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Discussione: Limba sarda comuna

  1. #241
    Indipendentista sardu
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    Originally posted by Keli Frore
    L'isko non happo nau ki lu faeddana tottu e po kussu non seo meda ottimista po sa limba nosta, ma assumancu quasi tottu sas konteas faghen parte de sa Repubrica Irlandese, su ki kerian narre es prima de tottu Indipendentzia poi amos a essere so sardos a dezidere ite faghere...ma in su parlamentu nostru.

    Ista ene
    Se non si interviene subito in maniera scientifica e mirata, tra 20 anni sarà una rarità sentir parlare in sardo. E se la nostra lotta per l'indipendenza non avrà buon esito entro una manciata di anni (il che mi sembra, scusate la franchezza , fantasioso!), siamo tutti disposti a sacrificare definitivamente la nostra nazionalità? Quando tutti i sardi parleranno italiano e definitivamente oblieranno l'ultimo lascito della loro cultura ovvero la lingua più "particolare" di tutto il gruppo romanzo, da cosa differiranno dagli "altri italiani"? Dal fatto di vivere qualche centinaio di chilometri più in là dalla penisola? Non penso sia un problema...


    Questo tipo di approccio io lo chiamerei "suicida"! Ma fosse anche perchè è chiaro che il caso irlandese è unico al mondo e comunque aveva variabili in più (fosse anche la semplice motivazione religiosa, che comunque è un motore fortissimo), mentre in tutto il resto d'Europa le uniche nazioni che paiono avvicinarsi all'indipenza sono quelle che sono riuscite a mantenere viva la loro appartenenza nazionale, che non può esistere senza l'utilizzo condiviso e cosciente tra il popolo della lingua nazionale. I baschi ed i catalani sono nostri partner, abbiamo sott'occhio la loro situazione...

    Catz sentire indipendentisti dire: vogliamo essere indipendenti usando l'italiano mi getta nello sconforto... Perchè significa che non riescono nemmeno a comprendere la situazione odierna: ci troviamo ad agire in uno dei momenti più critici, in cui oltre ad avere un popolo narcotizzato ed incapace di intendere e di volere, questo stesso popolo sta di propria spontanea volontà suicidando la propria appartenenza nazionale contribuendo alla sua cancellazione... Il nostro popolo, come se fosse telecomandato, sembra quasi volersi suicidare compiaciuto, e noi dovremmo con altrettanto compiacimento lasciare che ciò succeda rimandando il problema a quando non ci sarà più (dato che ormai il danno sarà definitivo)?

  2. #242
    Indipendentista sardu
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    Originally posted by Doloverre
    Limba Sarda Comuna.

    La kerides o nono ??
    Deu da bollu feti ki no doi est atra manera po otenni IMOI su bilinguismu!

    E sigumenti su standard ancoras no est definitivu, deu seu sperendi de no acabai in-d'una noa Cagadura Sarda Unifigada.


    LINGUA SARDA IMOI!

  3. #243
    Bidda de Macumere
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    Originally posted by Cristianu
    [/B]Catz sentire indipendentisti dire: vogliamo essere indipendenti usando l'italiano mi getta nello sconforto... Perchè significa che non hanno nemmeno il realismo di leggere la situazione odierna: ci troviamo ad agire in uno dei momenti più critici, in cui oltre ad avere un popolo narcotizzato ed incapace di intendere e di volere, questo stesso popolo sta di propria spontanea volontà suicidando la propria appartenenza nazionale contribuendo alla sua cancellazione... Il nostro popolo, come se fosse telecomandato, sembra quasi volersi suicidare compiaciuto, e noi dovremmo con altrettanto compiacimento lasciare che ciò succeda rimandando il problema a quando non ci sarà più (dato che ormai il danno sarà definitivo)? [/B]
    Non mi sono spiegato allora, non intendo ASSOLUTAMENTE fotocopiare soluzione dettate da situazioni che non hanno niente a che fare con il nostro popolo e il nostro retaggio. Dico solo che prima di tutto il fine debba essere L'INDIPENDENTZA assoluta, ma la gente continua a non votare i veri indipendentisti e neanche quelli finti di altri movimenti perchè a paura di eccessive qualificazioni politiche degli stessi (principalmente a sinistra). Io conservatore voto indipendentista perchè sono conservatore ma Sardo (e ne conosco molti ma che hanno paura di votare per l'indipendenza), come del resto sono convinto che esistano anche democristiani, comunisti, liberali, radicali che non votano indipendentisti perchè non si sentono rappresentati. Pensiamo a rendere la nostra Isola, Natzione, poi dovrà essere il nostro parlamento (sul fatto poi che debba per forza essere a Cagliari e tutto da discutere) a decidere su Nato, Unione Europea, se avere o meno un esercito, se avere uno stato sociale ampio oppure liberalisti all'eccesso, se avere come lingua ufficiale il sardo o il cinese.... Ma prima di tutto diamo voce (e voto) agli indipendentisti di tutti i colori.

