IL PICCOLO STATARELLO CHE TIENE IN SCACCO GLI ESTIMATORI GIANFIGHETTA IN PRIMIS DEI TURCOFONI
BRUXELLES - Le attese della vigilia sono state confermate: gli ambasciatori Ue non sono riusciti a trovare l’accordo sul mandato per l’avvio dei negoziati con la Turchia previsto per lunedì.
I 25 «rappresentanti permanenti» della Ue si erano riuniti stamattina a Bruxelles per cercare un accordo definitivo sull'avvio del processo di adesione del paese anatolico all'Unione Europea.
IL VETO AUSTRIACO - Ma, davanti al consenso unanime di 24 stati membri, l'Austria si è opposta al via libera alle trattative. Queste, secondo Vienna, potranno essere riprese solo quando il quadro negoziale con la Turchia conterrà ufficialmente la possibilità che il processo d'adesione possa anche sfociare in un "partenariato privilegiato" tra Ankara e Bruxelles. Per trovare una soluzione alle reticenze di Vienna, è stato convocato domenica sera un vertice straordinario dei ministri degli Esteri dei Venticinque a Lussemburgo. Da qui a domenica sera la presidenza britannica di turno avrà dei contatti bilaterali con l'Austria - oltre che con alcuni degli altri stati membri - proprio al fine di sbloccare la situazione.
L'Austria è da tempo ferma sulla richiesta di non andare al di là di un'offerta di partenariato privilegiato alla Turchia. «Nell'incontro di oggi l'Austria è rimasta isolata su questa richiesta, e cioè di portare avanti un'opzione alternativa all'adesione», hanno precisato fonti diplomatiche europee, rilevando che Vienna ha nella riunione presentato «alcuni emendamenti che puntano a prefigurare nel quadro negoziale con Ankara proprio una specifica opzione alternativa».




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