pizzoccheri, e' catalogabile come pasta?


pizzoccheri, e' catalogabile come pasta?


Comunque gli antichi pastai di Gragnano in provincia di Napoli sanno effettivamente fare la pasta, ho visto un servizio in Tv una volta, sono dei veri maestri in questa arte, quella si che è pasta trafilata al bronzo!Testo originale scritto da pensiero
e la De Cecco?


E il prezzemolo?Testo originale scritto da pensiero
arrivo da via or ora per leggere sta scemata....gli spaghetti li mangio AGLIO OLIO PEPERONCINO![]()


![]()
IO SONO UN LINGUINISTA NATO


Testo originale scritto da Nanths
avrei detto che preferivi gli spaghi con la pummarola![]()
![]()
![]()
Fai lo spiritoso perchè non hai mai mangiato gli spaghetti con la pummarola vera, la pummarolella del Vesuvio, quella del ppiennolo, quella col pizzo. Vieni a Napoli ad assaggiarla e capirai perchè i napoletani veraci vanno pazzi per gli spaghetti (o le linguine) con la pummarolella (rigorosamente del piennolo, non il pachino che è dolciastro e acquoso, o peggio ancora i pomodoroni roma: tutt'al più possiamo tollerare il San Marzano..., ma quello autentico), l'aglio e una 'ntecchia di peperoncino.
Chiedilo al mio amico Aguas che ha aperto un 3d sulla pummarolella del Vesuvio...


Una delle produzioni più caratteristiche dell’area del Vesuvio, come della Costiera Amalfitana, sono i pomodorini da serbo “col pizzo”, detti anche spongilli o piennoli (“pendoli”) per l’abitudine di appenderli alle pareti o ai soffitti, riuniti in grappoli (schiocche) e legati con cordicelle di canapa. Sono piccoli pomodori (20-25 grammi) dalla forma a ciliegia, che si distinguono dagli ormai famosi pomodorini di Pachino per la presenza di squadrature laterali vicino al picciolo e di una punta, un “pizzo”, all’estremità. La buccia è spessa e resistente, la polpa soda e compatta, povera di succo, prosciugata dal sole che splende sui terreni aridi del vulcano. Si seminano in marzo-aprile e maturano tra luglio e agosto, ma l’antico procedimento di conservazione prevede che li si raccolga a grappoli interi all’inizio dell’estate per conservarli, appesi in locali ventilati, fino all’inverno o addirittura alla primavera successiva. Così, per molti mesi, si possono condire i pesci, le pizze e le paste della tradizione campana con una “pummarola” straordinariamente saporita.
da www.slowfood.it


Per me è la migliore, dopo la pasta Garofalo. La sua qualità giustifica il prezzo decisamente alto.Testo originale scritto da pensiero
e la De Cecco?
La De Cecco la considero un pizzico sotto la Garofalo perché non è ruvida come quella. Anche la qualità della farina è inferire.
Ma tra le paste di ampia commercializzazioe sicuramente è la migliore, perché la Garofalo ha una diffusione limitata.
La peggiore è la Barilla, senza dubbio.


http://www.latini.com/it/index.php
Magari i Senatore Cappelli, cucinati col cipollotto da Aimo...