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ADOZIONI INTERNAZIONALI – DI BUROCRAZIA SI MUORE DI CREPACUORE

LATINA - Sergio Nardin perde la vita in Messico
Dopo tanti anni di attesa Simonetta Carlucci e Sergio Nardin, stavano per coronare il loro sogno, proprio in Messico, ma un tragico evento l’ha interrotto. Era dal 1997 che avevano deciso di girare il mondo per adottare un bambino. Nel 2000 si sono rivolti all’Aipa, ma per cinque anni non hanno ottenuto niente. Nel 2005 finalmente gli danno il bambino. Il 6 maggio 2005 sono, quindi, partiti per il Messico, ospitati in un istituto religioso di suore. Il 7 maggio iniziano a convivere per familiarizzare, con il bambino, che le cui iniziali sono Y.E., in una stanza dell’istituto religioso. Il 6 giugno erano a Città del Messico con tutta la documentazione. Il 7 giugno vanno all’ambasciata con tutti i documenti pronti, ma al passaporto italiano di Y. E. anche se pronto, manca il ‘visto’ della Commissione per le adozioni internazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nella persona della dottoressa Roberta Capponi. L’8 giugno Sergio chiama un suo amico in Italia che gli garantisce il suo interessamento presso la Commissione. Così tra l’8 ed il 9 giugno gli dicono che la dottoressa Roberta Capponi ha riferito che voleva esaminare personalmente le pratiche e per questo aveva bisogno di tempo senza quantificarlo. La ‘notizia’ sconvolge Sergio che si vede bloccato in Città del Messico senza conoscere nessuno. Venerdì 10 gli rispondono che non hanno nessuna novità. Così Sergio per passare il tempo porta il bambino allo zoo, ma nell’andare avanti ed indietro si sente male, ed alle tre di notte lo portano in una clinica privata. Va in arresto cardiaco, viene intubato e versa in coma clinico. Simonetta intanto contatta l’ambasciata italiana ma di sabato non risponde. Nel frattempo i fratelli di Sergio, Mario e Giancarlo che partono subito per il Messico, contattano una loro amica italiana che lavora a Città del Messico nell’Ambasciata. Regina, raggiunge i fratelli Nardin in Aeroporto e li accompagna alla clinica, dove riescono a vedere Sergio ancora in vita, ma nella notte tra domenica e lunedì muore. Inizia un’altra tragedia per preparare il viaggio di ritorno, ma le condizioni diventano drammatiche perché l’ambasciata italiana rifiuta di far partire Y. E., mentre il Governo Messicano mostra tutta la sua disponibilità mettendo a disposizione anche un avvocato. Lunedì mattina gli confermano che il bambino non può entrare in Italia e la costringono a rifare tutta la documentazione, nonostante la Commissione l’avesse già. Poche ore prima di partire per l’Italia arriva il sospirato visto per Y. E. Intanto la salma di Sergio arriverà oggi in Italia.