    kun amighenzia
    Keli

  4. #244
    Indipendentista sardu
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    Originally posted by Keli Frore
    Non mi sono spiegato allora, non intendo ASSOLUTAMENTE fotocopiare soluzione dettate da situazioni che non hanno niente a che fare con il nostro popolo e il nostro retaggio. Dico solo che prima di tutto il fine debba essere L'INDIPENDENTZA assoluta, ma la gente continua a non votare i veri indipendentisti e neanche quelli finti di altri movimenti perchè a paura di eccessive qualificazioni politiche degli stessi (principalmente a sinistra). Io conservatore voto indipendentista perchè sono conservatore ma Sardo, come del resto sono convinto che esistano anche democristiani, comunisti, liberali, radicali che non votano indipendentisti perchè non si sentono rappresentati. Pensiamo a rendere la nostra Isola, Natzione, poi dovrà essere il nostro parlamento (sul fatto poi che debba per forza essere a Cagliari e tutto da discutere) a decidere su Nato, Unione Europea, se avere o meno un esercito, se avere uno stato sociale ampio oppure liberalisti all'eccesso, se avere come lingua ufficiale il sardo o il cinese.... Ma prima di tutto diamo voce (e voto) agli indipendentisti di tutti i colori.

    kun amighenzia
    Keli
    Ma cosa vuol dire "renderci nazione"? Mì che noi SIAMO NAZIONE! E sennò che senso ha lottare per autodeterminarci?

    Se riusciremo a renderci indipendenti potremo al limite rivisitare lo standard da utilizzare o abolirlo in favore di altre soluzioni linguistiche, ma questi sono solo tecnicismi che si applicano in una situazione futura in cui devono esistere due presupposti:

    1- essere indipendenti

    2- essere sardi di lingua sarda


    Il primo presupposto è raggiungibile solo se il popolo sardo riacquisterà fiducia ed autocoscienza. Un popolo narcotizzato come il nostro è molto difficile da risvegliare, e di certo riuscire fin da subito a contrastare il predominio culturale italiano è una delle mosse più urgenti in assoluto. Solo se la nostra cultura riuscirà ad essere competitiva, i sardi vedranno in loro stessi una alternativa reale e sostenibile. Altrimenti si scade nel folclore, come i sardisti hanno fatto per decenni. Il bilinguismo è l'inizio necessario della nostra lotta, forse la parte più difficile. Quando tutti i giovani sardi non parleranno e non capiranno i vecchietti che parleranno in sardo (anzi in "dialetto"), sarà già stato superato deifnitivamente il punto di non ritorno.

    Il secondo presupposto l'ho già detto, l'Italia sta trasformandoci radicalmente rendondoci italiani a tutti gli effetti. Nonostante la loro lingua sia lontana anni luce dalla nostra, noi compiaciuti la stiamo accettando con naturalezza, scegliendo che ci appartiene, mentre la nostra lingua millenaria la consideriamo nulla di più di un vecchio rottame che è ora di buttare. Quando sarà superato il punto di non ritorno (sperando che non sia già stato superato), saremmo davvero italiani. Certo avremo dei cognomi strani, ma chi se ne fregherà, saremmo dei bravi italiani isolani, di quelli che vivono nell'isola delle vacanze, dove però nessuno fa caso ai bolidi subacquei imbottiti di materiale radioattivo, o alle schifezze sotterrate sotto il suolo in cui coltiviamo l'orticello.



    Senza la nostra cultura saremo decapitati definitivamente, e non avrà nemmeno più senso lottare per "separarci" da un popolo al quale saremo stati totalmente omologati.

    Se non riusciremo in una manciata di anni a correggere la rotta di collisione, la vedo grigia... Anzichè lavarcene le mani, occorre trovare una linea politica da seguire anche in campo linguistico!

