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Discussione: 8 Settembre '43

  1. #81
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    Testo originale scritto da Ferruccio
    Hitler precedette di qualche settimana l'attacco russo e quando gia' una colossale forza d'attacco russo veniva ammassata nell'area di Kharkov.Fu una guerra preventiva per non trovarsi a doversi difendere magari sul suolo tedesco da un attacco dell'Armata Rossa.

    Si ripeteva quanto gia' successo a Napoleone I° ! Sempre gli stessi nemici coalizzati contro l'Europa !

    Però l'intenzione di Hitler era quella di conquistare il "Lebensraum" verso est in Ucraina.

  2. #82
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    Testo originale scritto da Quetzalcoatl
    Però l'intenzione di Hitler era quella di conquistare il "Lebensraum" verso est in Ucraina.
    Su questo non ci piove! Era un poco come una gara di bici
    ad inseguimento .......... i corridori aspettano in blico sulla bicicletta il momento piu' favorevole finche' uno scatta..ma l'altro non puo' rimproverare all'altro di essere partito per primo...................

  3. #83
    fioca luce
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    Personalmente non sono d'accordo sulla necessita' dell'armistizio; l'esercito Italiano avrebbe potuto combattere onorevolmente per la difesa del suolo patrio insieme all'alleato germanico.Avremmo potuto respingere l'assalto angloamericano, molte nuove armi erano quasi pronte nel 43 e finalmente avremmo potuto disporre di mezzi piu' moderni. Certo le citta' italiane sarebbero state distrutte, ma si sarebbe salvato l' onore della patria e l'orgoglio di essere Italiani...probabilmente l'esito finale della guerra sarebbe stato lo stesso, ma noi ne saremmo usciti con un prestigio che da allora abbiamo perduto.
    Se avessimo fermato gli angloamericani in Italia forse il D-Day non sarebbe stato possibile e forse la Germania avrebbe potuto resistere all' invasione rossa...chissa'?
    Immaginati di essere un acclamato, decorato, eroe nazionale, un idolo per milioni di persone disperate, poi, nel giro di sei mesi, condannato a morte tramite impiccagone ~ Joachim Peiper

  4. #84
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    Testo originale scritto da Der Tote Wolf
    Personalmente non sono d'accordo sulla necessita' dell'armistizio; l'esercito Italiano avrebbe potuto combattere onorevolmente per la difesa del suolo patrio insieme all'alleato germanico.Avremmo potuto respingere l'assalto angloamericano, molte nuove armi erano quasi pronte nel 43 e finalmente avremmo potuto disporre di mezzi piu' moderni. Certo le citta' italiane sarebbero state distrutte, ma si sarebbe salvato l' onore della patria e l'orgoglio di essere Italiani...probabilmente l'esito finale della guerra sarebbe stato lo stesso, ma noi ne saremmo usciti con un prestigio che da allora abbiamo perduto.
    Se avessimo fermato gli angloamericani in Italia forse il D-Day non sarebbe stato possibile e forse la Germania avrebbe potuto resistere all' invasione rossa...chissa'?
    Il fatto e' che gli italiani NON reggevano i bombardamenti alleati.Su richiesta antifascista infatti gli angloamericani
    intensificarono le azioni aeree sapendo che con quelle ci avrebbero piegati moralmente.

    Tanto poteva essere fatto: i tedeschi da soli e in difficiolta' quasi buttavano a mare gli alleati a Salerno, pensa se la nostra flotta con sei corazzate + tredici incrociatori etc.
    fosse intervenuta prima in Sicilia e poi a Salerno.........pensa se l'Esercito Italiano fosse stato presente .........altro che due anni a risalire la penisola ed a Nettuno gli alleati molto probabilmente sarebbero finiti ....in mare dopo di che ben difficilmente sarebbe stato tentato un nuovo sbarco !

    Ma l'Italia non vedeva l'ora di arrendersi al primo che capitava: la nazione non c'era piu' !

    Solo la RSI riscatto' quelle figure di m...a !

  5. #85
    fioca luce
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    Perche' i Britannici ed i Tedeschi erano capaci non solo di sopportare ma addirittura di esaltarsi sotto le bombe e noi Italiani no? Quando Roma venne bombardata tutti a pregare con il Papa invece di costruire rifugi antiaerei e migliorare le difese antiaeree....
    Immaginati di essere un acclamato, decorato, eroe nazionale, un idolo per milioni di persone disperate, poi, nel giro di sei mesi, condannato a morte tramite impiccagone ~ Joachim Peiper

  6. #86
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    Testo originale scritto da Der Tote Wolf
    Perche' i Britannici ed i Tedeschi erano capaci non solo di sopportare ma addirittura di esaltarsi sotto le bombe e noi Italiani no? Quando Roma venne bombardata tutti a pregare con il Papa invece di costruire rifugi antiaerei e migliorare le difese antiaeree....
    Gli italiani ormai erano con il morale a terra ! Sepravano solo una cosa: che la guerra finisse comunque ed in ogni caso !

