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Discussione: Incipit...

  1. #191
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    Predefinito Re: Incipit...

    2 novembre
    Sono stato cordialmente invitato a far parte del realismo viscerale. Naturalmente, ho accettato. Non c'è stata cerimonia di iniziazione. Meglio così.

    3 novembre
    Non so bene in cosa consista il realismo viscerale. Ho diciassette anni, mi chiamo Juan García Madero, sono al primo semestre di giurisprudenza. Io non volevo studiare giurisprudenza, bensì lettere, però mio zio insisteva e alla fine ho dovuto cedere. Sono orfano. Diventerò avvocato. Fu questo quel che dissi a mio zio e a mia zia e poi mi chiusi in camera e piansi tutta la notte. O almeno una buona parte. Poi, con apparente rassegnazione, entrai alla gloriosa Facoltà di Giurisprudenza, ma dopo un mese mi iscrissi al seminario di poesia di Julio César Álamo, alla Facoltà di Lettere e Filosofia, e così conobbi i realvisceralisti, o viscerrealisti o perfino vicerealisti, come a volte gradiscono farsi chiamare.

    (Roberto Bolaño - I detective selvaggi)

  2. #192
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    Predefinito Re: Incipit...

    [QUOTE=remedios;7228395]Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era cosí recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito.

    Gabriel Garcia Marquez, Cent'anni di solitudine[/QUOTE

    Scusatemi, ma "cent'anni di solitudine" è un libro che non sopporto, dalla prima riga ll'ultima... Lo so che sono controcorrente... Purtroppo l'ho trovato orribiilemente noioso. Non amo la letteratura sudamericana fatta eccezione per Jorge Amado.

    Trovo meraviglioso invece l'incipit dei Promessi Sposi, con quella descrizione scenografica di "quel ramo del lago di Como..." La sapienza mazoniana ci presenta prima di tutto lo scenario e poi ci mette i personaggi,
    uno ad uno, come figurine di un enorme meraviglioso presepio.

    E poi devo citare un altro classico, anche se non in prosa, ma in ottava rima: l'incipit (o meglio il proemio) dell'Orlando Furioroso, che in una sola strofa già preannuncia tutta la magia del suo raccontare e ti fa venire la voglia di conoscere il seguito:

    "Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori,
    le cortesie, l'audaci imprese io canto,
    che furo al tempo che passaro i Mori
    d'Africa il mare, e in Francia nocquer tanto,
    seguendo l'ire e i giovenil furori
    d'Agramante lor re, che si diè vanto
    di vendicar la morte di Troiano
    sopra re Carlo imperator romano."

    Ce ne sono altri di incipit, classici e meno classici, che mi piacciono... ma non so quale scegliere. Ci devo pensare.
    Per esempio, l'incipit del Piacere dannunziano è stupendo!






    Ultima modifica di Xenia888; 09-05-15 alle 12:38
    Non bisogna mai farsi ricattare dalla stupidità altrui.
    (Umberto Eco)

  3. #193
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    Predefinito Re: Incipit...

    Laurence Sterne - Vita e opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo

    «Avrei voluto che mio padre e mia madre, o in verità entrambi, poiché entrambi erano tenuti a farlo, pensassero a quello che facevano quando mi hanno concepito; se avessero debitamente considerato quanto alta fosse la posta in gioco;—che non solo ne sarebbe derivata la procreazione di un Essere razionale, ma che molto probabilmente la felice conformazione e costituzione fisica del suo corpo, forse il suo ingegno e la struttura stessa della sua mente;—e per quanto potevano saperne, perfino la fortuna di tutta la sua famiglia avrebbero potuto essere condizionati dagli umori e dalle inclinazioni prevalenti in quel momento:——Se avessero debitamente soppesato e riflettuto a tutto ciò, e agito di conseguenza,——sono profondamente convinto che il posto da me occupato nel mondo sarebbe stato molto diverso, da quello in cui è probabile che il lettore mi veda.—Credetemi, miei buoni amici, non si tratta di un fatto trascurabile come molti di voi potrebbero ritenerlo;—tutti avete, oso dire, sentito parlare degli spiriti vitali, di come vengano trasmessi dal padre al figlio e così via,—e di parecchio altro al riguardo:—ebbene, potete credermi quando vi dico, che nove decimi della saggezza o della stoltezza di un uomo, dei suoi successi o fallimenti in questo mondo dipendono dai loro moti e attività, e dai diversi indirizzi e direzioni verso cui li avviate; così che una volta messi in movimento, bene o male che sia, non si tratta di una faccenda da quattro soldi,--partono schiamazzando per la tangente; e a forza di ripetere gli stessi passi, finiscono col tracciare una vera e propria strada, dritta e comoda come il viale di un giardino, dalla quale, una volta che vi si siano avvezzi, lo stesso Diavolo non riuscirebbe ad allontanarli.