  5. #245
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    Originally posted by Keli Frore
    Non mi sono spiegato allora, non intendo ASSOLUTAMENTE fotocopiare soluzione dettate da situazioni che non hanno niente a che fare con il nostro popolo e il nostro retaggio. Dico solo che prima di tutto il fine debba essere L'INDIPENDENTZA assoluta, ma la gente continua a non votare i veri indipendentisti e neanche quelli finti di altri movimenti perchè a paura di eccessive qualificazioni politiche degli stessi (principalmente a sinistra). Io conservatore voto indipendentista perchè sono conservatore ma Sardo (e ne conosco molti ma che hanno paura di votare per l'indipendenza), come del resto sono convinto che esistano anche democristiani, comunisti, liberali, radicali che non votano indipendentisti perchè non si sentono rappresentati. Pensiamo a rendere la nostra Isola, Natzione, poi dovrà essere il nostro parlamento (sul fatto poi che debba per forza essere a Cagliari e tutto da discutere) a decidere su Nato, Unione Europea, se avere o meno un esercito, se avere uno stato sociale ampio oppure liberalisti all'eccesso, se avere come lingua ufficiale il sardo o il cinese.... Ma prima di tutto diamo voce (e voto) agli indipendentisti di tutti i colori.

    kun amighenzia
    Keli


    Probabilmente si esce fuori tema...posto che ognuno abbia la propria idea sulla questione..quello di cui parli tu ha un nome specifico che permette di non cadere in interpretazioni fallaci...si tzerriat "secessionismo"!
    Ha ragione Cristianu, si n'di depeus pesai strentaxius fortis de sa cultura, de sa storia, de is arrexini nostras poitta ki apetaus genti allena ki s'ada nai - seis sardus, teneis limba sarda, ecc.- tenis axiu a boli s'indipendentzia!
    Penso tu abbia ragione sul fatto che bisogna considerare vari approcci al discorso indipendentista, purchè di indipendentismo si tratti! La lotta per l'indipendenza deve necessariamente essere una lotta sociale, che riguardi in prima persona il popolo sardo e non solo e che non sfoci nel nazionalismo, che a lungo termine sarebbe deleterio ed annichilente sia per la lotta di per sè stessa che per il fine che si vuole raggiungere...penso che di fare una piccola Italietta in formato isolano nessuno ne abbia voglia, e i presupposti per evitare ciò, ci sono tutti e Irs, ne è un esempio.
    Lo slogan "la realtà di un sogno" in questo senso è emblematico!
    Prefigurare l'indipendenza significa costruirla da subito riappropriandoci, rivalutando e "ridistribuendo" tutto il patrimonio sociale e culturale e le aspirazioni che ogni indipententista possiede, per renderle effettivamente costruttive e metterle a disposizione della propria terra.
    Il rischio è che ki si scarescieus oi de is bisus, de sa limba, de sa cultura, de sa storia e de is arrexini nostras, crasi s' eus a s'agattai senz'e mancu sa terra nostra!


  6. #246
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    Cacchio...mi son ripetuto...scusaimì!

  7. #247
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    Predefinito PROVOCAZIONE

    Originally posted by Prelussia
    Cacchio...mi son ripetuto...scusaimì!
    Fa niente figurati.

    Voglio provocare......

    Dobbiamo "vendere" il prodotto indipendenza, che (purtroppo!!!) se lo circondiamo solo di necessità culturali non vende. esiste un'area di "consumatori" (62 % circa) che si sente sardo ma che vota partiti della nazione li vicino. Quindi come un brainstorming tanto caro ai pubblicitari, ripeto "VENDERE VENDERE" è necessario vendere quanto più prodotto, con qualsiasi mezzo legale. Non voglio assolutamente far passare i miei fratelli per degli stupidi ma la realtà della politica è questa, una parte (grossa) dei votanti reagisce solo a slogan quasi commerciali e apatico a qualsiasi discussione culturale e politica ma si reca diligentemente a votare tutte le volte.


    scusate la provocazione

  8. #248
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    Predefinito Re: PROVOCAZIONE

    Originally posted by Keli Frore
    Fa niente figurati.

    Voglio provocare......

    Dobbiamo "vendere" il prodotto indipendenza, esiste un'area di "consumatori" (62 % circa) che si sente sardo ma che vota partiti della nazione li vicino. Quindi come un brainstorming tanto caro ai pubblicitari, ripeto "VENDERE VENDERE" è necessario vendere quanto più prodotto, con qualsiasi mezzo legale.


