Risultati da 1 a 2 di 2
  1. #1
    MazingaZ
    Ospite

    Predefinito *Tutto cominciò col puritanesimo*

    *Tutto cominciò col puritanesimo*



    C'è qualcuno che in questi giorni insinua che in passato i gay erano meno discriminati di adesso, nell'antica Roma e Gracia. Nonostante sia una cosa molto buffa, alla quale non si dovrebbe dare attenzione più di tanto, per stavolta dò la mia risposta, così certi sinistri si ripassano un pò di storia.


    Allora, discorso discriminazione e non discriminazione, in età maderna, età antica, età semi –antica. (licenza poetica)
    Parto col dire che a mio giudizio affermare che ai nostri giorni non ci sia meno discriminazione rispetto al passato nei confronti dei gay, è fare un discorso poco obbiettivo, e questo per diversi motivi che ora andrò ad elencare, spero in una maniera sufficientemente chiara.
    In primis perché anche volendo tornare al discorso dell’antica roma o della antica grecia, per quanto un rapporto omosessuale fosse accettato e visto con meno pregiudizi, non si può certo dire che a quel tempo si appoggiasse l’opportunità che gli stessi amori omosessuali potesserero essere esaltati da manifestazioni come i gaypride o si vagliasse la possibilità di sigillare gli stessi con il matrimonio come si verifica in alcuni stati oggi, (come fai a dire che non ci sono meno discriminazioni rispetto al passato, anche volendo andare a riprendere quegli stessi periodi storici in cui il rapporto omosex era “attualissimo”?)
    Per cui, secondo me anche andando a riprendere quei periodi, alla luce dei fatti e alla luce di quello che è il nostro di periodo storico-sociale, sicuramente c’è molta meno discriminazione oggi che nella stessa antica Roma e Grecia… e sicuramente non è certo il caso di parlare di maggior evoluzione.
    Questo anche perché tornando al periodo dell’ Antica Roma , ci sarebbero a questo punto alcune precisazioni da dover fare:
    Innanzitutto ufficialmente Roma non accettava queste inclinazioni particolari che contraddicevano quel vantato maschilismo su cui essa era fortemente basata.
    Il fenomeno dell'omosessualità nell'antica Roma può essere visto sotto due diversi aspetti: uno antecedente ed uno successivo alla conquista della Grecia. I romani infatti identificavano il rapporto fra persone dello stesso sesso come il vizio dei greci e sostenevano che fra i loro antenati non esisteva l'omosessualità e che l'importazione dell'amore per i ragazzi aveva indolenzito il rigore del "cives romanus", aveva offeso il costume degli avi ed aveva rammollito il popolo romano destinato alla conquista del mondo.
    Va detto poi che i romani non praticavano l'omosessualità con persone libere, ma con gli schiavi(e se questa non è discriminazione!!!) L'omosessualità, che per i romani veniva praticata in modo lecito esclusivamente con gli schiavi, era intravista come una dimostrazione del loro potere e quindi del potere di Roma: un'espressione virile a cui non vi era limite, a patto che però essa venisse praticata solo con gli schiavi.
    Però ammetto che con il discorso evoluzione mi hai messo un pò di curiosità e ho fatto delle ricerche…
    Pare che si abbiano addirittura tracce di cause intentate da giovani romani fattisi schiavi per pagare debiti, i quali avevano denunciato il padrone che aveva tentato di abusare sessualmente di loro; essi vinsero la causa, per il fatto che la "pudicitia" romana proibiva, come detto sopra, il rapporto sessuale fra cittadini liberi, ed il giovane romano, che si era venduto come schiavo per pagare i debiti, non poteva essere considerato uno schiavo a tutti gli effetti, ma più un servitore. La possibilità di vendersi come schiavi venne abolita proprio per evitare che avvenissero rapporti omosessuali fra cittadini liberi, cosa che avrebbe infangato il sangue dominatore romano. Dall'era repubblicana proviene la "lex Scatinia", di cui se ne ha traccia negli scritti di Cicerone, Ausonio, Svetonio, Giovenale, Tertulliano e Prudenzio. Essa regolava il comportamento sessuale romano, ed in particolare il comportamento omosessuale punendo la pederastia rivolta ai ragazzi liberi. Il desiderio omosessuale andava quindi trasformandosi e diffondendosi, passando dal bisogno di esprimere la propria superiorità sugli schiavi al desiderio affettivo ed amoroso, represso dalle norme della "lex Scatinia", ma praticato in tutti gli ambienti sociali.

    Per quanto riguarda la Grecia vorrei dire che sì erano meno discriminanti di molti altri popoli (come per esempio i romani), ma non meno di quanto lo siamo ad oggi noi nell’anno 2005 . Infatti per legge un maschio poteva amare un altro maschio ( e solo i maschi potevano farlo, non le donne!!!), l’importante era di non lasciarsi andare ai sensi ( e noi almeno questa genere di discriminazione almeno non la facciamo ). Diventavano oggetto di scherno quelli che si concedevano troppo facilmente e gli effeminati, (anche per questo non mi sembra che sia il caso di parlare di maggior evoluzione sociale nei confronti dei gay , visto che oggi ci sono leggi che tutelano i gay in tal senso e contro questo genere di discriminazioni). L’ amore tra uomini non era discriminato, è vero, ma doveva sottostare a precise e strettissime regole:
    L’amante doveva mostrare il proprio ardore per poi moderarlo, servire l’amato e concedergli regali.
    L’amato invece doveva evitare di concedersi facilmente, ricompensare l’amante per servigi e regali e soprattutto concedersi senza superficialità, mettendo alla prova l’amante.
    Non si doveva concedere troppo facilmente, perché concedendosi troppo facilmente perdeva l’onore, venendo estradato ed allontanato dalla possibilità di avere per esempio una vita politica.
    Un ragazzo se si concedeva troppo facilmente si disonorava perché invece che vivere il rapporto in modo equo, lo viveva da sottomesso. Un po’ come lo schiavo e la donna, solo che questi due adempivano semplicemnete i loro doveri, mentre il ragazzo se si comportava come questi ultimi, non faceva altro che abbassarsi alla sottomissione.

