....romane
Il presidente ds vorrebbe “spedire in Europa” il capogruppo alla Camera
Voci dal Transatlantico di Montecitorio: Massimo D’Alema celia spesso con i compagni di partito sul suo status di nullafacente:
“Sono presidente, un titolo onorifico, non ho niente da fare”, dice ridendo l’ex premier facendo la parte di chi non si occupa più di politica attiva perché ha delegato ad altri (Piero Fassino) quel compito.
Voci 2: il presidente disoccupato che non si interessa più di politica attiva si starebbe però occupando di trovare un altro posto di lavoro a Luciano Violante. L’idea originaria sarebbe stata quella di inviare l’attuale capogruppo dei deputati diesse in Europa. Un bel ruolo da europarlamentare non sarebbe stato male, secondo Massimo D’Alema. Luciano Violante però sarebbe di tutt’altro avviso. Per questa ragione qualche tempo fa si è affrettato a candidare ufficialmente Mercedes Bresso, presidente della provincia di Torino: meglio lei, per il Nord-ovest piemontese. Violante, insomma, desidererebbe rimanere lì dove sta, anche se lo stesso D’Alema, che pure contribuì alla sua elezione a capogruppo, sarebbe di diverso avviso. Del resto, il presidente della Quercia ha sempre detto che non era stato lui a candidare Violante alla presidenza del gruppo dei Democratici di sinistra, ma che era stato lo stesso Luciano ad autocandidarsi e che lui, a quel punto, non poteva agire altrimenti.
Nessuno pareva credere a quelle affermazioni di D’Alema, ma a quanto pare erano parole di verità.
Voci 3: c’è un’unica poltrona per cui Violante cederebbe quella che occupa attualmente alla Camera dei deputati. E’ la poltrona di giudice costituzionale. Per quella sì che il capogruppo dei Ds si farebbe da parte e asseconderebbe i progetti di D’Alema.
Ma ci vuole ancora tempo perché si liberi una di quelle poltrone… Voci 4: ma perché, stando alle indiscrezioni che circolano in Transatlantico, Massimo D’Alema vorrebbe sostituire Luciano Violante? I motivi sarebbero due.
Primo, la gestione del gruppo da parte dell’attuale presidente dei deputati diesse verrebbe ormai criticata anche dagli stessi dalemiani.
Secondo, il presidente della Quercia starebbe pensando di mettere a capo del gruppo una donna. Cioè Anna Finocchiaro, attualmente componente della segreteria e responsabile del settore Giustizia. L’idea è geniale. La Finocchiaro, infatti, dopo un periodo di allontanamento, è tornata a essere una fedelissima di D’Alema, il che consentirebbe al presidente della Quercia di influenzare anche le scelte del gruppo della Camera (al Senato c’è già Gavino Angius). Inoltre per lo stesso correntone sarebbe difficile opporsi a quella candidatura. Non perché la linea-Finocchiaro sia condivisa dalla minoranza di Fabio Mussi, Pietro Folena e compagni, ma perché chi, nel partito, potrebbe mai andare contro una donna? Sarebbe politicamente molto scorretto.
Voci 5: così il presidente disoccupato starebbe passando il tempo in questi suoi tristi giorni di ozio. Per la verità si dice che non avrebbe disdegnato l’idea di andare in Europa.
E più precisamente di andare a dirigere il gruppo socialista europeo. Un ruolo che gli consentirebbe di conquistare meriti sull’agone internazionale, in attesa di un ruolo, magari di ministro degli Esteri, nel futuro, ed eventuale, governo del centrosinistra nella prossima legislatura.
Ma il trasloco all’estero incontrerebbe una seria difficoltà.
Molto seria. Infatti Giuliano Amato è candidato alla presidenza del partito socialista europeo.
Ed è assolutamente impossibile che due italiani occupino due ruoli di così grande rilievo tra i socialisti europei. Ragion per cui il presidente dei Ds, suo malgrado, sarebbe costretto a occuparsi degli affari dell’Ulivo.
saluti




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