Ciò che è venuto in conflitto è il modo di pensare ed amministrare ciò che è pubblico, sono venuti allo scontro il vecchio modo settario, oligarchico, corporativo, lobbistico di Formigoni e quello FEDERALE, cioè i popoli che gestiscono per i popoli posto in essere da Cè e dalla Lega.
La posizione di Formigoni e degli interessi che rappresenta, la CdO e consociate, è completamente antitetica ad una amministrazione di tipo federale come quella che Cè iniziava a costruire.
Quanto posto in essere da Formigoni è di una gravità assoluta e scopre i giochi in atto da lungo tempo dai quali non è esente lo stesso Berlusconi che ha sempre "giocato" su più tavoli delegando a "maestro di intrallazzi" il romano-centrico Letta.
Per la Lega è una sfida mortale ed una partita decisiva, se "vince" Formigoni, la Lega così come è adesso è morta.
E' una 'partita' molto difficile e sleale, Formigoni ha atteso di avere l'appoggio di tutto lo Stato italiano per sferrare il colpo decisivo che include anche lo azzeramento di qualsiasi ipotesi di devoluzione, è anche molto evidente che Berlusconi era a conoscenza del "progetto" Formigoniano & compagnia.
E' anche chiaro che tutti insieme vogliono fare fuori la Lega ed il progetto devolutivo ed emarginarla dalle cariche di potere e dalla politica tout court.
Purtroppo l'errore fatale è stato fidarsi di un soggetto puzzolente come Berlusconi.
Ora bisogna raccogliere i pezzi e tornare all'unica posizione possibile che è quella indipendentista.




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