Tony Zermo
L'aeroporto di Catania demolisce primati su primati per quanto riguarda il traffico (oltre cinque milioni di passeggeri), ma deve ancora completare l'iter per la concessione definitiva della gestione quarantennale dello scalo che è subordinata alla fusione delle due società Asac (proprietaria) e Sac (gestore) e all'ingresso nella società unificata del Comune, della Provincia e - spiegheremo poi perché - della Regione. Perdurando questo stato di cose, si potrebbe arrivare ad una gara internazionale per la gestione del terzo aeroporto d'Italia. Il nuovo Codice della Navigazione, che dovrebbe entrare in vigore a fine anno, prevede che nel caso di concessioni non rilasciate entro dodici mesi dalla nuova normativa «si debba procedere ad una gara pubblica per individuare il concessionario».
Il presidente dell'Enac, Vito Riggio, che segue con grande attenzione i problemi di Fontanarossa, ha opportunamente inviato nei giorni scorsi la seguente lettera al nuovo presidente del'Asac Stefano Ridolfo: «Mi auguro che la sua nomina acceleri la conclusione del processo di consolidamento dell'assetto societario. Spiace infatti rilevare che a distanza di quasi due anni da quando l'Asac ha posto questo problema non si è concretizzato ancora alcuno dei passi formali necessari. Infatti per quanto attiene la fusione tra Sac e Asac alle delibere di indirizzo non hanno fatto seguito i procedimenti attuativi. La partecipazione di Comune e Provincia, per quanto non obbligatoria in termini giuridici, ma fondamentale per garantire l'attuazione del piano quarantennale (vedasi l'annosa questione del trasferimento delle aree attualmente occupate dal campo sportivo) rimane una vaga intenzione.
«In questo quadro non posso non rilevare - continua la lettera - che sia pure a fronte dell'istruttoria favorevole da parte dell'Enac del rilascio della concessione quarantennale rimane altamente improbabile la emissione del decreto interministeriale di concessione a causa dell'incertezza della "governance" societaria. Mi auguro che vorrà esercitare il massimo impegno».
In sostanza, tenuto conto che il Codice della Navigazione entrerà in vigore entro l'anno c'è tempo tutto il 2006 per provvedere alla fusione di Asac e Sac. Ma non è un tempo illimitato. Dunque è necessario che si arrivi ad un'unica società e che di essa facciano parte Comune e Provincia, come avviene in tutti gli aeroporti nazionali. E' opportuno anche far partecipare la Regione, sia per consolidare meglio la società e sia per un apporto economico importante. Infatti nella spesa per la ultimazione dei lavori a Fontanarossa si prevede uno sforamento di 7-8 milioni. A questo punto ambienti dell'Enac suggeriscono che sarebbe opportuno un intervento «esterno» che potrebbe essere proprio della Regione con i fondi strutturali ancora da spendere. Il presidente della Sac, Vito Branca, in considerazione del fatto che l'aeroporto è vitale per la mobilità della maggior parte dei siciliani e per lo sviluppo di Catania, ha sollecitato l'impresa a continuare i lavori in modo da consegnare a dicembre l'area arrivi e ad aprile l'area partenze, salvo imprevisti. Insomma, in qualche modo i soldi si troveranno, anche perché per regolamento l'Asac dovrà portare il capitale da 25 a 50 miliardi di lire avendo l'aeroporto superato i cinque milioni di passeggeri.
La situazione è delicata, sia perché bisognerà trovare questi soldi, sia perché è politicamente corretto far posto a Comune e Provincia nella fusione delle due società. E ciascuno dovrà dare il proprio apporto senza ciurlare nel manico. Ad esempio, il Comune afferma di essere pronto ad accedere, ma intanto agisce in maniera contraria avendo dato via libera ad un progetto privato che consentirebbe di realizzare un posteggio al posto dell'attuale campo sportivo, posteggio che era ed è nei programmi della Sac. Allora il Comune cominci intanto a censire e a dare una valutazione ai suoi terreni intorno allo scalo e questo consentirà di ragionare su cifre certe. La Provincia ha già dichiarato che per la sua quota intende apportare il progetto di un aeroporto intercontinentale a Gerbini a cui ha dato un valore di cinque milioni e comunque può servire da base di discussione.
Per la fusione l'Asac si deve trasformare in società di capitali, facendo entrare contestualmente Comune e Provincia come richiesto dall'Enac, dopodiché si farebbe con la Sac una fusione per incorporazione in cui la Sac conferisce il proprio patrimonio di strumenti, mezzi, avviamento, know how.
Come è facile capire, ci sono forti interessi in ballo perché oggi l'aeroporto di Fontanarossa vale svariate centinaia di milioni di euro, ma è anche vero che ancora deve darsi una veste societaria moderna e snella anche con l'ingresso degli Enti locali - che per semplificare le cose potrebbero pur avere una quota simbolica - tutto questo se si vuole che l'aeroporto di Fontanarossa resti un esclusivo patrimonio cittadino e siciliano e non venga ceduto all'asta al miglior offerente. Il nuovo presidente dell'Asac, Stefano Ridolfo si è trovata in mano la patata bollente. Dice: «Stiamo lavorando per arrivare ad una soluzione positiva, a giorni con Comune e Provincia ci metteremo attorno a un tavolo». Ridolfo fu quello che nell'estate del 2002 quando era presidente della Camera di commercio affittò un aereo per ripristinare il collegamento Catania-Roma nei giorni in cui a causa della cenere dell'Etna tutte le Compagnie aeree avevano abbandonato Fontanarossa. Siamo certi che anche in questo caso farà gli interessi veri del più grande aeroporto del Mezzogiorno.




Rispondi Citando