Unione/ Mezza squadra di Prodi è già fatta.
Metà squadra è già fatta. Ora per Romano Prodi, "il candidato che ha maggiori possibilità di sconfiggere Berlusconi", come ha dichiarato ad Affari lo stesso Professore, manca soltanto un dettaglio: vincere le elezioni politiche. Berlusconi in ripresa e proporzionale (sempre che al Senato passi) permettendo. Subito dopo le primarie dell'Unione, l'ex presidente della Commissione Europea potrà dedicarsi a convincere gli italiani a mandare a casa il Cavaliere, senza preoccuparsi dei ministeri del nuovo, eventuale, governo di Centrosinistra.
Come risulta dalle interviste realizzate da Affari agli altri candidati, infatti, i posti chiave sono già assegnati. La 'senzavolto' Simona Panzino ha prenotato il ministero dell'Interno, poltrona dalla quale chiuderà subito tutti i Cpt, segnando una rottura totale con la gestione di Beppe Pisanu. Rivoluzione in vista anche in Via XX Settembre. Altro che Enrico Letta o Pierluigi Bersani, al posto di Tremonti si è candidato Alfonso Pecoraro Scanio. Il presidente dei Verdi è convinto così di "poter dare un contributo per innovare questo Paese".
L'ex pm Antonio Di Pietro non ha dubbi: "Dopo l'esperienza di Castelli alla Giustizia è evidente che uno non può fare il tuttologo". Di fatto, il leader dell'Italia dei Valori si sente già con un piede in Via Arenula. Più cauto Clemente Mastella, il quale si limita a dire: "Deciderà il partito se entrerò nel governo". Ma vista la sua priorità numero uno, il Mezzogiorno, una bella delega per il Sud sembra già pronta per il numero uno dell'Udeur. A reclamare una poltrona nell'esecutivo è anche l'outsider Ivan Scalfarotto, "se venissi chiamato non mi tirerei indietro". E, visto che la sua carta d'identità recita Londra alla voce residenza, sembra perfetto per la Farnesina. L'unico a chiamarsi fuori dalla squadra di Prodi è Fausto Bertinotti. Il segretario di Rifondazione Comunista non ha dubbi: io al governo? "Non ci tengo, né ci tesi mai. C'è anche una ragione anagrafica che mi consiglia di non farlo".
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