E per le fiction il Cda striglia Saccà: dacci più informazioni
Il vertice di viale Mazzini chiede lumi sulle società produttrici. Ancora fermo lo sceneggiato cui lavora Velardi, ex consigliere di D’Alema.
Mercoled’ 21 è stata una giornata complicata per Agostino Saccà, direttore di Rai Fiction. Forse la fabbrica di sceneggiati RAI che lui dirige è divenuto un sultanato indipendente? I consiglieri di amministrazione (anche quelli di destra) lo sospettano. E votano così, quel mercoledì, una delibera indigesta per Saccà. I consiglieri reclamano una migliore calibratura delle informazioni sulle società che fanno lefiction dietro compensi milionari. La documentazione dovrà essere “esauriente”, anche per capire “le capacità” di queste società in termini di organizzazione e solidità finanziaria. Serve infine che la RAI risparmi quando assegna a queste società gli anticipi per pagare la prima sceneggiatura (il cosiddetto avviamento). Gli anticipi dovranno essere sempre in linea con “i parametri di mercato”. Quel mercoledì, per la quarta volta, il consiglio RAI nega anche il via libera al contratto definitivo con una società di Milano pronta a produrre la fiction “Raccontami”, in cambio di un assegno da 11 milioni e 756 mila euro. La società è la “Paypermoon” e passerebbe inosservata se vicepresidente non fosse Claudio Velardi (tra i più fedeli collaboratori di D’Alema a Palazzo Chigi). Saccà crede in questa fction.m Perché riprende uno sceneggiato spagnolo (“Cuentame còmo pasò”, in onda su Tve) dagli asolti robusti. Perché la produzione sarà dea due ex dipendenti RAI (Marechesi e Pecorelli). Perché “Paypermoon” è iscritta nell’elenco delle società che forniscono alla tv di stato servizi e prodotti.
Come “avviamento”, “Paypermoon” yha incassato 789 mila euro. Saccà valuta la cifra in linea con produzioni analoghe (26 puntate da 50 minuti), giustificata quando si ingaggia uno sceneggiatore come Stefano Rulli (La Piovra, il Portaborse). Il contratto definitivo in ogni caso non ha superato il quarto esame del consiglio RAI.
Sempre mercoledì 21, i consiglieri della RAI hanno saputo (da un resoconto interno) che Alda d’Eusanio ha rinnovato il suo contrato. A marzo (nell’era Cattaneo) la giornalista – che manca dal video dal 2003 e per la quale non c’è alcun programma alle viste – ha ceduto la sua esclusiva come conduttrice, ideatrice e autrice (maddeché! De bufale?). Due anni di contratto, un milione 100 mila euro. “Ero in pista per tornare a condurre “Al posto tuo”, racconta, ma il Direttore di RAIDUE Ferrario ha posto il veto sul mio nome. Un milione di euro e passa? Non è così alta la somma che percepisco”.

Come commentare? Oltre al “Che schifo” ormai di rito (si può ben comprendere dunque anche in questo caso perché anche l’”opposizione” si sia “rassegnata” a nominare un vertice ed un consiglio di amministrazione RAI “consociativo”…
Però, considerando che anche Rondolino non è messo male (altro componente del “!mitico” staff dalemiano visto che con la moglie Simona Ercolani lavora in RAI a pieno ritmo) meglio si comprende perché Massimo D’Alema sia considerato in pratica il padrone dei diesse…
Al quor non si comanda e se il quor è corroborato da certi appalti, viene meglio…
Poco male se si paga dieci volte di più la stessa cosa retribuendo inutilmente personale stipendiato RAI e pagando appalti milionari per produzioni che ha sempre fatto con enorme qualità (riconosciuta in tutto il mondo) la stessa RAI...
Poi come si farebbe a premiare i lacché di Presidenti del consiglio ed i parenti di poveri esuli come Claudio Velardi e Stefania Craxi?