    scusate la provocazione
    A me sembra che iRS NON vuole VENDERE, ma vuole COSTRIRE e REALIZZARE. L'obiettivo non è la crescita del movimento fine a sè stessa, ma il raggiungere una serie di obiettivi che siano in grado via via di spianare la strada. Io la vedo come un effetto domino che necessariamente dovrà sfociare in un consenso diffuso tra i nazionali sardi, ma questo è solo un effetto e non un fine.
    Liberare la cultura nazionale sarda è uno dei primi passi per iniziare a sbavagliare e sbendare i sardi. I colonizzatori, ovunque nel mondo, qualora vogliano cancellare un popolo sottomesso, partono con l'annientamento del collante culturale che è l'unica cosa che mantiene coesa una nazione anche quando questa è dominata. Esistono molti modi per farlo, in Tibet i cinesi hanno optato per il proibizionismo prepotente e per l'immigrazione di cinesi, in Sardegna gli italiani hanno optato per un lento processo di lavaggio del cervello narcotizzante che come un cancro agisce lentamente ed in penombra. Se non ci adoperiamo per arrestare ed invertire questo processo, tra qualche decennio non esisterà nemmeno più un popolo sardo da liberare, e la nostra isola sarà una ITALIETTA in miniatura, si avvererà il mito mediasettiano dell'isola delle vacanze abitata da nanerottoli servili e bonaccioni...
    A quel punto le secessioni bossiane saranno ridicole ed insensate. Al limite si potrà fare i piagnoni per mandar via un po' di basi militari dall'italiana regione Sardegna, niente di più...
    Il fatto che anche nelle menti di qualche "indipendentista" si stia insinuando il tarlo italiano, come ho già detto mi deprime. Vuol dire che quest'opera di lavaggio del cervello è talmente avanzata che tocca anche coloro che in teoria dovrebbero essersi risvegliati dall'anestesia, ed aver conquistato una maggior lucidità rispetto al gregge passivo di pecore...


    Di Lingua bisogna parlarne, anche scannandosi, ma è in questo modo che si trovano soluzioni ed alternative.

    Dobbiamo continuare a spingere, e nonappena ce ne sarà la possibilità, adoperarci anche in campo di politica linguistica!



    Fintzas a s'Indipendentzia!

  9. #249
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    Predefinito Re: Re: PROVOCAZIONE

    Originally posted by Cristianu
    A me sembra che iRS NON vuole VENDERE, ma vuole COSTRIRE e REALIZZARE. L'obiettivo non è la crescita del movimento fine a sè stessa, ma il raggiungere una serie di obiettivi che siano in grado via via di spianare la strada. Io la vedo come un effetto domino che necessariamente dovrà sfociare in un consenso diffuso tra i nazionali sardi, ma questo è solo un effetto e non un fine.


    Utilizziamo pure la metafora del commercio.
    Secondo me la "vendita" e la "realizzazione" devono andare di pari passo. Se non ti crei un bacino di utenza o di clientela allora è rischioso investire; è altrettanto vero che è pericoloso investire se poi non trovi clienti/utenti.

    Sai come mi sono avvicinato al movimento? Grazie al messaggio e alla grafica dei manifesti. Tzicu è riuscito a trasmettermi il messaggio di iRS di modo che in due giorni io mi sia messo a leggere tutto il materiale trovato sul sito.

    Non nascondo che PRIMA di essere stato attratto dalla morbosa curiosità ero uno che liquidava come "alla pari della Lega" il movimento indipendentista sardo.

    Naturalmente arrivavo a questa considerazione esclusivamente per mia ignoranza e perchè nessuno mi aveva mai parlato dell'argomento in termini "moderati" e "non violenti".

    L'ignorante votava, e votava non indipendentista... il "commercial" era incomprensibile, quasi pericoloso e il prodotto non veniva acquistato .


    Di Lingua bisogna parlarne, anche scannandosi, ma è in questo modo che si trovano soluzioni ed alternative.


    Assolutamente d'accordo! Sopratutto se si parla della variante Sorradilese!



    Dobbiamo continuare a spingere, e nonappena ce ne sarà la possibilità, adoperarci anche in campo di politica linguistica!


    Assolutamente d'accordo, ma controlliamo prima che non ci sia la targhetta "TIRARE"!



    Fintzas a s'Indipendentzia! Sempre

  10. #250
    Bidda de Macumere
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    Predefinito Re: Re: Re: PROVOCAZIONE

    Originally posted by frankobollo


    Utilizziamo pure la metafora del commercio.
    Secondo me la "vendita" e la "realizzazione" devono andare di pari passo. Se non ti crei un bacino di utenza o di clientela allora è rischioso investire; è altrettanto vero che è pericoloso investire se poi non trovi clienti/utenti.

    Sai come mi sono avvicinato al movimento? Grazie al messaggio e alla grafica ..... [/B]
    Anda bene gai...ispinghimos.
    Pro a mie si fudi istadu pro sos manifestos no a seguru, penzait "atteros maccos" , lizinde in su situ e iscurtande Ainzu meda!!!!

 

 
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