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Discussione: Saluto al CHE

  1. #41
    Brigante del 3° Millennio
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    tratto da "Il Libro Nero del Comunismo" 1998 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. Milano

    Di buona famiglia, nasce a Buenos Aires nel 1928, Ernesto Guevara De La Serna detto "CHE".
    Appassionato di viaggi in motocicletta, gira in lungo e in largo per l'America Latina, conosce luoghi e realtà diverse.
    E' affetto da asma cronica, ma ciò non gli impedisce di laurearsi in medicina agli inizi degli anni '50.
    In Guatemala viene a conoscenza delle precarie condizioni di fame e miseria delle popolazioni sottoposte al Regime di Dittatura Comunista di Jacobo Arbenz.
    A causa dei forti interessi economici degli Stati Uniti in Guatemala, viene inviato un contingente militare statunitense a rovesciare il dittatore. Comincia così un odio smisurato da parte del "che" verso gli Stati Uniti.
    In una notte del 1955, Guevara incontra in Messico un giovane avvocato cubano in esilio che si prepara a rientrare a Cuba, Fidel Castro.
    Subito entrano in sintonia, condividendo gli ideali, il culto dei "guerriglieri" e la volontà di espropriare il dittatore Batista dal territorio cubano.
    Il "che" sbarcherà a Cuba insieme a Fidel e altri guerriglieri in esilio.
    Nel 1956, autonominatosi comandante di una colonna di partigiani, si fa notare per la sua crudeltà e determinazione.
    Nonostante elogi l'odio per le proprietà e per lo "sporco" denaro, sceglie di abitare in una grande e lussuosa casa colonica in un quartiere residenziale a l'AVANA. Impone la povertà forzata alla popolazione mentre lui vive nel lusso più abominevole in cui si possa trovare un comunista. Un ragazzo non ancora ventenne, un guerrigliero della sua unità, rubò per fame un pezzo di pane ad un compagno.
    Senza processo o interrogatorio, Guevara lo fece legare ad un palo e giustiziare mediante fucilazione.
    Nel 1958 riporta la prima "vittoria" sui miliziani del regime di Batista a SANTA CLARA.
    Un treno carico d'armi viene intercettato e bloccato dalla sua unità armata, facendo prigionieri una cinquantina di soldati; in seguito a questa operazione, il dittatore Batista fugge sconfitto e Guevara fu nominato "procuratore" (boia) della prigione della CABANA.
    La popolazione cubana era in festa, non sapevano che i successori di Batista avrebbero portato molto più morti e disperazione che la speranza di una vita migliore!
    L'ufficio in cui esercita Guevara, diventa teatro di torture e omicidi tra i più efferati.
    Secondo alcune stime, sarebbero stati uccisi oltre 20.000 persone, per lo più ex compagni d'armi che si rifiutavano di obbedire e che si conservavano, al contrario del "CHE", democratici e non violenti.
    Nel 1960 il "pacifista" GUEVARA, istituisce un "campo di concentramento" sulla penisola di GUANAHA, dove trovarono la morte oltre 50.000 persone colpevoli soltanto di non condividere i suoi ideali di "PACE E FRATELLANZA"!!!
    Ma non sarà il solo campo, altri ne sorgeranno come a Santiago di Las Vegas dove c'è il campo Arco Iris, nel sud'est dell'isola sorge il campo Nueva Vida, nella zona di Palos si istituisce il campo Capitolo, quest'ultimo è un campo speciale per bambini sotto i 10 anni!
    Se una persona si era resa colpevole di reato a sfondo politico veniva arrestata insieme a tutta la famiglia.
    La maggior parte degli internati veniva lasciata con indosso le sole mutande, le celle non erano mai pulite, si lasciavano a marcire per anni nei propri escrementi in attesa di fucilazione o torture indicibili.
    Successivamente gli fu conferito l'incarico di Ministro dell'Industria e presidente del BANCO NACIONAL, la Banca centrale di Cuba.
    Guevara non perde tempo a mettere in pratica il suo"modello sovietico".

