LA COOPTAZIONE DEL DALAI LAMA NELL'OCCIDENTE E NELLA RAZZA BIANCA E IL PERICOLO GIALLO
L’articolo di Repubblica è prezioso perché ci permette di cogliere la sottile vena razzista che attraversa la campagna anticinese. Com’è noto, nel ricercare le origini della razza “ariana” o “nordica” o “bianca”, la mitologia razzista e il Terzo Reich hanno spesso guardato con interesse all’India e al Tibet: è di qui che avrebbe preso le mosse la marcia trionfale della razza superiore.
Nel 1939, al seguito di una spedizione delle SS, l’austriaco Harrer (quello che ho citato fino adesso e da cui e' stato tratto il film con Brad Pitt) giunge nell’India del nord (oggi Pakistan) e di qui poi penetra nel Tibet. Quando incontra il Dalai Lama, subito lo riconosce e lo celebra come membro della superiore razza bianca: “La sua carnagione era molto più chiara di quella del tibetano medio, e in qualche sfumatura anche più bianca di quella dell’aristocrazia tibetana” (p. 280). Del tutto estranei alla razza bianca sono invece i cinesi. Ecco perché è un evento straordinario la prima conversazione che Sua Santità ha con Harrer: egli si trovava “per la prima volta solo con un uomo bianco” (p. 277). In quanto sostanzialmente bianco, il Dalai Lama non era certo inferiore agli “europei” ed era comunque “aperto a tutte le idee occidentali” (pp. 292 e 294). Ben diversamente si atteggiano i cinesi, nemici mortali dell’Occidente.(Guarda tè non erano per il turbocapitalismo?).Lo conferma ad Harrer un “ministro-monaco” del Tibet sacro: “nelle antiche scritture, ci disse, si leggeva una profezia: una grande potenza del Nord muoverà guerra al Tibet, distruggerà la religione e imporrà la sua egemonia al mondo” (p. 141). Non c’è dubbio: la denuncia del pericolo giallo è il filo conduttore del libro che ha ispirato la leggenda hollywoodiana del Dalai Lama.(Credo che la maggior parte dei forumisti conosca il Tibet per avere visto questo film, pur senza lavere letto il libro ovviamente!!)
BEH IO L'HO LETTO!!!!




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