L'uomo tende per natura all'incostanza in amore, la donna alla costanza. L'amore dell'uomo cala sensibilmente non appena è stato soddisfatto: quasi tutte le altre donne lo eccitano più di quella che già possiede, perciò desidera variare. Invece l'amore della donna aumenta proprio da quel momento. Ciò dipende dal fine della natura, la quale mira a conservare la specie e quindi a moltiplicarla il più possibile. L'uomo infatti può comodamente generare in un anno più di cento figli, se ha a disposizione altrettante donne: la donna invece, per quanti uomini abbia, potrebbe comunque mettere al mondo un solo figlio all'anno (a prescindere dalle nascite gemellari). Perciò l'uomo va continuamente alla ricerca di altre donne, mentre la donna si attacca saldamente a un unico uomo: la natura infatti la spinge a conservarsi, d'istinto e senza alcuna riflessione, colui che nutrirà e proteggerà la futura prole.
Non c'è quindi alcuna ragione di discutere sulla poligamia, piuttosto bisogna accettarla come un fatto e al limite trovare il modo di regolarla.
Siccome, dunque, ogni uomo ha bisogno di parecchie femmine, nulla è più giusto diconsentirgli di mantenere molte donne. Con ciò anche la donna viene ricondotta nella sua corretta e naturale condizione di essere subordinato, e la dama, questo mostro della civiltà europea e della stupidità cristiana, con le sue ridicole pretese di rispetto e di venerazione, verrà eliminata dal mondo, e vi saranno soltanto femmine, semplicemente femmine.




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a parte che se uno non è sposato può averne anche 50 di donne....e donne 50 di uomini
