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  1. #1
    Alvise
    Ospite

    Predefinito Differenzialismo territoriale

    Prendiamone atto. Le nostre città sono invase.

    Le grandi città del Nord Italia (Torino, Milano, Genova, Verona, Bologna....) sono zeppe di allogeni da ogni dove. Le piccole e medie cittadine di tutta la Nazione hanno presenze significative. A Roma, che conosco bene, andandoci ogni mese o due poiché una mia zia ci vive, la situazione è simile a Milano. Nel Sud precisamente non saprei quantificare, ma anche lì la presenza è significativa, a Napoli andai l'ultima volta quattro anni fa, e vidi molti allogeni, immagino che ora le cose siano peggiorate.

    Insomma, le città italiane strabordano di allogeni. Prendiamone atto. Sappiamo tutti che l'obiettivo sarebbe un umano rimpatrio, che, nel lungo periodo, va anche a vantaggio loro. Però il punto è che minimo per i prossimi 10 o 15 anni (e sono ottimista) gli immigrati resteranno qui.

    Come giudicate la proposta di istituire delle comunità riconosciute, nelle quale gli stranieri regolari debbano registrarsi, ed alle quali vengono assegnate, ovviamente dietro pagamento, abitazioni in zone determinate? Comunità con dei loro referenti interni incaricati di rappresentarle dinanzi alle autorità?

    Se ciò avvenisse nel controllo rigoroso e nel rispetto delle norme di legge vigenti, potrebbe essere un metodo per salvaguardare la nostra identità, e potrebbe anche rappresentare un modello per il resto d'Europa.

    Certamente non risolverebbe il problema, ma potrebbe migliorare le cose, ed in una ottica transitoria faciliterebbe un progressivo rimpatrio.

  2. #2
    LictoriuS
    Ospite

    Predefinito Re: Differenzialismo territoriale

    Testo originale scritto da Alvise Nutti
    Prendiamone atto. Le nostre città sono invase.

    Le grandi città del Nord Italia (Torino, Milano, Genova, Verona, Bologna....) sono zeppe di allogeni da ogni dove. Le piccole e medie cittadine di tutta la Nazione hanno presenze significative. A Roma, che conosco bene, andandoci ogni mese o due poiché una mia zia ci vive, la situazione è simile a Milano. Nel Sud precisamente non saprei quantificare, ma anche lì la presenza è significativa, a Napoli andai l'ultima volta quattro anni fa, e vidi molti allogeni, immagino che ora le cose siano peggiorate.

    Insomma, le città italiane strabordano di allogeni. Prendiamone atto. Sappiamo tutti che l'obiettivo sarebbe un umano rimpatrio, che, nel lungo periodo, va anche a vantaggio loro. Però il punto è che minimo per i prossimi 10 o 15 anni (e sono ottimista) gli immigrati resteranno qui.

    Come giudicate la proposta di istituire delle comunità riconosciute, nelle quale gli stranieri regolari devono registrarsi, ed alle quali vengono assegnate, ovviamente dietro pagamento, abitazioni in zone determinate? Comunità con dei loro referenti interni incaricati di rappresentarle dinanzi alle autorità?

    Se ciò avvenisse nel controllo rigoroso e nel rispetto delle norme di legge vigenti, potrebbe essere un metodo per salvaguardare la nostra identità, e potrebbe anche rappresentare un modello per il resto d'Europa.

    Certamente non risolverebbe il problema, ma potrebbe migliorare le cose, ed in una ottica transitoria faciliterebbe un progressivo rimpatrio.
    Non comprendo il significato di umano rimpatrio, spesso utilizzando da FN... Rimandare indietro una persona che ha deciso di andarsene dal proprio Paese (per cause che non stiamo ad elencare) risolverebbe il problema? Se non stava bene prima, tenterà nuovamente di emigrare. Fino a quando non si affronteranno i problemi che sono all'origine dei flussi migratori, questi tentativi velleitari saranno vani.
    Sulla questione delle comunità per salvaguardare le specificità di ognuno, si potrebbe invece discutere, perchè è un discorso interessante anche se andrebbe posto in termini differenti (hai scritto nel rispetto delle norme vigenti...beh non è che le norme vigenti e le autorità siano un punto di riferimento).

  3. #3
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    Testo originale scritto da LictoriuS
    Non comprendo il significato di umano rimpatrio, spesso utilizzando da FN...
    Concordo.
    Il rimpatrio dovrà avvenire nelle modalità che potranno consentire la massima rapidità e maggiore efficacia; umano o meno questo dipenderà dal comportamento che terranno i rimpatriandi.


    Rimandare indietro una persona che ha deciso di andarsene dal proprio Paese (per cause che non stiamo ad elencare) risolverebbe il problema?
    Concordo.
    Rimandarli indietro non basta se poi gli permettiamo di ritornare impunemente. Dovremmo unire a una rigida politica di espulsione anche leggi adeguate all'emergenza in corso. Militarizzazione di tutte le coste del nostro meridione con l'istituzione di campi di ritenzione e accordi di collaborazione con le nazione dell'altra parte del Mediterraneo.


    Se non stava bene prima, tenterà nuovamente di emigrare.
    Concordo.
    Sarà necessario promulgare leggi che facciano capire chiaramente a chi proverà a tornare che oramai non è più tempo di giochi. Dopo un po' vedrete che nessuno si azzarderà a riprovarci.


    Fino a quando non si affronteranno i problemi che sono all'origine dei flussi migratori, questi tentativi velleitari saranno vani.
    Concordo.
    Di fronte all'invasione le mezze misure e i tentativi velleitari serviranno a ben poco. Bisogna da subito capire che severità assoluta e scrupolosa applicazione delle leggi del caso saranno le uniche maniere per poter arginare l'invasione. Il resto lo potrà fare ogni cittadino nella propria realtà quotidiana.



    NO IMMIGRAZIONE
    NO INVASIONE

  4. #4
    Alvise
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Differenzialismo territoriale

    Testo originale scritto da LictoriuS
    Non comprendo il significato di umano rimpatrio, spesso utilizzando da FN... Rimandare indietro una persona che ha deciso di andarsene dal proprio Paese (per cause che non stiamo ad elencare) risolverebbe il problema? Se non stava bene prima, tenterà nuovamente di emigrare. Fino a quando non si affronteranno i problemi che sono all'origine dei flussi migratori, questi tentativi velleitari saranno vani.
    Personalmente per "umano rimpatrio" intendo il rispedire l'allogeno in patria cercando di fare in modo che il viaggio sia il più dignitoso possibile, nei limiti del fattibile. Se poi non sarà fattibile, il grado di umanità scemerà.

    Il problema dell'immigrazione è complesso e, perché abbia fine, vanno risolte alla radice le cause che la generano. Però esiste anche un problema di cosa fare qui ed adesso nel brevissimo e breve periodo. Prevenire o curare? Personalmente vorrei porre in atto entrambe le azioni. Prevenzione, cercando di risolvere i problemi alla fonte, cura limitando e scoraggiando il più possibile l'afflusso allogeno.


    Sulla questione delle comunità per salvaguardare le specificità di ognuno, si potrebbe invece discutere, perchè è un discorso interessante anche se andrebbe posto in termini differenti (hai scritto nel rispetto delle norme vigenti...beh non è che le norme vigenti e le autorità siano un punto di riferimento).
    In effetti scritto così potrebbe suonare troppo "legalitario". Più precisamente intendo il rigoroso attenersi degli immigrati alle norme legali vigenti sul territorio italiano. L'ospitalità sul territorio subordinata al rispetto delle sue leggi, nonché ad uno stretto controllo di Polizia. Poi è ovvio che all'ordinamento andrebbe dato perlomeno qualche aggiustamento.

    Il fatto è che le masse allogene resteranno a farci compagnia perlomeno per i prossimi 20 anni. Cerchiamo, in questo lasso di tempo, di minimizzare e possibilmente annullare i danni.

    Siccome non ci alzeremo al potere domattina, una proposta abbastanza compatibile con gli orientamenti politici attuali e presentabile ad un elettorato infarcito di pregiudizi aiuterebbe non poco a salvare le cose per un prossimo futuro.

  5. #5
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    Predefinito Re: Differenzialismo territoriale

    Testo originale scritto da Alvise Nutti
    Prendiamone atto. Le nostre città sono invase.

    Le grandi città del Nord Italia (Torino, Milano, Genova, Verona, Bologna....) sono zeppe di allogeni da ogni dove. Le piccole e medie cittadine di tutta la Nazione hanno presenze significative. A Roma, che conosco bene, andandoci ogni mese o due poiché una mia zia ci vive, la situazione è simile a Milano. Nel Sud precisamente non saprei quantificare, ma anche lì la presenza è significativa, a Napoli andai l'ultima volta quattro anni fa, e vidi molti allogeni, immagino che ora le cose siano peggiorate.