    Quindi concludendo, a parer mio non solo è più che legittimo parlare di non discriminazione per i gay ai giorni nostri rispetto ad epoche passate, per quanto per la stessa antica Roma e Gracia che tu hai preso come esempio, non si può parlare maggior “evoluzione” in riferimento alla visione od accettazione del rapporto omosex, rispetto a quanto lo stesso sia accettato ai giorni nostri.


    Aggiugo qualcosa, visto che ci sono, riguardo al puritanesimo...

    Per il discorso delle donne e della loro “emancipazione”,in età di medioevo si deve dire che il cristianesimo caratteristico di quel periodo irrigidì moltissimo i modelli sia il comportamento sessuale, sia della figura femminile. Nel Medioevo la donna era sottoposta alla protezione e all'autorità del parente più vicino, e il matrimonio era assimilato praticamente a una compravendita. La scelta matrimoniale era subordinata alla necessità di mantenere strutture di potere e di possesso soprattutto nelle classi più elevate, ricche e potenti; solo nei ceti inferiori si riscontrava una relativamente maggiore autonomia nelle decisioni matrimoniali. L'oppressione della donna per mezzo dei matrimoni combinati si traduceva in un'esistenza opaca, sotto il rigido controllo (complice il complesso dogmatico cristiano imperniato sul peccato originale e sul tabù della sessualità e del concepimento) esercitato sul suo corpo e sulla vita sessuale. In tutti gli strati sociali, comunque, mettere al mondo figli e allevarli era uno dei compiti principali delle mogli, un vero e proprio mestiere. E solo a questo fine era prevista l'attività sessuale femminile, mentre quella maschile era libera da vincoli morali e anche giuridici.
    Il medioevo era sopratutto oscurantismo
    Non solo, a tardo Medioevo, quando Dante contava il suo amore per Beatrice, una donna sposata, fu lui stesso accusato di lassismo morale, proprio per il fatto di averlo cantato e di averlo “celebrato”. (Pensa un pò quanto poco rigore morale c'era nel Medioevo )
    Lo stesso illuminismo iniziò condannando l’eccessivo rigore morale del medioevo, in cui “l’emancipazione” della donna era talmente “avanzata” che esisteva all’epoca lo “ius primae noctis” , cioè il diritto del feudatario di possedere fisicamente le donne al momento del loro matrimonio preservandosi la loro “verginità”, assolutamente imprescindibile per l’epoca per poter contrarre il matrimonio, riuscendola a possedere per la sua prima notte di nozze.
    Nel medioevo, infine, solo alle donne aristocratiche era concesso una certà libertà, come quella di poter accogliere letterati od uomini di ingegno, salvo poi essere ripudiate condannate, uccise o sepolte vive se tradivano il marito...

    Per quanto riguarda la severità poi nei confronti del sesso il tutto poi non deve essere visto solo ed esclusivamente in funzione del rigore religioso, perchè già in epoche più antiche il sesso era sfrenatezza, diventava sfrenatezza (e perciò stanchezza),e diventava distrazione dalle attività necessarie alle comunità: la caccia, la coltivazione, la guerra, l'adorazione degli dei (necessaria, si badi, per la crescita delle piante, per la salute, per la vittoria sui nemici). Diventava, naturalmente, produzione di figli, necessari per il lavoro e la produzione. E così, piano piano, le comunità da un lato videro nascere, spontaneamente, sempre più sublimazioni del sesso nel rapporto "spirituale", nell'amore psicologico, dall'altro videro nascere naturalmente norme che regolavano la quantità dei rapporti: si andava verso un numero minore di rapporti sia nel senso di una maggiore continuità di vita di una sola coppia, sia nel senso di una regolarizzazione del rapporto all'interno di una coppia; via via, anche per ragioni di mantenimento della salute notato con l'esperienza, si vietò l'incesto cioè l'attività sessuale fra fratelli e fra parenti, molto naturale perché facile e perché necessaria in comunità piccole, in cui i rapporti di parentela erano frequenti e necessari.
    OVVIAMENTE il Cristianesimo col tempo il resto :P
    Tu dici:

    *Il dire che le donne nel medioevo non vivevano la loro sessualità è fare un discorso a posteriori secondo me. Mi spiego, se come riferimento prendiamo in considerazione come noi donne, attualmente, viviamo la nostra sessualità (tranne dovute eccezioni ) allora certamente si può dire che all’epoca le donne non la vivessero affatto*

    Seguendo questo ragionamento non si potrebbe neppure dire che durante il puritanesimo ci fosse un eccessivo rigore morale se comunque il tuo punto di vista a riguardo nasce dall’inconscia o meno,osservazione di quello che succede oggi… perché allora, per quell’ epoca, il tutto non era sicuramente visto come un eccessivo rigore morale, e non era condannato in quanto tale.
    Tutto quello che si dice oggi su epoche passate nasce da questo, da un confronto. Lo stesso confronto che hai fatto tu per parlare della non discriminazione dei gay nell’antica Roma e Grecia rispetto a quello che succedeva in epoche successive quali il ‘200 ‘300 ‘400 ‘500 ‘600 ‘700 ‘800 fino a arrivare a quello che invece sono i giorni nostri.

  2. #2
    a.k.a. tolomeo
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