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Milano. La verità è che la speranza di chi non vuole la Moratti è tutta nelle mani della Moratti.
O meglio appesa all’enigmatico sorriso che donna Letizia sfodera ogni volta che le chiedono se accetterà la candidatura a sindaco di Milano. L’offerta, piovuta con il più berlusconiano dei motu proprio lo scorso maggio dall’inusuale sede di Catania, aveva spiazzato un po’ tutti nella Cdl milanese.
Ignazio La Russa l’aveva battezzata “una precandidatura” e Roberto Formigoni aveva commentato: “Non la vedo ancora in pista”.
Passato qualche mese, e in attesa che il ministro dell’Istruzione (che l’altro ieri ha presentato il bilancio di fine esercizio della sua attività a viale Trastevere), sciolga le riserve, nel centrodestra milanese hanno ufficialmente deciso di far buon viso alla fuga in avanti di Berlusconi e di dare per buona l’ipotesi che Letizia Moratti sia il miglior candidato possibile per succedere a Gabriele Albertini. Che poi è l’altro grande sponsor della candidatura “non politica” della Moratti: e se il sindaco uscente decidesse di impegnarsi per tirarle la volata, nella Cdl tirerebbero un sospiro di sollievo.
Per il resto, l’impressione è che le condizioni interne alla Cdl (litigiosità in Comune, superlitigiosità in Regione, trend pesantemente negativo nelle scorse tornate elettorali) non permettano né particolari entusiasmi né radicali dissensi.
La Lega non impazzisce per la Moratti, ma a Milano città non ha i numeri per proporre nomi (Tremonti, un sogno?) e tiene invece fari e ambizioni puntati sul futuro del Pirellone.
Il vicesindaco di Alleanza nazionale, Riccardo De Corato, dopo due legislature di più che onorato servizio e con un’eccellente dote di voti personale, pensava forse di meritarsi la candidatura e in An non hanno gradito che la porta in faccia gliel’abbia chiusa proprio Albertini.
Ma per An parla Ignazio La Russa, e tanto basta: “Se accetterà, e io credo di sì perché in questi mesi la coalizione ha ben lavorato su questa ipotesi, la Moratti è il miglior candidato, porta un evidente valore aggiunto”, dice al Foglio. “La cosa importante è che su questa candidatura c’è unità. Ma se venisse a mancare, se servisse una scelta allora è certo che De Corato è un candidato naturale”.
La stessa fedeltà al progetto Moratti la esprime il coordinatore di FI Maurizio Lupi, secondo cui “il candidato c’è, è forte e siamo noi a essere in anticipo e in posizione di forza rispetto al centrosinistra”.
Tutto il problema starebbe dunque nel sorriso della Letizia. Eppure i ragionamenti politici continuano a increspare le acque. La Cdl sa che stavolta vincere non sarà facile. A Milano città, Formigoni ha battuto Sarvatti solo del 3 per cento. A nove mesi dal voto, i sondaggi che circolano sono poco attendibili, ma a tutti è chiaro che l’altra faccia del “valore aggiunto Moratti” è il sentimento negativo che suscita ad esempio nel mondo della scuola, tra studenti, prof e sindacalizzati vari, e pure il mondo dell’università (docenti in primis) non la ama.
Inoltre, se davvero si voterà a maggio, poco dopo le Politiche, c’è il rischio di dover fare una campagna tutta in salita dopo una sconfitta.
La Moratti è il candidato adatto? Luigi Crespi, ex guru di Datamedia, mette in fila i birilli e risponde: “E’ il miglior candidato per la teoria. Nella realtà, ha più di una controindicazione, cui ne aggiungo altre due: non è così ben inserita nel tessuto sociale e imprenditoriale e non ha la grinta per rosicchiare voti nei mercati. Per questo, quando in area Cdl sento girare il nome di Carlo Sangalli (presidente della Camera di Commercio di Milano, ndr) mi dico: ecco, lui sì che è un candidato davvero forte nella città: stimato, conoscitore del tessuto economico, pieno di rapporti”.
Ma il nome di Sangalli non è disponibile, aleggia solo, dice il tamtam meneghino, nei sospiri del Celeste governatore di Lombardia.
Che però, con tutti i suoi, ha deciso di scommettere sul sorriso di Letizia.
su il Foglio
saluti




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