    Scusate, mio caro, disse mia madre, non avete dimenticato di ricaricare l'orologio?——Buon D—! esclamò mio padre, lasciandosi sfuggire un'imprecazione, ma avendo l'accortezza al tempo stesso di non alzare troppo la voce——. Quando mai una donna, dalla creazione del mondo ai giorni nostri, ha interrotto qualcuno con una domanda così sciocca? E che cosa stava dicendo vostro padre?——Niente, naturalmente
    .»
    Ultima modifica di ILPORNOGRAFO; 29-05-15 alle 04:48
    «La costrizione non può cambiare la mente degli uomini: li può soltanto costringere ad essere ipocriti»
    (John Locke - Lettera sulla tolleranza)

  4. #194
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    Predefinito Re: Incipit...

    "Il 15 maggio 1796 il generale Bonaparte entrò in Milano a capo di quella giovane armata che aveva varcato il ponte di Lodi e annunciato al mondo che dopo tanti secoli Cesare e Alessandro avevano un successore.
    I prodigi d'ardimento e di genio cui l'Italia assistette nel giro di qualche mese, ridestarono un popolo addormentato; ancora otto giorni prima dell'arrivo dei francesi, i milanesi non vedevano in essi che un'accozzaglia di briganti avvezzi a fuggir sempre davanti alle truppe di Sua Maestà Imperiale e Reale; questo almeno era quanto ripeteva loro tre volte alla settimana un giornaletto, grande come la mano, stampato su cattiva carta.
    Nel Medio Evo i milanesi non erano stati meno bravi dei francesi della Rivoluzione, tanto che s'erano meritati di vedere la loro città rasa al suolo dagli imperatori d'Alemagna. Ma da quando erano diventati dei fedeli sudditi, il loro gran daffare era di stampare sonetti su fazzolettini di taffetà rosa ogni volta che si celebrassero le nozze d'una donzella appartenente a qualche famiglia nobile o ricca."

    (Stendhal - La certosa di Parma - uno dei miei libri preferiti!)
    Ultima modifica di Xenia888; 31-05-15 alle 11:11
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  5. #195
    il pleure dans mon coeur
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    Predefinito Re: Incipit...

    Il cappello del prete - Emilio De Marchi

    Il Barone Carlo Coriolano di Santafusca non credeva in Dio e meno ancora credeva nel diavolo;e, per quanto buon napoletano, nemmeno nelle streghe e nella iettatura.
    A vent’anni voleva farsi frate, ma imbattutosi in un dotto scienziato francese, un certo dottor Panterre, perseguitato dal governo di Napoleone III per la sua propaganda materialistica ed anarchica, colla fantasia rapida e violenta propria dei meridionali, si innamorò delle dottrine del bizzarro cospiratore, che aveva anche una testa curiosa, tutta osso, con due occhiacci di falco, insomma un terribile fascinatore!

  6. #196
    lo schiacciacastori
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    Predefinito Re: Incipit...

    Scendo le scale della metropolitana di corsa. Ho fatto tardi con gli amici e adesso va a finire che perdo pure l'ultimo metrò. Proprio non ne ho voglia di tornare a casa a piedi, perché pensare ad un taxi neppure se ne parla, ovviamente; dove li trovo i soldi?
    Passo la tessera dell'abbonamento sul sensore, oltrepasso il tornello. Sento arrivare sotto i miei piedi, cigolante, il treno. Mi precipito come un pazzo per l'ultima rampa. A metà percorso riconosco lo sbuffo delle porte che si aprono, faccio i gradini a due alla volta. Arrivo sulla banchina che quasi cado per terra, le porte si stanno richiudendo, una voce dall'altoparlante mi conferma che questo è l'ultimo convoglio metropolitano, con un colpo di reni mi lancio verso le porte socchiuse; le oltrepasso a fatica, sono dentro. Sudato come un pazzo, con la camicia che ha un lembo fuori dai pantaloni, gli occhiali appannati, ma sono dentro.
    Quando si dice la fortuna.
    Mi chiamo Antonio Parisi, ho 22 anni, sto tornando a casa dopo una pizza con gli amici. Io ancora non lo so, ma fra 23 minuti sarò un uomo morto
    .


    L'ultimo metrò, da Strane storie di Gianni Biondillo
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  7. #197
    lo schiacciacastori
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    Predefinito Re: Incipit...

