Un paese di 50 milioni di elettori e 60 milioni di abitanti ha una carta su cui sono scritte delle regole comuni: valori fondanti, schema istituzionale, poteri e competenze.
Un giorno un uomo che rappresenta 17 di questi 50 milioni inizia a dire che vuol cambiare le regole e dall'estero attacca tutti i poteri rappresentanti quella carta di regole comuni.
Lo fa per scampare ai suoi processi.
E' plausibile che i 33 milioni di cittadini che non l'hanno votato possano essere preoccupati dalla modifica delle regole su cui si basa la Repubblica?
E' plausibile che parte di essi sia infastidita dalla tracotanza di chi vuole imporre con la prepotenza il suo controllo assoluto su tutti i meccanismi dello Stato?
Stante il fatto che odiare non è reato, come dovrebbero rispondere questi cittadini? Quale forme usare per farsi sentire senza creare uno scontro frontale?
A me pare che si voglia creare un clima tale da sfruttare politicamente la situazione, ma è ben presto per capire gli sviluppi




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