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Discussione: Koan

  1. #1
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    Predefinito Koan

    Propongo questo topic come piccolo raccoglitore di Koan. Buona meditazione



    Un filosofo chiese a Buddha: "Senza parole, senza le non parole, mi diresti la verità?"
    Buddha mantenne il silenzio.
    Il filosofo si inchinò e ringraziò Buddha dicendo: "con la tua gentilezza compassionevole ho fatto chiarezza sulle mie illusioni e sono entrato nella Via".
    Quando se ne fu andato, il cugino Ananda chiese a Buddha cosa avesse ottenuto.
    Buddha rispose: "un buon destriero scatta persino all’ombra della frusta".


    Kyogen disse: "Lo Zen è come un uomo sospeso per i denti a un albero a picco su un burrone. Le sue mani non stringono nessun ramo, i suoi piedi non poggiano su altre membra, e di sotto l'albero un'altra persona gli domanda Perchè Boddidharma venne in Cina dall'India?
    Se l'uomo non risponde, manca al suo compito; Se risponde, precipita e perde la vita.
    Che cosa deve fare dunque?



    "Un monaco chiese a Joshu, un maestro Zen cinese:
    "un cane ha la natura del Buddha o no?"
    Joshu rispose:
    "Mu"
    (In cinese, mu è il simbolo negativo e significa "nulla o "no").



    Gutei, un Maestro dello Zen, era solito alzare un dito ogni volta che rispondeva alle domande dei suoi discepoli.
    Un giovanissimo discepolo cominciò ad imitarlo, ed ogni volta che qualcuno gli chiedeva di cosa avesse parlato il Maestro quel giorno, il giovane sollevava il dito.
    Gutei venne a conoscenza di questo fatto e un giorno che si imbattè nel ragazzo propio mentre stava facendo quel gesto, lo afferrò per la collottola, tirò fuori un coltello, e gli tagliò il dito di netto.
    Come il ragazzo scappò urlando, Gutei lo chiamò gidando: "Fermati!"
    Il govane si fermò, si voltò indietro e guardò il Maestro con gli occhi pieni di pianto.
    Gutei era li con il dito alzato.
    Allora il giovane automaticamente fece il gesto di sollevare il suo, ma appena realizzò che il dito non c'era più si prostrò ai piedi del maestro.
    E in quell'istante divenne illuminato.


    Un giovane monaco, appena arrivato nel monastero Zen del grande maestro Joshu, chiese di avere un colloquio personale con lui...
    "Maestro, dopo tanto studio e tanti viaggi, eccomi alla fine nel tuo monastero..."
    Disse il monaco: "ti prego, dammi qualche consiglio in modo da pote apprendere al più presto i tuoi insegnamenti, per ottenere l'illuminazione..."
    "Hai mangiato la tua zuppa?" Chiese Il maestro...
    "Sì..." Fu la risposta stupita del monaco.
    "Allora và a lavare la tua ciotola!"



    Una volta, mentre Hakujo teneva delle lezioni di zen, un vecchio vi partecipava non visto dai monaci.
    Alla fine di ogni discorso, quando i monaci se ne andavano, egli faceva altrettanto. Ma un giorno, dopo che essi se ne furono andati, egli rimase e Hyakujo gli disse: chi sei?
    Il vecchio rispose:
    Non sono un essere umano, ma lo ero quando il Buddha Kashyapa predicava in questo mondo.
    Ero un maestro zen e vivevo su questa montagna, a quel tempo, uno dei miei studenti mi chiese se l'uomo illuminato sia soggetto o meno alla legge di causa ed effetto.
    Io gli risposi:
    L'uomo illuminato non e' soggetto alla legge di causa ed effetto.
    Per questa risposta che evidenziava un attaccamento all'assolutezza divenni una volpe per 500 rinascite e sono tutt'ora una volpe. Vorresti salvarmi da questa condizione con le tue parole zen facendomi uscire dal corpo di una volpe?
    Ora lascia che ti chieda:
    L'uomo illuminato è soggetto alla legge di causa ed effetto?
    Hyakujo disse: L'uomo illuminato e'tutt'uno con la legge di casua ed effetto.
    Alle parole di Hyakujo il vecchio fu illuminato.
    "Sono emancipato"disse, rendendo omaggio con un profondo inchino.
    "Non sono più una volpe, ma devo lasciare il mio corpo nel luogo in cui dimoro, dietro a questa montagna, per favore, esegui il mio funerale da monaco."
    Quindi scomparve.
    Il giorno seguente, attraverso il capo dei monaci, Hyakujo diede ordine di prepararsi a partecipare al funerale di un monaco.
    "Nell'infermeria non c'era nessun ammalato" si meravigliarono i monaci...."Che cosa vuol dire il nostro insegnante?"
    Dopo cena Hyakujo guidò i monaci dietro alla montagna.
    Da una caverna, con il suo bastone, tiro' fuori il cadavere di una vecchia volpe e quindi eseguì la cerimonia di cremazione.
    Quella sera Hyakujo fece un discorso ai monaci e racconto' loro questa storia circa la legge di causa ed effetto.
    Obaku, udendo il racconto, chiese a Hyakujo: "Mi sembra di aver capito che molto tempo fa una persona divenne una volpe per 500 rinascite per aver dato un'errata risposta zen, ora vorrei chiedere: se a qulche maestro moderno vengono poste molte domande ed egli da sempre la giusta risposta, che ne sarà di lui?"
    Hyakujo disse: "Vieni quì accanto a me e te lo dirò".
    Obaku si avvicinò a Hyakujo e schiaffeggiò il volto del maestro con la sua mano, poiche'sapeva che questa era la risposta che il suo insegnante intendeva dargli.
    Hyakujo battè le mani e rise a questa dimostrazione di discernimento.
    "Pensavo che un persiano avesse la barba rossa", disse "ed ora conosco un persiano che ha la barba rossa".
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  2. #2
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    Predefinito Rif: KOAN

