Le durissime dichiarazioni di Silvio Berlusconi al Congresso del Partito Popolare Europeo contro i giudici politicizzati, la Corte Costituzionale - colpevole di aver cassato il Lodo Alfano e "aperto la caccia al Premier", e gli ultimi tre Presidenti della Repubblica (di "sinistra", come li ha definiti il Cavaliere), rappresentano un notevole salto di qualità nella strategia del Presidente del Consiglio, deciso a portare le polemiche di casa nostra a livello continentale.
Le furibonde reazioni dell'opposizione, scontatissime, si accompagnano oggi a delle note (queste sì pesanti nel loro rilievo politico) altrettanto seccate del Presidente della Camera Gianfranco Fini, e del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, giunto a bollare le affermazioni del Premier come un "violento attacco" alle istituzioni italiane. Ma il Cavaliere non si tira indietro neppure di fronte alle richieste di chiarimento di Fini, rispedite al mittente nel giro di pochi minuti.
Insomma, se non siamo alla guerra fra i vertici dello Stato, poco ci manca. La situazione è così surriscaldata da far temere il peggio per la Legislatura. I rapporti fra Berlusconi e Napolitano, già gelidi, oggi cadono ai più bassi livelli di sempre. Con Fini la rottura definitiva ed irreparabile, per giorni nell'aria, oggi trova anche la sua ufficialità.
Siamo dunque al termine della legislatura? E' tutto finito? Non è ancora detto, ma dalle vicende odierne ricaviamo un dato chiarissimo: il Cavaliere, messo all'angolo da inchieste giudiziarie e scandalistiche, non si farà da parte, e combatterà contro tutto e tutti (persino la prima e la terza carica dello Stato) per ribadire le proprie ragioni, in Italia e all'estero, anche a costo di appellarsi alle urne nella primavera prossima ventura. Non siamo mai stati così vicini alle elezioni anticipate e all'espulsione di Fini dal Popolo della Libertà.
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ostridicolo:
