Propongo questo topic come piccolo raccoglitore di Koan. Buona meditazione
Un filosofo chiese a Buddha: "Senza parole, senza le non parole, mi diresti la verità?"
Buddha mantenne il silenzio.
Il filosofo si inchinò e ringraziò Buddha dicendo: "con la tua gentilezza compassionevole ho fatto chiarezza sulle mie illusioni e sono entrato nella Via".
Quando se ne fu andato, il cugino Ananda chiese a Buddha cosa avesse ottenuto.
Buddha rispose: "un buon destriero scatta persino all’ombra della frusta".
Kyogen disse: "Lo Zen è come un uomo sospeso per i denti a un albero a picco su un burrone. Le sue mani non stringono nessun ramo, i suoi piedi non poggiano su altre membra, e di sotto l'albero un'altra persona gli domanda Perchè Boddidharma venne in Cina dall'India?
Se l'uomo non risponde, manca al suo compito; Se risponde, precipita e perde la vita.
Che cosa deve fare dunque?
"Un monaco chiese a Joshu, un maestro Zen cinese:
"un cane ha la natura del Buddha o no?"
Joshu rispose:
"Mu"
(In cinese, mu è il simbolo negativo e significa "nulla o "no").
Gutei, un Maestro dello Zen, era solito alzare un dito ogni volta che rispondeva alle domande dei suoi discepoli.
Un giovanissimo discepolo cominciò ad imitarlo, ed ogni volta che qualcuno gli chiedeva di cosa avesse parlato il Maestro quel giorno, il giovane sollevava il dito.
Gutei venne a conoscenza di questo fatto e un giorno che si imbattè nel ragazzo propio mentre stava facendo quel gesto, lo afferrò per la collottola, tirò fuori un coltello, e gli tagliò il dito di netto.
Come il ragazzo scappò urlando, Gutei lo chiamò gidando: "Fermati!"
Il govane si fermò, si voltò indietro e guardò il Maestro con gli occhi pieni di pianto.
Gutei era li con il dito alzato.
Allora il giovane automaticamente fece il gesto di sollevare il suo, ma appena realizzò che il dito non c'era più si prostrò ai piedi del maestro.
E in quell'istante divenne illuminato.
Un giovane monaco, appena arrivato nel monastero Zen del grande maestro Joshu, chiese di avere un colloquio personale con lui...
"Maestro, dopo tanto studio e tanti viaggi, eccomi alla fine nel tuo monastero..."
Disse il monaco: "ti prego, dammi qualche consiglio in modo da pote apprendere al più presto i tuoi insegnamenti, per ottenere l'illuminazione..."
"Hai mangiato la tua zuppa?" Chiese Il maestro...
"Sì..." Fu la risposta stupita del monaco.
"Allora và a lavare la tua ciotola!"
Una volta, mentre Hakujo teneva delle lezioni di zen, un vecchio vi partecipava non visto dai monaci.
Alla fine di ogni discorso, quando i monaci se ne andavano, egli faceva altrettanto. Ma un giorno, dopo che essi se ne furono andati, egli rimase e Hyakujo gli disse: chi sei?
Il vecchio rispose:
Non sono un essere umano, ma lo ero quando il Buddha Kashyapa predicava in questo mondo.
Ero un maestro zen e vivevo su questa montagna, a quel tempo, uno dei miei studenti mi chiese se l'uomo illuminato sia soggetto o meno alla legge di causa ed effetto.
Io gli risposi:
L'uomo illuminato non e' soggetto alla legge di causa ed effetto.
Per questa risposta che evidenziava un attaccamento all'assolutezza divenni una volpe per 500 rinascite e sono tutt'ora una volpe. Vorresti salvarmi da questa condizione con le tue parole zen facendomi uscire dal corpo di una volpe?
Ora lascia che ti chieda:
L'uomo illuminato è soggetto alla legge di causa ed effetto?
Hyakujo disse: L'uomo illuminato e'tutt'uno con la legge di casua ed effetto.
Alle parole di Hyakujo il vecchio fu illuminato.
"Sono emancipato"disse, rendendo omaggio con un profondo inchino.
"Non sono più una volpe, ma devo lasciare il mio corpo nel luogo in cui dimoro, dietro a questa montagna, per favore, esegui il mio funerale da monaco."
Quindi scomparve.
Il giorno seguente, attraverso il capo dei monaci, Hyakujo diede ordine di prepararsi a partecipare al funerale di un monaco.
"Nell'infermeria non c'era nessun ammalato" si meravigliarono i monaci...."Che cosa vuol dire il nostro insegnante?"
Dopo cena Hyakujo guidò i monaci dietro alla montagna.
Da una caverna, con il suo bastone, tiro' fuori il cadavere di una vecchia volpe e quindi eseguì la cerimonia di cremazione.
Quella sera Hyakujo fece un discorso ai monaci e racconto' loro questa storia circa la legge di causa ed effetto.
Obaku, udendo il racconto, chiese a Hyakujo: "Mi sembra di aver capito che molto tempo fa una persona divenne una volpe per 500 rinascite per aver dato un'errata risposta zen, ora vorrei chiedere: se a qulche maestro moderno vengono poste molte domande ed egli da sempre la giusta risposta, che ne sarà di lui?"
Hyakujo disse: "Vieni quì accanto a me e te lo dirò".
Obaku si avvicinò a Hyakujo e schiaffeggiò il volto del maestro con la sua mano, poiche'sapeva che questa era la risposta che il suo insegnante intendeva dargli.
Hyakujo battè le mani e rise a questa dimostrazione di discernimento.
"Pensavo che un persiano avesse la barba rossa", disse "ed ora conosco un persiano che ha la barba rossa".






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iaociao:
