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  1. #21
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    Predefinito 1996-2001 .

    "Ulivo, cinque anni di buon lavoro'', così titola la resuscitata "Unità'' del 13 aprile il servizio sulla presentazione del "Rapporto Italia'': centosessanta pagine fitte fitte di grafici e di cifre su cinque anni di "centro-sinistra'' al governo redatto dai gruppi parlamentari e presentato in pompa magna nella sala del Cenacolo di Roma dal premier Giuliano Amato, dal suo predecessore Massimo D'Alema e dai candidati premier e vice premier Francesco Rutelli e Piero Fassino.
    Cifre false e manipolate là dove vantano di aver ridotto la disoccupazione quando in realtà ciò che è stata ridotta all'osso è l'occupazione stabile e a salario pieno a vantaggio del precariato e della sottoccupazione. Cifre vere quando vantano il record delle privatizzazioni e di aver imposto una politica sociale di stampo privatistico e familista.
    Ciò che ha fatto o tentato di fare il polo di Berlusconi e Fini negli otto mesi del suo governo è ben noto all'elettorato di sinistra e non occuperemo qui spazio ad elencarlo. Meno noto è che in questi cinque anni i quattro governi di "centro-sinistra'' (Prodi, D'Alema, D'Alema-bis e Amato), col sostegno dei falsi partiti comunisti PRC e PdCI, si sono macchiati di misfatti che nemmeno i governi democristiani avrebbero avuto il coraggio di compiere.
    Ne elencheremo gli atti più rilevanti senza la pretesa di essere esaustivi, ma solo allo scopo di dimostrare che ciò che sono stati capaci di fare a danno delle masse lavoratrici, popolari, femminili e giovanili e del Sud è degno dei peggiori governi di destra.
    Si tenga presente che il governo Prodi, appoggiato anche dal PRC, è stato in carica dal 17.5.96 al 20.10.98; il governo D'Alema dal 21.10.98 al 21.12.99; il governo D'Alema-bis dal 22.12.99 al 17.4.00; il governo Amato è stato in carica dal 28.4.00 alla primavera del 2001.

  2. #22
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    In Origine Postato da kingzorc
    Se ti postavo un articolo di Vespa o di Feltri nn ti sarebbe andato bene,percio cosa di meglio di un articolo di amici tuoi??!!!se nn sai cosa rispondere ti capisco...effettivamente nn puoi dire molto di piu di cio che hai postato....
    io non ho mai condiviso certe prosizioni estremiste, mi stupisco che lo faccia chi si riconosce nella destra ...

  3. #23
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    UNA POLITICA ECONOMICA E FINANZIARIA FEROCEMENTE ANTIPOPOLARE
    Per sostenere l'entrata dell'Italia nell'Euro e la competitività del capitalismo italiano in Europa e nel mondo, i governi di "centro-sinistra'' non hanno esitato a torchiare all'inverosimile i lavoratori .
    In cinque anni fra leggi finanziarie e manovre aggiuntive sono stati estorti alle masse ben 148 mila miliardi di lire fra maggiori entrate e tagli alla spesa sociale, assistenziale, sanitaria e previdenziale. Senza contare i continui rialzi delle tariffe controllate che hanno pesato enormemente sui bilanci familiari per servizi e beni di prima necessità come acqua, luce, gas, telefono, fognature, rifiuti. Inoltre, in base al federalismo fiscale, non si contano più i balzelli locali finanche le addizionali Irpef per regioni e comuni introdotte proprio in questi anni.
    Al contrario, generosi sono stati i regali alle imprese e ai padroni: dalla proroga del condono previdenziale, all'introduzione della Dual income tax (Dit) che riduce le tasse alle imprese, agli incentivi alla rottamazione delle auto, agli sgravi fiscali e alle agevolazioni per le imprese che decidono di investire al Sud.
    In questo quadro e nel quadro della cancellazione dello "Stato sociale'' e della privatizzazione dei servizi sociali, si possono annoverare anche le misure via via assunte dai vari governi di "centro-sinistra'' a favore del "terzo settore'', nonché quelle misure volte ad agevolare la previdenza integrativa che stenta a decollare attraverso agevolazioni fiscali e lo scippo del Tfr, ossia delle liquidazioni.