    Pratica sport impensabili per l'economia di Cuba, sia allora che oggi. La vita "comoda" e l'ozio ammorbidiscono il guerrigliero Guevara; mette su qualche chilo e passa il tempo tra un party e le gare di tiro a volo, ma non disdegna la caccia grossa e la pesca d'altura.
    In omaggio a Lenin, chiama il suo primogenito Vladimir.
    Nel suo testamento, da buon allievo della scuola Maoista-Leninista del Terrore, scrive: "AMO L'ODIO, BISOGNA CREARE L'ODIO E L'INTOLLERANZA TRA GLI UOMINI, PERCHE' QUESTO RENDE GLI UOMINI FREDDI, SELETTIVI E LI TRASFORMA IN UNA PERFETTA MACCHINA PER UCCIDERE" .
    Queste parole non vengono da Heinrich Himmler, il fondatore e ideatore delle SS germaniche, bensì dall'uomo che per oltre 30 anni è stato falsamente mitizzato come simbolo di pace e uguaglianza, di amore per il prossimo e di fratellanza.
    Guevara si adopera a diffondere sistematicamente la guerriglia in giro per il mondo, il suo motto: " Creare due, tre, mille Vietnam!"
    Nel 1963 è in Algeria dove si unisce a Dèsirè Kabila, un marxista, grande sterminatore di popolazioni civili.
    Il suo continuo desiderio di diffusione per la lotta armata, lo porta del 1967 in Bolivia dove si allea col Partito Comunista Boliviano ma non riceve alcun appoggio da parte della popolazione locale, nessuno di loro si unisce alla sua unità di guerriglieri.

    Castro concesse a solo 125.000 persone il permesso di lasciare l'isola, permesso dato solo a chi conveniva a lui...
    Fu concesso l'asilo politico agli internati dei manicomi criminali, ai peggiori individui, ai mutilati, ai delinquenti comuni, ai poveri senza fissa dimora, ai barboni, a gente che Castro non considerava esseri umani, a gente a cui diceva di interessarsi molto!
    Castro approfittò della situazione per liberarsi definitivamente di questi rifiuti umani (diceva lui) scaricandoli alla tanto odiata America.
    Oggi, tutto questo orrore continua indisturbato, prima con il "Che" e ora con Fidel. Le torture, i campi di sterminio, le fughe in massa da CUBA, sono all'ordine del giorno!

    Dopo la morte del Che, Fidel Castro ricopriva la carica di massima autorità al governo di Cuba ancora vigente ai giorni nostri. Di tutto questo orrore sopra descritto non si è mai saputo niente di ufficiale fino alla grande fuga del popolo cubano del 1980. Milioni di cubani si riversarono nella locale Ambasciata del Perù chiedendo asilo politico per la vita durissima imposta loro dal regime dittatoriale comunista, altro che bella vita cubana.

    A Cuba, ancor'oggi, si giustiziano con la fucilazione persone indiziate di reato senza un regolare processo!
    Conosci il prezzo di ogni cosa e il valore di nessuna

  2. #42
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    Testo originale scritto da Sandro
    tratto da "Il Libro Nero del Comunismo" 1998 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. Milano

    Di buona famiglia, nasce a Buenos Aires nel 1928, Ernesto Guevara De La Serna detto "CHE".
    Appassionato di viaggi in motocicletta, gira in lungo e in largo per l'America Latina, conosce luoghi e realtà diverse.
    E' affetto da asma cronica, ma ciò non gli impedisce di laurearsi in medicina agli inizi degli anni '50.
    In Guatemala viene a conoscenza delle precarie condizioni di fame e miseria delle popolazioni sottoposte al Regime di Dittatura Comunista di Jacobo Arbenz.
    A causa dei forti interessi economici degli Stati Uniti in Guatemala, viene inviato un contingente militare statunitense a rovesciare il dittatore. Comincia così un odio smisurato da parte del "che" verso gli Stati Uniti.
    In una notte del 1955, Guevara incontra in Messico un giovane avvocato cubano in esilio che si prepara a rientrare a Cuba, Fidel Castro.
    Subito entrano in sintonia, condividendo gli ideali, il culto dei "guerriglieri" e la volontà di espropriare il dittatore Batista dal territorio cubano.
    Il "che" sbarcherà a Cuba insieme a Fidel e altri guerriglieri in esilio.
    Nel 1956, autonominatosi comandante di una colonna di partigiani, si fa notare per la sua crudeltà e determinazione.
    Nonostante elogi l'odio per le proprietà e per lo "sporco" denaro, sceglie di abitare in una grande e lussuosa casa colonica in un quartiere residenziale a l'AVANA. Impone la povertà forzata alla popolazione mentre lui vive nel lusso più abominevole in cui si possa trovare un comunista. Un ragazzo non ancora ventenne, un guerrigliero della sua unità, rubò per fame un pezzo di pane ad un compagno.
    Senza processo o interrogatorio, Guevara lo fece legare ad un palo e giustiziare mediante fucilazione.
    Nel 1958 riporta la prima "vittoria" sui miliziani del regime di Batista a SANTA CLARA.
    Un treno carico d'armi viene intercettato e bloccato dalla sua unità armata, facendo prigionieri una cinquantina di soldati; in seguito a questa operazione, il dittatore Batista fugge sconfitto e Guevara fu nominato "procuratore" (boia) della prigione della CABANA.
    La popolazione cubana era in festa, non sapevano che i successori di Batista avrebbero portato molto più morti e disperazione che la speranza di una vita migliore!
    L'ufficio in cui esercita Guevara, diventa teatro di torture e omicidi tra i più efferati.
    Secondo alcune stime, sarebbero stati uccisi oltre 20.000 persone, per lo più ex compagni d'armi che si rifiutavano di obbedire e che si conservavano, al contrario del "CHE", democratici e non violenti.
    Nel 1960 il "pacifista" GUEVARA, istituisce un "campo di concentramento" sulla penisola di GUANAHA, dove trovarono la morte oltre 50.000 persone colpevoli soltanto di non condividere i suoi ideali di "PACE E FRATELLANZA"!!!
    Ma non sarà il solo campo, altri ne sorgeranno come a Santiago di Las Vegas dove c'è il campo Arco Iris, nel sud'est dell'isola sorge il campo Nueva Vida, nella zona di Palos si istituisce il campo Capitolo, quest'ultimo è un campo speciale per bambini sotto i 10 anni!
    Se una persona si era resa colpevole di reato a sfondo politico veniva arrestata insieme a tutta la famiglia.
    La maggior parte degli internati veniva lasciata con indosso le sole mutande, le celle non erano mai pulite, si lasciavano a marcire per anni nei propri escrementi in attesa di fucilazione o torture indicibili.
    Successivamente gli fu conferito l'incarico di Ministro dell'Industria e presidente del BANCO NACIONAL, la Banca centrale di Cuba.
    Guevara non perde tempo a mettere in pratica il suo"modello sovietico".

    Pratica sport impensabili per l'economia di Cuba, sia allora che oggi. La vita "comoda" e l'ozio ammorbidiscono il guerrigliero Guevara; mette su qualche chilo e passa il tempo tra un party e le gare di tiro a volo, ma non disdegna la caccia grossa e la pesca d'altura.
    In omaggio a Lenin, chiama il suo primogenito Vladimir.
    Nel suo testamento, da buon allievo della scuola Maoista-Leninista del Terrore, scrive: "AMO L'ODIO, BISOGNA CREARE L'ODIO E L'INTOLLERANZA TRA GLI UOMINI, PERCHE' QUESTO RENDE GLI UOMINI FREDDI, SELETTIVI E LI TRASFORMA IN UNA PERFETTA MACCHINA PER UCCIDERE" .
    Queste parole non vengono da Heinrich Himmler, il fondatore e ideatore delle SS germaniche, bensì dall'uomo che per oltre 30 anni è stato falsamente mitizzato come simbolo di pace e uguaglianza, di amore per il prossimo e di fratellanza.
    Guevara si adopera a diffondere sistematicamente la guerriglia in giro per il mondo, il suo motto: " Creare due, tre, mille Vietnam!"
    Nel 1963 è in Algeria dove si unisce a Dèsirè Kabila, un marxista, grande sterminatore di popolazioni civili.
    Il suo continuo desiderio di diffusione per la lotta armata, lo porta del 1967 in Bolivia dove si allea col Partito Comunista Boliviano ma non riceve alcun appoggio da parte della popolazione locale, nessuno di loro si unisce alla sua unità di guerriglieri.

    Castro concesse a solo 125.000 persone il permesso di lasciare l'isola, permesso dato solo a chi conveniva a lui...
    Fu concesso l'asilo politico agli internati dei manicomi criminali, ai peggiori individui, ai mutilati, ai delinquenti comuni, ai poveri senza fissa dimora, ai barboni, a gente che Castro non considerava esseri umani, a gente a cui diceva di interessarsi molto!
    Castro approfittò della situazione per liberarsi definitivamente di questi rifiuti umani (diceva lui) scaricandoli alla tanto odiata America.
    Oggi, tutto questo orrore continua indisturbato, prima con il "Che" e ora con Fidel. Le torture, i campi di sterminio, le fughe in massa da CUBA, sono all'ordine del giorno!

    Dopo la morte del Che, Fidel Castro ricopriva la carica di massima autorità al governo di Cuba ancora vigente ai giorni nostri. Di tutto questo orrore sopra descritto non si è mai saputo niente di ufficiale fino alla grande fuga del popolo cubano del 1980. Milioni di cubani si riversarono nella locale Ambasciata del Perù chiedendo asilo politico per la vita durissima imposta loro dal regime dittatoriale comunista, altro che bella vita cubana.

    A Cuba, ancor'oggi, si giustiziano con la fucilazione persone indiziate di reato senza un regolare processo!
    però, noi, come tanti deficenti, insistiamo ad esaltare la figura del Che, che non solo, ideologicamente parlando, è lontano da noi mille miglia, ma che è stato un grande animale ed assassino....

    Pensiamo ai nostri eroi, non solo a quelli italiani....e lasciamo i topi da fogna come il Che alle zecche...
    Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.

  3. #43
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    Credetemi amici/camerati mi dà un forte senso di dispiacere che qui sul "nostro"forum si rende omaggio al Che...
    Trenta secoli di storia ci consentono di guardare con sovrana pietà talune dottrine d'oltralpe,sostenute dalla progenie di gente che ignorava la scrittura con la quale tramandare i documenti della propia vita nel tempo in cui Roma aveva Cesare,Virgilio e Augusto

  4. #44
    Cuore Nero
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    Testo originale scritto da Padanik
    Che Guevara si battè contro ogni imperialismo, prima contro quello americano, che perdura ancora oggi, e poi contro quello sovietico, e per questo fu abbandonato a se stesso anche dai comunisti che all'epoca erano pressochè tutti filo-russi.
    Pero' non penso che il Che si possa avvicinare alle idee del fascismo 1922-45. Il fascismo classico infatti fu una forza imperialista e fece dell'Imperialismo la sua bandiera. Nel 1936 il Che si sarebbe schierato con l'Etiopia, per intenderci.
    E neppure è paragonabile un Che a una RSI, visto che il Che era si comunitarista e social-nazionale ma detestava e condannava ogni sorta ri razzismo, etnicismo o legge di sangue (una sua nonna era di sangue indios e il Che stesso, piu' di una volta, esalto' il meticciamento come soluzione ai problemi razziali della sua patria, l'America Latina).
    Oggi il che starebbe coi Kurdi e con gli Irakeni, con i Palestinesi, contro l'Apartheid e, ovviamente, contro l'America, ma non penso che si schiererebbe con i movimenti dell'area nazionalpopolare europei.

    condivido pienamente.
    Io do merito senza problemi al CHE di avere fatto anche cose egregie nella sua vita ma rifiuto di identificarlo con la mia idea politica.
    Di sicuro il CHE apprezzerebbe di più il rispetto di un camerata/avversario ideologico che l'uso improprio che i post-comunisti/pacifisti borghesi/sinistra radical chic fa della sua immagine.