    Insomma, le città italiane strabordano di allogeni. Prendiamone atto. Sappiamo tutti che l'obiettivo sarebbe un umano rimpatrio, che, nel lungo periodo, va anche a vantaggio loro. Però il punto è che minimo per i prossimi 10 o 15 anni (e sono ottimista) gli immigrati resteranno qui.

    Come giudicate la proposta di istituire delle comunità riconosciute, nelle quale gli stranieri regolari debbano registrarsi, ed alle quali vengono assegnate, ovviamente dietro pagamento, abitazioni in zone determinate? Comunità con dei loro referenti interni incaricati di rappresentarle dinanzi alle autorità?

    Se ciò avvenisse nel controllo rigoroso e nel rispetto delle norme di legge vigenti, potrebbe essere un metodo per salvaguardare la nostra identità, e potrebbe anche rappresentare un modello per il resto d'Europa.

    Certamente non risolverebbe il problema, ma potrebbe migliorare le cose, ed in una ottica transitoria faciliterebbe un progressivo rimpatrio.
    Non risolverebbe nulla purtroppo.
    A parte che diventerebbero comunque sempre piu' di noi, in termini d milioni, poi solamente per realizzare il progetto, le spese di gestione, d controllo, vigilanza personale, sarebbe una voragine di milardi, che dovrebero essere usati per i problemi degli italiani e non i loro.
    E poi chi ti dice che rimarrebero la' dentro buoni buoni, invece di scorazzare per le nostre strade?
    Comunque apprezzo il tuo tentativo.
    do
    Wallace_60

  6. #6
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    Predefinito

    Testo originale scritto da Orazio Coclite
    Concordo.
    Il rimpatrio dovrà avvenire nelle modalità che potranno consentire la massima rapidità e maggiore efficacia; umano o meno questo dipenderà dal comportamento che terranno i rimpatriandi.



    Concordo.
    Rimandarli indietro non basta se poi gli permettiamo di ritornare impunemente. Dovremmo unire a una rigida politica di espulsione anche leggi adeguate all'emergenza in corso. Militarizzazione di tutte le coste del nostro meridione con l'istituzione di campi di ritenzione e accordi di collaborazione con le nazione dell'altra parte del Mediterraneo.



    Concordo.
    Sarà necessario promulgare leggi che facciano capire chiaramente a chi proverà a tornare che oramai non è più tempo di giochi. Dopo un po' vedrete che nessuno si azzarderà a riprovarci.



    Concordo.
    Di fronte all'invasione le mezze misure e i tentativi velleitari serviranno a ben poco. Bisogna da subito capire che severità assoluta e scrupolosa applicazione delle leggi del caso saranno le uniche maniere per poter arginare l'invasione. Il resto lo potrà fare ogni cittadino nella propria realtà quotidiana.



    NO IMMIGRAZIONE
    NO INVASIONE
    Ottimo Orazio!
    Wallace_60

  7. #7
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    Predefinito Re: Re: Differenzialismo territoriale

    Testo originale scritto da LictoriuS
    Non comprendo il significato di umano rimpatrio, spesso utilizzando da FN... Rimandare indietro una persona che ha deciso di andarsene dal proprio Paese (per cause che non stiamo ad elencare) risolverebbe il problema? Se non stava bene prima, tenterà nuovamente di emigrare. Fino a quando non si affronteranno i problemi che sono all'origine dei flussi migratori, questi tentativi velleitari saranno vani.
    Sulla questione delle comunità per salvaguardare le specificità di ognuno, si potrebbe invece discutere, perchè è un discorso interessante anche se andrebbe posto in termini differenti (hai scritto nel rispetto delle norme vigenti...beh non è che le norme vigenti e le autorità siano un punto di riferimento).
    Concordo in pieno.
    Per un Fronte Unico Antimondialista!

    Saluti romani,
    Riccardo

    PS: contro qualsiasi tipo di carcere! Contro i CPT per gli immigrati! Contro le sbarre! Fuori tutti i corpi dalle galere!

  8. #8
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    Predefinito Re: Re: Re: Differenzialismo territoriale

    Testo originale scritto da Outis
    Concordo in pieno.
    Per un Fronte Unico Antimondialista!