    Roma tra l'altro fu bombardata il 19 Luglio del 43 su istigazione dell'antifascismo in modo che Mussolini di ritorno dal colloquio con Hitler a Feltre dall'aereo vedesse Roma in fiamme.

    Guerra psicologica ! Oltre 3.000 morti itraliani però !

  7. #87
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    Testo originale scritto da Der Tote Wolf
    Perche' i Britannici ed i Tedeschi erano capaci non solo di sopportare ma addirittura di esaltarsi sotto le bombe e noi Italiani no? Quando Roma venne bombardata tutti a pregare con il Papa invece di costruire rifugi antiaerei e migliorare le difese antiaeree....
    Gli italiani ormai erano con il morale a terra ! Sepravano solo una cosa: che la guerra finisse comunque ed in ogni caso !

    Roma tra l'altro fu bombardata il 19 Luglio del 43 su istigazione dell'antifascismo in modo che Mussolini di ritorno dal colloquio con Hitler a Feltre dall'aereo vedesse Roma in fiamme.

    Guerra psicologica ! Oltre 3.000 morti itraliani però !

  8. #88
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    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  9. #89
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    Si è toccato un punto abbastanza importante e al quale ogni italiano deve tornare ogni volta che voglia parlare e capire la seconda guerra mondiale combattuta dall'Italia.
    Mi riferisco alla situazione del fronte interno e sul perchè si è sfasciato così presto e in maniera tutto sommato ingiustificata, dal momento che le perdite in vite umane, con tutto il rispetto per i morti, non furono un numero così esorbitante da poter giustificare tale crollo.
    Lo stesso Ferruccio nelle sue memorie ricorda un tale che si sfregava le mani in segno di soddisfazione avendo ricevuto la notizia di una nostra sconfitta ( non ricordo nell'occasione quale) nell'indifferenza degli astanti; io ricordo anche il comportamento dei nostri soldati in Africa; molti diedero prove di un valore ammirevole (Giarabub, Alamein. Keren, Amba Alagi non sono nomi di località, ma menzioni all'onore bellico italiano), ma molti altri furono semplici comparse senza alcun ardore patriottico e che addirittura andarono nei campi di prigionia inglesi senza scorta.
    Insomma, la sensazione che ho della nostra sfortunata avventura nella seconda guerra mondiale è che purtroppo l'Italia che aveva dichiarato il 10 giugno del 1940 guerra alle plutocratiche Francia e Gran Bretagna fosse una nazione profondamente dimidiata nello spirito da un pervicace antifascismo che sperava e ansiosamente bramava una sconfitta delle nostre forze armate per poter abbattere il regime.
    Tempo fa lessi qualcosa circa i siluri riempiti di carbone invece che di polvere da sparo ( non ricordo dove, spero che qualcuno possa aiutarmi), gli infidi ordini che mandavano al macello i convogli che dovevano rifornire il nostro esercito in Africa, i bidoni di petrolio riempiti per tre quarti di acqua, come ricordato da Rommel; insomma episodi che fanno riflettere su come durante la guerra, forse, i nemici più pericolosi della nostra Patria parlassero italiano e addirittura vestissero l'uniforme delle nostre forze armate.
    C'è un libro di Trizzino, "Navi e poltrone" che è tremendo, spietato nelle sue ricostruzioni e nella maniera con la quale inchioda alle proprie responsabilità gli alti ufficiali di Super Marina; dopo averlo letto sembra quasi di vedere l'ombra di Giuda che calpesta la Patria contando i 30 dollari dell'infamia.
    Nè perde di valore sapere che nel '75 gli inglesi ammisero che sapevano decifrare i messaggi in codice dei tedeschi.
    L'8 settembre rappresenta in questa prospettiva un momento in più, forse il più eclatante di una ignominiosa azione di tradimento che era cominciata molto prima e che aveva condotto l'Italia a una simile disfatta militare.
    Del resto come dimenticare che il 9 settembre 1943, sui giornali, nella stessa prima pagina nella quale si dava notizia dell'"armistizio", si riferiscono cronache di guerra definendo ancora gli americani come nemici e i tedeschi come alleati?
    Bene, mi fermo, però mi piacerebbe che questo interessantissimo argomento continuasse ad essere analizzato; la seconda guerra mondiale è un marchio infame che pesa tremendamente sul nostro futuro, continuiamo ad essere una nazione dimidiata, non abbiamo vere feste patriottiche, non abbiamo una stessa storia, addirittura non abbiamo gli stessi morti e gli stessi soldati.
    Dobbiamo indagare a fondo per cercare di capire ciò che è successo, perchè se il 10 giugno abbiamo cominciato a scavarci la fossa, con l'8 settembre ci siamo sepolti in un cumulo di ignominia che pesa funestamente nel nostro cammino nella storia.