  5. #45
    Brigante del 3° Millennio
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    vabbè, salviamo quello che c'è da salvare del Che, ma poi guardiamo agli eroi di casa nostra e siamone fieri. A cominciare da Ettore Muti

    Chi era Ettore Muti e perché fu ucciso? Per gli italiani che oggi navigano sugli ottant'anni la prima domanda è forse superflua, per tutti gli altri certamente no.
    Romagnolo fino al midollo con tutte le caratteristiche della sua gente, spavaldo e generoso, poco colto ma intelligente, indipendente e imprevedibile, coraggiosissimo, visse sempre in prima persona vent'anni della nostra storia senza rifugiarsi in alcun pretesto di diserzione.
    Ardito a sedici anni nella Prima Guerra guerra mondiale, legionario fiumano con d’Annunzio, squadrista fascista in Romagna, ufficiale aviatore nella guerra d'Etiopia, di Spagna e nella seconda guerra mondiale. I vent'anni sono rispecchiati nel suo medagliere: Ordine militare di Savoia, dieci medaglie d'argento, cinque croci di guerra italiane, due tedesche. E due medaglie d’oro una italiana e l’altra spagnola. La guerra di Spagna, che fece tutta dal principio alla fine (fu anche comandante di un battaglione del «Tercio» franchista) fu la sua grande avventura: la motivazione della medaglia d'oro parla di centosessanta azioni di bombardamento, tredici vittoriosi duelli aerei in un anno (e non era pilota di caccia), ma nei due anni e mezzo di quella guerra, coi suo S. 79 che tornava sempre bucherellato da proiettili totalizzò qualcosa come quattrocento azioni di combattimento, con episodi di valore incredibile che purtroppo lo spazio non consente qui di citare.
    Nell'Italia del tardo Ventennio fascista un uomo simile era inevitabilmente destinato agli osanna e agli incensi della retorica pubblica. Erano cose che non poteva soffrire. Ad un amico giornalista che gli chiedeva dati per scrivere un articolo sulle sue gesta rispose: «Vedi di non rompermi le devozioni con queste stupidaggini». Ad un altro che da Ravenna gli annunciava l’apertura di una sottoscrizione per offrirgli un pugnale d'oro da ardito, intimò: «E’ ora di finirla con queste buffonate. Che mi mandino del buon salame, questo sì che lo accetto!».
    Forse anche perché, oltre che un eroe nazionale, era un fascista anomalo per quei tempi, improvvisamente Mussolini lo nominò, nel 1939, segretario nazionale del partito in sostituzione di Starace. Non era un posto per lui. Il partito fascista, cloroformizzato da una troppo lunga consuetudine di potere, si era «seduto» nella burocrazia, nella retorica e nel conformismo.
    Muti tentò invano di risvegliarlo sconvolgendo uomini e situazioni, imprimendo alla sua gestione il piglio disinvolto realistico e disadorno che gli era proprio, senza risparmiare brucianti staffilate ironiche. (Essendosi accorto che tutti intorno a lui erano perlomeno commendatori, tanto brigò che fece nominare commendatore il proprio attendente e lo chiamava cerimoniosamente con tale titolo quando altri erano presenti).
    Non durò molto. Dopo poco più di un anno fu sostituito e il primo ad essere felice fu certamente lui.
    Conosci il prezzo di ogni cosa e il valore di nessuna

  6. #46
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    Testo originale scritto da Sandro
    tratto da "Il Libro Nero del Comunismo" 1998 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. Milano