    Saluti romani,
    Riccardo

    PS: contro qualsiasi tipo di carcere! Contro i CPT per gli immigrati! Contro le sbarre! Fuori tutti i corpi dalle galere!
    Contro i CPT? Contro le sbarre???
    Ma sei di un centro sociale????????
    Da questo si vede la pochezza intellettuale di questi figuri.
    Straparlano di Iran ma nei fatti non potrebbero manco nominare uno Stato così glorioso.
    Sono contro la pena di morte, per la chiusura dei carceri, per l'apertura dei confini, insomma sono anarchici.
    Ma si dicono filoiraniani per moda.
    Questi sono solo prodotti della subcultura di massa.

    Povera europa...

  9. #9
    Massimiliano71
    Ospite

    Predefinito Re: Differenzialismo territoriale

    Testo originale scritto da Alvise Nutti
    Prendiamone atto. Le nostre città sono invase.

    Le grandi città del Nord Italia (Torino, Milano, Genova, Verona, Bologna....) sono zeppe di allogeni da ogni dove. Le piccole e medie cittadine di tutta la Nazione hanno presenze significative. A Roma, che conosco bene, andandoci ogni mese o due poiché una mia zia ci vive, la situazione è simile a Milano. Nel Sud precisamente non saprei quantificare, ma anche lì la presenza è significativa, a Napoli andai l'ultima volta quattro anni fa, e vidi molti allogeni, immagino che ora le cose siano peggiorate.

    Insomma, le città italiane strabordano di allogeni. Prendiamone atto. Sappiamo tutti che l'obiettivo sarebbe un umano rimpatrio, che, nel lungo periodo, va anche a vantaggio loro. Però il punto è che minimo per i prossimi 10 o 15 anni (e sono ottimista) gli immigrati resteranno qui.

    Come giudicate la proposta di istituire delle comunità riconosciute, nelle quale gli stranieri regolari debbano registrarsi, ed alle quali vengono assegnate, ovviamente dietro pagamento, abitazioni in zone determinate? Comunità con dei loro referenti interni incaricati di rappresentarle dinanzi alle autorità?

    Se ciò avvenisse nel controllo rigoroso e nel rispetto delle norme di legge vigenti, potrebbe essere un metodo per salvaguardare la nostra identità, e potrebbe anche rappresentare un modello per il resto d'Europa.

    Certamente non risolverebbe il problema, ma potrebbe migliorare le cose, ed in una ottica transitoria faciliterebbe un progressivo rimpatrio.
    Alvise, quella che proponi te è quella che i sociologi definiscono la costituzione di "comunità incapsulate", definite così perchè, in pratica la vita degli immigrati si svolgerebbe in larga parte all'interno della stessa comunità con contatti con l'esterno solo se necessari o addirittura indispensabili.
    In Italia esiste già un fenomeno del genere ed è la comunità cinese ed il pericolo è sotto gli occhi di tutti: una volta compattatasi, organizzatasi con proprie gerarchie la comunità tenderà ad entrare sempre più in contrasto con la popolazione indigena. Contrasti che avranno ad oggetto le cose più disparate: dall'economia (vedi la contraffazione dei marchi, i venditori abusivi ecc. ecc.), all'ordine pubblico (vedi la mafia cinese che ha preso di mira anche gli imprenditori italiani), agli spazi vitali (interi quartieri acquistati con i soldi riciclati della contraffazione e di altre attività illecite).
    La soluzione che prospetti te, a mio avviso, è irrealizzabile. Così come dobbiamo prendere atto che l'integrazione non può esistere: se gli immigrati mantengono le proprie usanze e le proprie tradizioni significa che non accettano i costumi locali e di conseguenza non si ha integrazione, se invece accettano lo stile di vita indigeno allora non saranno integrati bensì assimilati ma in realtà non potranno essere mai come gli indigeni (per motivi razziali, etnici, culturali, religiosi, familiari) e non saranno più come i propri avi che hanno avevano sviluppato una propria cultura sul proprio suolo d'origine, in pratica dei senza patria e se poi si mischiano con gli ingigeni pure dei meticci.
    Prima o poi spero che in tanti prendano atto di questa situazione.

  10. #10
    Alvise
    Ospite

    Predefinito Ma allora...

    Va bene, il ghetto è pericoloso, l'integrazione pure. ma allora che si fa?
    Io non credo che si riuscirà ad espellerli in meno di 15 anni.

    Nel frattempo che facciamo?

 

 
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