pigau de su cungressu de sos "liberos sardos", su 17 de frearzu 2005.
Il giorno in cui i nostri eserciti marceranno fieri e liberi con i nostri simboli tenuti alti a ricordare le gesta eroiche del passato io sarò con loro. Quel giorno, quando ogni sardo sarà libero e lo stato coloniale (italUSA) sarà cacciato allora tante prospettive si potranno aprire.
La terra italiana quella del norda africa e quella francese saranno sicuramente nelle nostre mire. La civiltà mondiale ce lo chiederà.
ma come già emerso nel passato tenere a bada l'italia non è impresa facile. non tanto per lo spirito ribelle degli abitanti o per il loro attacamento ai loro simboli. ma piuttosto per quella indole che gli porta a delinquere e a trovare sempre una via d'uscita al di fuori della legalità.
così le risorse della sicilia potrebbero pure essere sfruttate ma quanto costerebbe alla Repubblica sarda tenere a bada la mafia ?
e la camorra ? l'andraghedda?
il cittadino sardo protesterebbe sicuramente.
l'italia potrebbe essere quindi un protettorato sardo, come era una volta l'albania per l'italia stessa.
in questa maniera il loro patrimonio culturale sarebbe preservato dalla rovina in cui versa.
queste ed altre decisioni, cari fratelli, ci devono indurre a non avventurarci in imprese civilizzatrici.
l'Africa sarebbe sicuramente una terra più facile da controllare con una stirpe più fiera e valorosa di quella italica...
l'unica cosa da fare sarà affiancare la nostra bandiera alla loro in maniera che nelle loro coscienze si instauri un senso di devozione verso chi gli ha insegnato le più banali norme civili.
la traduzione nella vostra lingua è la mia.




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