    Gettan Osho disse, "Keichû, il primo fabbricante di ruote fece un carro le cui ruote avevano cento raggi. Ora, supponete di prendere un carro e di rimuoverne sia le ruote che l'asse. Che cosa avreste?"


    Un monaco chiese a Koyo Seijo, "Daitsu Chisho Buddha sedette in zazen per dieci kalpa e non poté raggiungere la Buddhità. Malgrado il nome, egli non divenne un Buddha. Com’è possibile?"
    Seijo disse, "La tua domanda è piuttosto ovvia".
    Il monaco chiese, "Egli meditò così a lungo; perché non poté raggiungere la Buddhità?"
    Seijo disse, "Perché lui non divenne un Buddha!"


    Seizei disse a Sozan, "Seizei è improvvisamente diventato indigente. Lo sosterrai?"
    Sozan esclamò, "Seizei!"
    Seizei rispose, "Sì, signore!"
    Sozan disse, "Hai bevuto tre coppe del vino più eccellente che c’è in Cina, eppure tu dici che non hai ancora inumidito le tue labbra!"


    Joshu andò al cottage di un eremita e chiese, "C’è il maestro? C’è il maestro?"
    L'eremita alzò il suo pugno.
    Joshu disse, "L'acqua è troppo poco profonda per ancorare qui", e andò via.
    Arrivando al cottage di un altro eremita, lui chiese di nuovo, "C’è il maestro? C’è il maestro?"
    Anche questo eremita alzò il suo pugno.
    Joshu disse, "Libero di dare, libero di prendere, libero di uccidere, libero di salvare", e poi fece un profondo inchino.


    Zuigan Gen Osho chiamava se-stesso ogni giorno, "Maestro!" e rispondeva, "Sì, signore!"
    Poi lui diceva, "Stai sempre sveglio!" e rispondeva, "Sì, signore!"
    "D'ora in avanti, non essere mai ingannato dagli altri!" "No, io non lo sarò!" ù


    Nansen Osho vide i monaci delle sale Orientali e Occidentali che litigavano per un gatto.
    Egli prese il gatto e disse, "Se saprete dare una risposta, salverete il gatto. Se no, io l'ucciderò".
    Nessuno seppe rispondere, e Nansen tagliò il gatto in due.
    Joshu ritornò quella sera, e Nansen gli raccontò dell'incidente.
    Joshu prese i suoi sandali, se li mise sulla testa, e se ne andò fuori.
    "Se tu fossi stato qui, avresti salvato il gatto", rimarcò Nansen.
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  3. #3
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    Predefinito Rif: KOAN

    Tõzan venne a studiare da Unmon. Unmon chiese, "Da dove vieni?" "Da Sato", rispose Tõzan.
    "Dove sei stato durante l'estate?"
    "Beh, ero al monastero di Hõzu, a sud del lago".
    "Quando sei andato via da là?", chiese Unmon.
    "Il 25 Agosto" fu la replica di Tõzan. "Allora ti risparmio sessanta colpi", disse Unmon.
    Il giorno dopo Tõzan andò da Unmon e gli disse, "Ieri tu hai detto che mi risparmiavi sessanta colpi. Ora ti prego di dirmi, dove era la mia colpa?"
    "Oh, tu, sacco di riso!" gridò Unmon. "Cosa vai in giro a vagare, ora ad ovest del fiume, ora a sud del lago?". AlloraTõzan giunse ad una potente esperienza di illuminazione.


    Unmon disse, "Il mondo è enorme e vasto. Perché quando suona la campana indossate il manto fatto con sette-pezzi?"


