"Ulivo, cinque anni di buon lavoro'', così titola la resuscitata "Unità'' del 13 aprile il servizio sulla presentazione del "Rapporto Italia'': centosessanta pagine fitte fitte di grafici e di cifre su cinque anni di "centro-sinistra'' al governo redatto dai gruppi parlamentari e presentato in pompa magna nella sala del Cenacolo di Roma dal premier Giuliano Amato, dal suo predecessore Massimo D'Alema e dai candidati premier e vice premier Francesco Rutelli e Piero Fassino.
Cifre false e manipolate là dove vantano di aver ridotto la disoccupazione quando in realtà ciò che è stata ridotta all'osso è l'occupazione stabile e a salario pieno a vantaggio del precariato e della sottoccupazione. Cifre vere quando vantano il record delle privatizzazioni e di aver imposto una politica sociale di stampo privatistico e familista.
Ciò che ha fatto o tentato di fare il polo di Berlusconi e Fini negli otto mesi del suo governo è ben noto all'elettorato di sinistra e non occuperemo qui spazio ad elencarlo. Meno noto è che in questi cinque anni i quattro governi di "centro-sinistra'' (Prodi, D'Alema, D'Alema-bis e Amato), col sostegno dei falsi partiti comunisti PRC e PdCI, si sono macchiati di misfatti che nemmeno i governi democristiani avrebbero avuto il coraggio di compiere.
Ne elencheremo gli atti più rilevanti senza la pretesa di essere esaustivi, ma solo allo scopo di dimostrare che ciò che sono stati capaci di fare a danno delle masse lavoratrici, popolari, femminili e giovanili e del Sud è degno dei peggiori governi di destra.
Si tenga presente che il governo Prodi, appoggiato anche dal PRC, è stato in carica dal 17.5.96 al 20.10.98; il governo D'Alema dal 21.10.98 al 21.12.99; il governo D'Alema-bis dal 22.12.99 al 17.4.00; il governo Amato è stato in carica dal 28.4.00 alla primavera del 2001.




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