Secondo me se un prete è prete è giusto che anteponga "don" al nome!
A meno che determinate situazioni lo inducano a fare il contrario!
Sì
No
Dipende dai fattori (specificarli)


Secondo me se un prete è prete è giusto che anteponga "don" al nome!
A meno che determinate situazioni lo inducano a fare il contrario!


E' corretto anteporre al nome e cognome una qualifica come quella cui ti riferisci, perchè non è in titolo che ci si possa conferire da soli, ed è riconosciuto dallo Stato italiano, dunque ha un senso anche laico.In origine postato da Paperinik82
Secondo me se un prete è prete è giusto che anteponga "don" al nome!
A meno che determinate situazioni lo inducano a fare il contrario!
di necessità virtù


M.Vittoria,In origine postato da MariaVittoria C
Ritieni giusto che, in uno Stato laico, venga anteposto al nome di una persona il suo incarico all'interno di una religione?
- Sì
- No
- Non so
ho votato non so!
Ma la domanda con quel"venga" non esplicita il soggetto che compie l'azione.
Ecco dunque il "non so".
Ritengo che la funzione,l'incarico,la qualifica,il titolo accademico debba dichiararsi solo a richiesta motivata.
L'educazione e la cortesia si vedono,eccome,anche se non si dichiara il proprio status nelle scienze,nella letteratura e nelle religioni.


Rabbrividisco perchè sono daccordo con PFB. Uno Stato di Diritto moderno, che si riconosce nei valori della democrazia, senza arrivare ad essere giacobino, non ha nessun problema a tollerare le "eccentricità" delle comunità (religiose e non) che lo compongono.
Certo, deve fare in modo che questa ricchezza (di idee, contenuti, vitalità) non si trasformi mai in forma di discriminazione o di promozione al di fuori delle regole.
Cosa intendo? Per esempio ritengo sbagliatissimo chi si appella alla "tradizione" nel difendere il crocefisso nelle scuole, così come fa "malissimo" chi cerca di impedire ai propri figli di frequentare le scuole pubbliche perchè è un "dovere" per loro andare nelle improbabilissime "scuole coraniche" che qualche buontempone ha avuto il coraggio di legalizzare.
Lo Stato ha il dovere di tollerare ed al limite anche favorire le diversità, ma ha anche il dovere di assicurare pari dignità, e diritto allo studio, a tutti i suoi cittadini.
Saluti.


infatti l'Italia espelle la gente senza un motivo.In origine postato da Pieffebi
Uno Stato Laico e non Laicista....non si deve neppure porre questi problemi.


Non mi pare che "DON" sia una qualifica riconosciuta dallo Stato. Forse più un titolo onorifico o un segno di rispetto come "Vostra Eminenza" per un vescovo.In origine postato da MariaVittoria C
E' corretto anteporre al nome e cognome una qualifica come quella cui ti riferisci, perchè non è in titolo che ci si possa conferire da soli, ed è riconosciuto dallo Stato italiano, dunque ha un senso anche laico.
Non vedo sinceramente dove stia il problema e nessuno, credo, rivolgerebbe ad un vescovo un laicissimo: "Buongiorno signor Taldeitali" ...


Non tutti, egregio... Qualcuno resta.In origine postato da yurj
infatti l'Italia espelle la gente senza un motivo.


Ecco, in questo caso "egregio" riferito al sig. Yurj oltre a non essere stabilito dallo Stato non è nemmeno un titolo onorifico...
Battutina, Turj... Non se la prenda.


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Shalom


Non so... io credo che un immigrato in Italia (in Europa), e te lo dico da sinistra, deve rendersi conto di aver scelto di andare a lavorare (a vivere) in una nazione (in un'area giuridica) che rispetta alcune regole e che richiede a chi la frequenta di rispettarle.In origine postato da yurj
infatti l'Italia espelle la gente senza un motivo.
Se un immigrato pensa di venire a Milano a ricostruire un ghetto del Cairo, allora lo Stato ha il dovere di liberarsene. Già abbiamo abbastanza problemi coi baciapile nativi, figurati se mi metterei mai a difenderne uno d'importazione che tra l'altro viene a dirmi che un kamikaze fa una scelta di santità...
Il principio voltairiano della difesa incondizionata delle idee altrui è sacro: ma se l'idea di questi (che pure non è nato qui) è di venire qui a diffondere un 'idea di usurpazione delle libertà altrui (perchè è di questo che quel signore parlava), allora va tollerato?
Io se ho un idiota in casa, lo accompagno alla porta. Con gentilezza e fermezza.
E credo che certi pignistei da sinistra dovrebbero finirla lì una volta per tutte, mi fanno venire il voltastomaco come e quanto un'omelia ciellina.