Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: aria di casa...dunque
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In Origine Postato da partenopeo
dico: ma lei è certo di questa interpretazione?
personalmente essa ha, a mio modo di vedere, un doppio senso: il fatto è nero - inteso come figlio che ha pelle scura - e il fatto è che ora sono guai neri - perchè questa nascita è di un ragazzo che non potrà avere un padre...
il punto è che sia nell'un caso che nell'altro NON CI VEDO NULLA DI RAZZISTA, caso mai la canzone risulta tra le più significative e rappresentative di un periodo molto particolare della storia di NAPOLI.
e per favore, lasciate almeno che sia gente del luogo a rare le interpretazioni giuste...hehehehe.
saluti...partenopei
In primo luogo io non ho espresso una mia interpretazione. Le ho solo riportato una polemica che ricordo ci fu qualche anno fa su quella canzonetta.
In secondo luogo vanto una nonna napoletana, non posso considerarmi "del luogo", ma sono comunque di casa.
In terzo luogo trovo un eufemismo definire "periodo particolare della storia di Napoli" l'occupazione alleata durante la quale alcune donne non trovarono nulla di meglio da fare che puttaneggiare con l'invasore (per amore di verità andrebbe detto che ciò non avvenne solo a Napoli, ma in ogni parte del territorio che venne occupata).
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: aria di casa...dunque
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In Origine Postato da partenopeo
allora, l'elenco è lungo assai....
Neapolis nasce nel periodo in cui i greci pensarono di colonizzare la parte meridionale della penisola italica e, una volta insediatisi lì pensarono bene di denominare quell'area "magna grecia" poichè aveva da subito surclassato la madre patria, per floridezza dei luoghi e per capacità di sviluppo culturale.
l'epoca successiva vede l'area dell'interland napoletano diventare luogo di residenza di eccelse famiglie romane, di storici, di artisti e di uomini politici (da Plinio a Virgilio, da Mecenate a Catullo, da Tiberio a Tito).
nel successivo periodo barbarico e medioevale, furono conventi ed abazie dislocate nella area campana a preservare dalla distruzione un patrimonio cospicuo di opere letterarie.
quando agli albori del 100 c'è il primo risveglio dal torpore medioevale, nell'area napoletana era già florida la PRIMA REPUBBLICA MARINARA: AMALFI.
con l'ultimo grande imperatore svevo, Federico II, Napoli diventa il centro culturale più importante d'europa e qui s'inaugura la più grande universitas del tempo (anche se non vanno dimenticate le universitas di Padova e Bologna) .
Boccaccio deve la sua formazione culturale e letteraria alle esperienze maturate a Napoli nel periodo normanno-angioino.
persino nel lungo periodo borbonico (che è quello del declino), i personaggi più illustri del panorama letterario europeo (da Goethe a Leopardi, per citarne un paio) vengono a visitare e spesso a resiedere Napoli.
basta?
saluti culturali
Signore, il mio fine non era certo mettere in dubbio il valore culturale della storia partenopea.
Il fine della mia domanda, rivolta ad un utente che discettava della "multiculturalità" della dolce Partenope, era volto solo a mettere in luce come Napoli sia stata ben lontana dall'esere questo sovente decantato miscuglio di tutto il mondo, ma in realtà abbia seguito vicende affini a quelle di molte altre città d'Italia e d'Europa.