    Un monaco chiese a Tõzan, "Cos’è il Buddha?"
    Tõzan rispose, "Masagin!" [tre libbre di lino].


    Jõshû chiese a Nansen, "Qual’è la Via?"
    Nansen rispose, "La mente ordinaria è la Via".
    "Come posso fare a trovarla?" chiese Jõshû.
    "Se la cerchi, sarai separato da essa", rispose Nansen.
    "Come posso conoscere la Via se non la cerco?" insistette Jõshû.
    Nansen disse, "La Via non è un fatto di conoscerla o non conoscerla. Conoscere è illusorio; non conoscere è confusione. Quando senza possibilità di dubbio sei realmente arrivato alla vera Via, la troverai tanto vasta ed illimitata come lo spazio esterno. Come si può parlare di essa a livello di giusto e sbagliato?"
    A queste parole, Jõshû giunse ad una realizzazione improvvisa.


    Shõgen Oshõ chiese, "Perché un uomo di grande forza non solleva le sue gambe?"
    E lui disse anche, "non è la lingua con la quale egli parla".


    Un monaco chiese a Fuketsu, "Sia il parlare che il silenzio, hanno il difetto di essere ri [azione interna della mente] o bi [azione esterna della mente]. Come possiamo evitare questi difetti?"
    Fuketsu disse, "Io ricordo sempre la primavera in Kõnan,
    Luogo in cui le pernici cantavano;
    Com’erano fragranti gli innumerevoli fiori!"
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  4. #4
    polixena
    Ospite

    Predefinito Rif: KOAN

    Parlare sempre di zen è come cercare orme di pesce nel letto di un torrente asciutto (Wu Tzu).

    Se sulla via incontri un uomo che sa, non dire una parola, non restare in silenzio! (detto zen)

    Ogni cosa è la stessa; ogni cosa è diversa (Proverbio zen).

    Un monaco chiese a Chao-Chou: “Se viene un povero, che cosa bisognerebbe dargli?”.
    “Non gli manca niente”, rispose il maestro.

    L’illusione fondamentale dell’umanità consiste nel supporre che io sono qui e tu sei lì (Yasutani Roshi).

    .............................

    (forse il primo aforisma è il più adatto in questo luogo)

  5. #5
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    Predefinito Rif: KOAN

    Koan di un antico essere :


    " Aspettavi parole illuminanti?
    Aspettavi solo la tua luce.
    L’hai persa…. nel tuo pensare."


    "Il silenzio delle rovine dell’essere
    il gioco di chi crede in qualcosa
    e perde la meraviglia del nulla."


    "Cerchi il silenzio della mente
    e trovi il rumore dei pensieri.
    Prima di ciò?"

    "Ciò che conosco non è.
    Ciò che sono e penso non è.
    Ciò che non è finalmente è."

  6. #6
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    Predefinito Rif: KOAN

    Koan alchemico:

    Chi vuol non ha,
    Chi sa non può,
    Chi nè vuol nè sa, tutt' ha e può.
    Ultima modifica di Z4rdoz; 15-12-09 alle 18:02

  7. #7
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    Thumbs up Rif: KOAN

    Citazione Originariamente Scritto da Z4rdoz Visualizza Messaggio
    Koan alchemico:

    Chi vuol non ha,
    Chi sa non può,
    Chi nè vuol nè sa, tutt' ha e può.


  8. #8
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    Predefinito Rif: Koan

    Grazie per il contributo donerdarko

    adesso il titolo l'ho modificato io, ma per la prossima volta ti ricordo che in conformità con le norme del sito, i titoli delle discussioni non vanno scritti interamente in maiuscolo (su internet equivale a gridare).

    iaociao:
    ...

    Chi coltiva un pensiero raccoglie un'azione, chi coltiva un'azione raccoglie un'abitudine, chi coltiva un'abitudine raccoglie un carattere, chi coltiva un carattere raccoglie un destino.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Koan

    Citazione Originariamente Scritto da Zed Visualizza Messaggio
    Grazie per il contributo donerdarko

    adesso il titolo l'ho modificato io, ma per la prossima volta ti ricordo che in conformità con le norme del sito, i titoli delle discussioni non vanno scritti interamente in maiuscolo (su internet equivale a gridare).

    iaociao:
    Ok sarò più attento :sofico:

    Segnalo questo sito molto interessante:
    La PORTA senza PORTA
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  10. #10
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    Predefinito Rif: Koan

    Una frase famosa di Pippo che sa tanto di zen:
    "E' strano come una discesa, vista dal basso, somigli tanto a una salita".

    E una genialata di Altan:

    C'est le temps que tu as perdu pour ta rose qui fait ta rose si importante

 

 
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