    Di buona famiglia, nasce a Buenos Aires nel 1928, Ernesto Guevara De La Serna detto "CHE".
    Appassionato di viaggi in motocicletta, gira in lungo e in largo per l'America Latina, conosce luoghi e realtà diverse.
    E' affetto da asma cronica, ma ciò non gli impedisce di laurearsi in medicina agli inizi degli anni '50.
    In Guatemala viene a conoscenza delle precarie condizioni di fame e miseria delle popolazioni sottoposte al Regime di Dittatura Comunista di Jacobo Arbenz.
    A causa dei forti interessi economici degli Stati Uniti in Guatemala, viene inviato un contingente militare statunitense a rovesciare il dittatore. Comincia così un odio smisurato da parte del "che" verso gli Stati Uniti.
    In una notte del 1955, Guevara incontra in Messico un giovane avvocato cubano in esilio che si prepara a rientrare a Cuba, Fidel Castro.
    Subito entrano in sintonia, condividendo gli ideali, il culto dei "guerriglieri" e la volontà di espropriare il dittatore Batista dal territorio cubano.
    Il "che" sbarcherà a Cuba insieme a Fidel e altri guerriglieri in esilio.
    Nel 1956, autonominatosi comandante di una colonna di partigiani, si fa notare per la sua crudeltà e determinazione.
    Nonostante elogi l'odio per le proprietà e per lo "sporco" denaro, sceglie di abitare in una grande e lussuosa casa colonica in un quartiere residenziale a l'AVANA. Impone la povertà forzata alla popolazione mentre lui vive nel lusso più abominevole in cui si possa trovare un comunista. Un ragazzo non ancora ventenne, un guerrigliero della sua unità, rubò per fame un pezzo di pane ad un compagno.
    Senza processo o interrogatorio, Guevara lo fece legare ad un palo e giustiziare mediante fucilazione.
    Nel 1958 riporta la prima "vittoria" sui miliziani del regime di Batista a SANTA CLARA.
    Un treno carico d'armi viene intercettato e bloccato dalla sua unità armata, facendo prigionieri una cinquantina di soldati; in seguito a questa operazione, il dittatore Batista fugge sconfitto e Guevara fu nominato "procuratore" (boia) della prigione della CABANA.
    La popolazione cubana era in festa, non sapevano che i successori di Batista avrebbero portato molto più morti e disperazione che la speranza di una vita migliore!
    L'ufficio in cui esercita Guevara, diventa teatro di torture e omicidi tra i più efferati.
    Secondo alcune stime, sarebbero stati uccisi oltre 20.000 persone, per lo più ex compagni d'armi che si rifiutavano di obbedire e che si conservavano, al contrario del "CHE", democratici e non violenti.
    Nel 1960 il "pacifista" GUEVARA, istituisce un "campo di concentramento" sulla penisola di GUANAHA, dove trovarono la morte oltre 50.000 persone colpevoli soltanto di non condividere i suoi ideali di "PACE E FRATELLANZA"!!!
    Ma non sarà il solo campo, altri ne sorgeranno come a Santiago di Las Vegas dove c'è il campo Arco Iris, nel sud'est dell'isola sorge il campo Nueva Vida, nella zona di Palos si istituisce il campo Capitolo, quest'ultimo è un campo speciale per bambini sotto i 10 anni!
    Se una persona si era resa colpevole di reato a sfondo politico veniva arrestata insieme a tutta la famiglia.
    La maggior parte degli internati veniva lasciata con indosso le sole mutande, le celle non erano mai pulite, si lasciavano a marcire per anni nei propri escrementi in attesa di fucilazione o torture indicibili.
    Successivamente gli fu conferito l'incarico di Ministro dell'Industria e presidente del BANCO NACIONAL, la Banca centrale di Cuba.
    Guevara non perde tempo a mettere in pratica il suo"modello sovietico".

    Pratica sport impensabili per l'economia di Cuba, sia allora che oggi. La vita "comoda" e l'ozio ammorbidiscono il guerrigliero Guevara; mette su qualche chilo e passa il tempo tra un party e le gare di tiro a volo, ma non disdegna la caccia grossa e la pesca d'altura.
    In omaggio a Lenin, chiama il suo primogenito Vladimir.
    Nel suo testamento, da buon allievo della scuola Maoista-Leninista del Terrore, scrive: "AMO L'ODIO, BISOGNA CREARE L'ODIO E L'INTOLLERANZA TRA GLI UOMINI, PERCHE' QUESTO RENDE GLI UOMINI FREDDI, SELETTIVI E LI TRASFORMA IN UNA PERFETTA MACCHINA PER UCCIDERE" .
    Queste parole non vengono da Heinrich Himmler, il fondatore e ideatore delle SS germaniche, bensì dall'uomo che per oltre 30 anni è stato falsamente mitizzato come simbolo di pace e uguaglianza, di amore per il prossimo e di fratellanza.
    Guevara si adopera a diffondere sistematicamente la guerriglia in giro per il mondo, il suo motto: " Creare due, tre, mille Vietnam!"
    Nel 1963 è in Algeria dove si unisce a Dèsirè Kabila, un marxista, grande sterminatore di popolazioni civili.
    Il suo continuo desiderio di diffusione per la lotta armata, lo porta del 1967 in Bolivia dove si allea col Partito Comunista Boliviano ma non riceve alcun appoggio da parte della popolazione locale, nessuno di loro si unisce alla sua unità di guerriglieri.

    Castro concesse a solo 125.000 persone il permesso di lasciare l'isola, permesso dato solo a chi conveniva a lui...
    Fu concesso l'asilo politico agli internati dei manicomi criminali, ai peggiori individui, ai mutilati, ai delinquenti comuni, ai poveri senza fissa dimora, ai barboni, a gente che Castro non considerava esseri umani, a gente a cui diceva di interessarsi molto!
    Castro approfittò della situazione per liberarsi definitivamente di questi rifiuti umani (diceva lui) scaricandoli alla tanto odiata America.
    Oggi, tutto questo orrore continua indisturbato, prima con il "Che" e ora con Fidel. Le torture, i campi di sterminio, le fughe in massa da CUBA, sono all'ordine del giorno!

    Dopo la morte del Che, Fidel Castro ricopriva la carica di massima autorità al governo di Cuba ancora vigente ai giorni nostri. Di tutto questo orrore sopra descritto non si è mai saputo niente di ufficiale fino alla grande fuga del popolo cubano del 1980. Milioni di cubani si riversarono nella locale Ambasciata del Perù chiedendo asilo politico per la vita durissima imposta loro dal regime dittatoriale comunista, altro che bella vita cubana.

    A Cuba, ancor'oggi, si giustiziano con la fucilazione persone indiziate di reato senza un regolare processo!

    oh mio dio!!!

  7. #47
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    Testo originale scritto da ITALIANO
    però, noi, come tanti deficenti, insistiamo ad esaltare la figura del Che, che non solo, ideologicamente parlando, è lontano da noi mille miglia, ma che è stato un grande animale ed assassino....

    Pensiamo ai nostri eroi, non solo a quelli italiani....e lasciamo i topi da fogna come il Che alle zecche...

    sei il figlio di Bondi?

  8. #48
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    Testo originale scritto da vongola
    sei il figlio di Bondi?

    sarai pure un nazimaoista ma sei simpatico

  9. #49
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    Testo originale scritto da Avanguardista
    sarai pure un nazimaoista ma sei simpatico

  10. #50
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    Testo originale scritto da Emiliano
    Il Che era un terzomondista convinto, fidati...
    Da quando in quà terzomondista è sinonimo di immigrazionista o internazionalista?
    Se uno è dalla parte dei popoli deve beccarsi per forza tutto il pattume da calderone multirazziale di cui puzzate??

 

 
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