    Ospite

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    In origine postato da Bianca Zucchero
    Ma che c...o c'entra lo slogan!
    Ahò "tipico"!
    Questa è una risposta data a chi si permetteva di mettere in dubbio l'integggggerrrrrimità dei DS!
    Pura intimidazione! Non mi stupisce che proprio "casualmente" a forumisti di pari segno lo "slogan" vada benissimo. Potrei dedurre che il metodo da quelle latitudini piace assai!
    Ei si calmi!
    Non c'è nessun problema. A me come ad altri piaceva parlare dello slogan, non capisco le polemiche e le "latitudini" e l'"intimidazione" a cui lei accenna.
    e neanche voglio capire le sue parole, è chiaro che lei è prevenuta, sappia che da adesso lo sono anche io. Saluti

  6. #16
    Bianca Zucchero
    Ospite

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    Sempre della serie "entrare nel merito delle discussioni postate" ovviamente...
    Io invece prevenuta non lo ero perché se si ha un minimo di conoscenza della liturgia forumistica, benché rientrata da poco qui, ho compreso subito gli orientamenti.
    Ci sono, per fortuna, le menti aperte (che mi ha fatto molto piacere trovare) che non sono granché interessate alle "appartenenze" e ci sono "i targati". Ed anche tra i targati ci sono quelli più o meno aperti, vivaddio!
    Ovvio che non era una discussione fondata sulla bontà o meno di uno slogan ma suna "reazione" ad una precisa richiesta e critica degli alleati, e di moltissimi commentatori "di area" risptto a certe vicende. vedo che rispetto a questo qualcuno ha risposto in modo esauriente, qualcun'altro no.
    Tutto qui.
    Il bello della democrazia, in fondo, no?

  7. #17
    Marc0
    Ospite
    In origine postato da Bianca Zucchero
    Sempre della serie "entrare nel merito delle discussioni postate" ovviamente...
    Io invece prevenuta non lo ero perché se si ha un minimo di conoscenza della liturgia forumistica, benché rientrata da poco qui, ho compreso subito gli orientamenti.
    Ci sono, per fortuna, le menti aperte (che mi ha fatto molto piacere trovare) che non sono granché interessate alle "appartenenze" e ci sono "i targati". Ed anche tra i targati ci sono quelli più o meno aperti, vivaddio!
    Ovvio che non era una discussione fondata sulla bontà o meno di uno slogan ma suna "reazione" ad una precisa richiesta e critica degli alleati, e di moltissimi commentatori "di area" risptto a certe vicende. vedo che rispetto a questo qualcuno ha risposto in modo esauriente, qualcun'altro no.
    Tutto qui.
    Il bello della democrazia, in fondo, no?
    Sì, ma è inutile negare che quasi sempre, si va fuori tema del forum. Si è arrivati a parlasre degli slogan, alla fine. senza malizia, almeno io credo così. Tutto quì. Io faccio così:quando metto un titolo che mi interessa, e vedo che si esce dall'intento, ritorno riprendendo la stessa discussione. Alla prossima

  8. #18
    Bianca Zucchero
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    Beh si potevano fare anche tutte e due le cose. Commentare lo slogan (se piaceva o meno) ed esprimersi se fosse "opportuno" o meno nella situazione data....
    Perché questo secondo aspetto della faccenda ancora non ho capito se sia ritenuto normale (o piaccia) o meno...

  9. #19
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    In origine postato da Marc0
    Sì, ma è inutile negare che quasi sempre, si va fuori tema del forum. Si è arrivati a parlasre degli slogan, alla fine. senza malizia, almeno io credo così. Tutto quì. Io faccio così:quando metto un titolo che mi interessa, e vedo che si esce dall'intento, ritorno riprendendo la stessa discussione. Alla prossima
    E io faccio sempre la stessa cosa!

    MORALIZZIAMO ANCHE LE DISCUSSIONI, A FAVORE DEI CONTENUTI E CONTRO I PAGLIACCI!

  10. #20
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    Predefinito MORALIZZARE, SENZA VERITA' ?

    Caro Amico, mi piace la tua frase ":

    MORALIZZIAMO ANCHE LE DISCUSSIONI, A FAVORE DEI CONTENUTI E CONTRO I PAGLIACCI! "

    Sono talmente d' accordo che propongo un allungo: "moralizziamo le discussioni e la vita sociale, cosi , forse, fra tre anni ritorneremmo ead essere competitivi".

    Questo l' obiettivo, mi sembra pero' difficile da raggiungere in Italia. Infatti.....




    REALISMO SPARITO
    (La scomparsa della Verità)

    Ci ho messo un po’, ma forse ho trovato. Ho scovato una Causa primaria, generatrice (con altri fattori) dei tanti disfunzionamenti e grippaggi del sistema Italia.

