Quando torniamo in albergo decidiamo che il giorno dopo affitteremo un motorino per girare per bene l'isola visto che volente o nolente dobbiamo star qui altri 4 giorni e quindi è meglio sfruttarli il più possibile: siamo pur sempre a Capo Verde...
Alle 18.30 il sole inizia a tramontare e dal balcone della mia camera lo spettacolo che si vede è questo:
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Ceniamo nella via principale di Santa Maria, in un ristorante/pensione il cui menù è quasi esclusivamente a base di pesce (diventerà una costante delle prossime 3 settimane): filetto di Serra alla griglia per me e zuppa di pesce per la Mari. Tutto ottimo, da leccarsi i baffi e relativamente a buon mercato.
Satolli e stanchi decidiamo di rincasare visto che la giornata che ci attende si prospetta faticosa e io non ho ancora del tutto digerito il fuso.
La mattina dopo ci svegliamo relativamente di buon mattino e andiamo ad affitare il motorino: motorino.... è uno scassatissimo Sky 50 che va a singhiozzo ma ci basta.
Visto che l'sola è completamente disabitata nella parte a Nord gli unici paesi da vedere sono Espargos dove c'è l'aereoporto, Palmeira dove c'è il porto (eufemismo) e Pedra de Lume con il suo vulcano spento nella cui bocca ci sono le saline da cui prende il nome isola.
Ripercorriamo a ritroso la strada verso l'aeroporto, i 18 Km da fare sono lunghissimi perchè siamo in 2 su questo trabiccolo che quando arriva a 45 km/h perde colpi....
Dopo una vita arriviamo all'aereoporto e visto che ancora non abbiamo fissato il volo di ritorno da Boa Vista decidiamo di prendere qualche informazione presso l'ufficio della TACV; ma scelta fu più azzeccata.
Dopo mezz'ora e più di attesa tocca a noi e con nostro estremo disappunto scopriamo che non ci sono voli di ritorno per il 24, giorno in cui torneremo in Italia e che quindi saremo costretti a stare a Sal anche al ritorno...
Visto che quando piove grandina non ci son voli nemmeno il 23, non il 22 e per fortuna troviamo 2 buchi il 21...
Va a pallino il progetto di visitare altre isole visto che gli spostamenti interni sono difficilissimi... La prossima volta faremo tutto da Milano con largo anticipo.




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, un ragazzone nero che più nero non si può, Giuseppe, Giancarlo, Davide italiano nero anch'esso...), ci parla del suo lavoro di scultore del legno e della bellezza del clima Capoverdiano.