  10. #90
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    Testo originale scritto da enea08
    Si è toccato un punto abbastanza importante e al quale ogni italiano deve tornare ogni volta che voglia parlare e capire la seconda guerra mondiale combattuta dall'Italia.
    Mi riferisco alla situazione del fronte interno e sul perchè si è sfasciato così presto e in maniera tutto sommato ingiustificata, dal momento che le perdite in vite umane, con tutto il rispetto per i morti, non furono un numero così esorbitante da poter giustificare tale crollo.
    Lo stesso Ferruccio nelle sue memorie ricorda un tale che si sfregava le mani in segno di soddisfazione avendo ricevuto la notizia di una nostra sconfitta ( non ricordo nell'occasione quale) nell'indifferenza degli astanti; io ricordo anche il comportamento dei nostri soldati in Africa; molti diedero prove di un valore ammirevole (Giarabub, Alamein. Keren, Amba Alagi non sono nomi di località, ma menzioni all'onore bellico italiano), ma molti altri furono semplici comparse senza alcun ardore patriottico e che addirittura andarono nei campi di prigionia inglesi senza scorta.
    Insomma, la sensazione che ho della nostra sfortunata avventura nella seconda guerra mondiale è che purtroppo l'Italia che aveva dichiarato il 10 giugno del 1940 guerra alle plutocratiche Francia e Gran Bretagna fosse una nazione profondamente dimidiata nello spirito da un pervicace antifascismo che sperava e ansiosamente bramava una sconfitta delle nostre forze armate per poter abbattere il regime.
    Tempo fa lessi qualcosa circa i siluri riempiti di carbone invece che di polvere da sparo ( non ricordo dove, spero che qualcuno possa aiutarmi), gli infidi ordini che mandavano al macello i convogli che dovevano rifornire il nostro esercito in Africa, i bidoni di petrolio riempiti per tre quarti di acqua, come ricordato da Rommel; insomma episodi che fanno riflettere su come durante la guerra, forse, i nemici più pericolosi della nostra Patria parlassero italiano e addirittura vestissero l'uniforme delle nostre forze armate.
    C'è un libro di Trizzino, "Navi e poltrone" che è tremendo, spietato nelle sue ricostruzioni e nella maniera con la quale inchioda alle proprie responsabilità gli alti ufficiali di Super Marina; dopo averlo letto sembra quasi di vedere l'ombra di Giuda che calpesta la Patria contando i 30 dollari dell'infamia.
    Nè perde di valore sapere che nel '75 gli inglesi ammisero che sapevano decifrare i messaggi in codice dei tedeschi.
    L'8 settembre rappresenta in questa prospettiva un momento in più, forse il più eclatante di una ignominiosa azione di tradimento che era cominciata molto prima e che aveva condotto l'Italia a una simile disfatta militare.
    Del resto come dimenticare che il 9 settembre 1943, sui giornali, nella stessa prima pagina nella quale si dava notizia dell'"armistizio", si riferiscono cronache di guerra definendo ancora gli americani come nemici e i tedeschi come alleati?
    Bene, mi fermo, però mi piacerebbe che questo interessantissimo argomento continuasse ad essere analizzato; la seconda guerra mondiale è un marchio infame che pesa tremendamente sul nostro futuro, continuiamo ad essere una nazione dimidiata, non abbiamo vere feste patriottiche, non abbiamo una stessa storia, addirittura non abbiamo gli stessi morti e gli stessi soldati.
    Dobbiamo indagare a fondo per cercare di capire ciò che è successo, perchè se il 10 giugno abbiamo cominciato a scavarci la fossa, con l'8 settembre ci siamo sepolti in un cumulo di ignominia che pesa funestamente nel nostro cammino nella storia.
    Un bello spirito sintetizzò la nostra guerra del 40-45 come la guerra " italo-italiana" .

    Come nazione morimmo l'8 Settembre del 43 .Eravamo nati il 17 Marzo 1861 a Torino.

    Eravamo una nazione creata sui tavoli diplomatici nell'800
    piu' che sui campi di battaglia.Ma il 4 Novembre del 18
    una nazione italiana esistette per davvero ! Cosi' pure il 6 Maggio del 36 !

 

 
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