    Una società ove son troppo frequenti: ruote inceppate, pantani diffusi, meccanismi obsoleti.

    Ma quali sono le caratteristiche sociali del sistema Italia ? Dal di fuori si vede una società ove:
    a) l’ ipocrisia é stata elevata al rango di qualità diffusa; b) il doppio linguaggio, la tripla verità, son divenuti condizione di vita; c) l’ irresponsabilità, l’ approssimazione, la complicità sono divenute aria che si respira. Una società simile (l’ eccezione in U.E.) ha celebrato i funerali della Verità (quella che ha due catteristiche: l’ unicità, la chiarezza).

    A causa della scomparsa della Verità, nella società va scomparendo anche, in ambito sociale, il realismo. Il problema sembra legato al fatto che la cosa non è notata. Per cui, ufficialmente, il realismo è sempre presente……..

    Quando non c’ é più realismo, che é sostituito da un po’ di faciloneria, in una società puo’ succedere che i principi enunciati, le leggi decise, gli obiettivi dichiarati, rimangano sulla carta. Per mancanza degli strumenti di applicazione degli stessi, sociali o mentali.

    Ecco il nostro problema: prendiamo la decisioni sociali, come se questo bastasse. Dimenticandoci, per mancanza di realismo e di riflessione lucida, degli strumenti applicativi.
    Guardiamo la società italiana di oggi. Qual’ é il tasso di successo di tante belle decisioni annunciate ? A ognuno la sua risposta.

    Poi il diffondersi di meccanismi arrugginiti nella società. La qual cosa ha portato un popolo facile e flessibile ad adattarsi al doppio scenario: uno stato che funziona male (sempre peggio), ma a cui si è rassegnati, ed una rete di allacci personali, informali se non nascosti, più capaci di levarti d’ impaccio.

    Alcuni poteri emigrano, sempre più, dal primo al secondo scenario. Purtroppo, simultaneamente, il sistema Italia comincia ad essere incerto, poi inaffidabile, insicuro. Un sistema sociale cosi, in un Paese realista, sarebbe rimodernato, perfezionato, migliorato. Ma la stessa cosa non può avvenire in un Paese ove il realismo e la coerenza si sono nascosti, in anfratti inaccessibili.

    L’ incertezza attuale del sistema Italia, gli intoppi, i grippaggi, gli imprevisti, derivano, fra l’ altro anche da questo: i poteri dei clans, delle cordate, delle gangs talvolta, non sono sempre compatibili, né fra loro né col sistema sociale del Paese. E purtroppo essi sembrano in aumento. In un Paese che perde colpi, tanti cercano un riparo, una sicurezza. E’ umano. E, a chi cerca una cordata sicura, un riparo, i poteri nascosti offrono, sornioni, un appiglio. Chiedendo in cambio un voto o un gruppo di voti, un lavoretto, un’ associazione. Conseguenze ovvie: inefficienze, aumento degli insuccessi sociali, aumento dei costi, perdita di competitività.

    Se il potere è in grado di deformare la verità, di offrire un’ altra versione della stessa, di nascondere i propri obiettivi (inclusa la lunga conservazione del potere), allora siamo caduti in basso: allora siamo sull’ orlo del burrone latino-americano……

    Pretendere, in un quadro sociale simile, di continuare ad essere competitivi: sembra questa la sfida attuale del sistema Italia. La cosa si può valutare in due modi: da Italiani, si dice “speriamo di farcela”, è ciò che si può dire quando non c’ è realismo, quando non si discutono le correzioni necessarie (a divenire un Paese europeo). Da europei si direbbe invece: andate a comprarvi il realismo in Europa, allora ci sarà, forse, un po’ di speranza.



    L’ Emigrato
    Antonio Greco
    angrema@wanadoo.fr

    MEMENTO. Giugno 1943, il Corriere della Sera pubblica il fondo del dirett. Mario Borsa, che parla del referendum sulla monarchia. Esso finisce con questo paragrafo. Citazione; "…. Paura di che ? Del famoso salto nel buio ? Lo credono i nostri lettori: il buio non è nella Repubblica o nella Monarchia. Il buio, purtroppo, è in noi, nella nostra ignoranza, o indifferenza, nelle nostre incertezze, nei nostri egoismi di classe o nelle nostre passioni di parte". Fine della citazione.
    Mario Borsa non immaginava, pubblicando tale frase, che essa sarebbe divenuta il titolo ottimo per un’ analisi seria delle CAUSE delle incapacità sociali italiane (già esistenti nel ‘43, divenute abissali oggi), ormai imprescindibile nell’ Italia del 2005. Lo ha capito ora, dall’ altro mondo.

 

 
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