    Nella tradizione inuit gli anziani, quando sentivano di avere fatto il proprio corso e temevano di gravare sulla famiglia, si allontanavano dal villaggio o dal clan di cui facevano parte, si lasciavano alle spalle la costa e si incamminavano da soli fino a un pianoro innevato. Qui si adagiavano sulla neve e aspettavano la fine.
    All'inizio della mia esperienza in Groenlandia non lo sapevo ancora, ma ricordo una scena a cui ho assistito una delle prime volte che vi sono stato.
    Ero al porto e chiacchieravo con un amico, quando notai un gruppo di persone intorno a una barca, pronte a partire. Erano tutti uomini e non avevano altro bagaglio che il classico equipaggiamento da cacciatore: arpione, fucile, munizioni e un pò di zucchero da mettere nel caffè che li avrebbe scaldati nelle lunghe ore in mare. Nel gruppo c'erano solo ragazzi, tranne un vecchio, che se ne stava in disparte.
    Mentre li osservavo andare avanti e indietro per caricare le proprie cose sulla barca, che era guidata da un danese, il mio amico mi spiegava che erano diretti qualche chilometro più a nord, sulla costa, dove probabilmente avrebbero trascorso tutto l'inverno prima di tornare qui a Tasiilaq, sulla costa orientale.
    Accanto al vecchietto, a pochi passi dal mare, c'era una donna appena più giovane di lui. Lei gli sorrideva e lui ricambiava i suoi sorrisi: non vi era nulla di strano, nè commozione o concitazione, ma notai un'attenzione insistita, un trasporto particolare nel modo in cui si parlavano. Dopo pochi minuti salirono tutti sulla barca e partirono, salutati dagli abitanti del villaggio che si godevano il sole dell'estate groenlandese. Al che tornai a fare le mie cose e mi dimenticai di loro.
    Con l'arrivo dell'estate la barca fece ritorno e si ripetè la stessa scena: amici che si salutavano e un allegro viavai attorno ai cacciatori appena rientrati. La barca era carica di pelli di foca e di carne da essiccare, però mancava qualcosa: il vecchio che era partito con loro.
    "Il vecchietto non è tornato?" chiesi a un amico.
    "Quale vecchietto, Robert?"
    "C'era un signore anziano con loro, me lo ricordo bene."
    "Ah, sì, certo. E' andato."
    "Come è andato?"
    "Sì, è andato."


    I colori del ghiaccio, di Robert Peroni
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  8. #198
    il pleure dans mon coeur
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    Predefinito Re: Incipit...


    Quando il fittavolo Oak sorrideva, gli angoli della bocca gli si slargavano fino a trovarsi a esigua distanza dagli orecchi;
    gli occhi gli si riducevano a due fessure; e apparivano loro intorno certe grinze divergenti che si stendevano sulla sua fisionomia
    come i raggi di un rudimentale abbozzo di sole nascente.

    Di nome si chiamava Gabriele, e nei giorni feriali era un giovanotto di giudizio, di movimenti sciolti, abiti decenti e generalmente
    buona condotta. La domenica era uomo di idee nebulose, piuttosto portato a differire le cose, e imbarazzato dai suoi abiti festivi e dal suo ombrello.

    Via dalla pazza folla -
    Thomas Hardy

  9. #199
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    Predefinito Re: Incipit...

    Era il brigadiere Le Meheu che occupava il fondo del corpo di guardia, i gomiti sul tavolo, contro la lampada. Ronfava. Gli vedevo da lontano i baffetti nel riflesso della scialba luce. L'elmo gli nascondeva gli occhi. Il peso gli faceva crollare la testa...La rialzava di nuovo...Lottava contro la dòrmia...L'ora suonava in quell'istante...
    Avevo aspettato davanti al cancello un pezzo. Un cancello che faceva riflettere, una di quelle colate davvero gigantesche, un'inferriata terribile di lance rizzate così in questo modo in pieno buio.
    Il foglio di via ce l'avevo nella mano...C'era sopra l'ora, scritta.
    La sentinella della garitta aveva spinto lui stesso la porticina con il calcio dell'arma. Aveva avvisato l'interno:
    -Brigadiere! E' l'arruolato!
    -Che entri sto coglione!

    Casse-pipe - Louis-Ferdinand Céline

  10. #200
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    Predefinito Re: Incipit...

    John Kennedy TooleUna banda di idioti


    «Un berretto verde da cacciatore stringeva la sommità di una grossa testa, tonda come un pallone. I paraorecchie verdi, che a malapena riuscivano a contenere le orecchie enormi, i peli che vi crescevano dentro e i capelli incolti, erano sollevati da entrambe le parti come due frecce che indichino direzioni opposte. Fra i folti baffi neri si insinuavano le labbra carnose e contratte che agli angoli terminavano in tante piccole rughe piene di disapprovazione e di briciole di patatine. Al riparo della visiera verde del berretto, gli occhi gialli e blu di Ignatius J. Reilly, pieni di alterigia, scrutavano le altre persone ferme sotto l'orologio dei magazzini D. H. Holmes in cerca di segni che testimoniassero il loro cattivo gusto nel vestirsi. Ignatius notò che alcuni capi di abbigliamento erano abbastanza nuovi e abbastanza costosi per essere tutto sommato considerati un vero e proprio oltraggio al buon gusto e alla decenza. Possedere una cosa nuova o costosa era segno di mancanza di teologia e geometria e poteva persino gettare dubbi sull'anima del possessore.»
    «La costrizione non può cambiare la mente degli uomini: li può soltanto costringere ad essere ipocriti»
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