  4. #24
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    IL RECORD DELLE PRIVATIZZAZIONI
    I governi di "centro-sinistra'' hanno realizzato il non meritevole record mondiale delle privatizzazioni superando di gran lunga la Gran Bretagna della Thatcher e di Blair. In cinque anni quasi tutte le più importanti aziende pubbliche sono state svendute ai privati creando montagne di profitti, almeno 110.000 "esuberi'', cioè lavoratori licenziati o in via di licenziamento e soprattutto la perdita del controllo da parte dello Stato di importanti servizi come l'energia, le telecomunicazioni, i trasporti.
    Uno dei primi atti del governo Prodi è stata la privatizzazione della terza e ultima tranche di azioni dell'Ina (21.6.96). A seguire, la terza e ultima tranche dell'Imi. Poi è stata la volta della Stet, con lo scorporo e la vendita della Seat, la società che gestisce le "pagine gialle''. Il PRC prima si dice contrario, poi si allinea alla maggioranza. La Stet viene successivamente incorporata nella Telecom il cui pacchetto azionario pubblico viene messo in vendita nell'ottobre '97.
    Intanto, nel luglio '96, si dà attuazione alla privatizzazione dei servizi pubblici locali attraverso la costituzione di società per azioni in cui i Comuni possono partecipare solo con quote minoritarie. Il 21 aprile '99, il governo D'Alema approva un disegno di legge che privatizza definitivamente i servizi pubblici locali. Tutte le aziende municipalizzate (ossia aziende speciali e i consorzi gestiti direttamente dai comuni) che erogano in regime di monopolio acqua, gas, elettricità, trasporti urbani, rifiuti urbani vengono trasformate in "imprese''.
    è poi la volta dell'Iri, i cui pezzi più pregiati Alitalia, Autostrade, Finmeccanica, Fincantieri e Aeroporti di Roma vengono a uno a uno messi sul mercato, fino alla sua liquidazione che avviene il 28 giugno 2000.
    Il 16 aprile '97 viene privatizzato l'Istituto San Paolo di Torino. Il 16 gennaio '98 viene approvato il decreto legislativo che liberalizza il commercio abolendo licenze e regole di orario. Viene poi liberalizzata la telefonia fissa (16.2.98) e l'energia elettrica che porterà in breve tempo (il 25.10.99) alla privatizzazione dell'Enel.
    Il decreto legislativo del 19.5.00 mette fine al monopolio dell'Eni sul gas.
    La legge sulla Tv (legge Maccanico) approvata anche con il voto del PRC, che peraltro ha fatto salve le reti di Berlusconi, va nel senso della privatizzazione della Rai. Passi decisivi sono stati compiuti anche verso la privatizzazione delle Ferrovie (decreto del 27.3.98) e dell'Ente Poste trasformato in Spa il 16.1.98.
    D'Alema arriva anche a vendere i beni demaniali ai privati, fra cui il Foro italico e lo Stadio olimpico.

  5. #25
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    SELVAGGIA LIBERALIZZAZIONE DEL "MERCATO DEL LAVORO'' E ATTACCO AI DIRITTI SINDACALI
    Oltre ai regali fiscali e alle privatizzazioni i governi di "centro-sinistra'' hanno portato in dono ai capitalisti la piena liberalizzazione e privatizzazione del "mercato del lavoro'' all'insegna della famigerata "politica dei redditi'', del "patto sociale'' e del supersfruttamento.
    Si inizia il 24 settembre 1996, quando governo, confederazioni padronali e vertici sindacali siglano un "patto sul lavoro'' in continuità e andando oltre l'accordo del 23 luglio '93 di Amato che cancellava la scala mobile e inaugurava la "politica dei redditi''. Il "patto'' di Prodi prevede flessibilità sul lavoro e sui salari, lavoro precario, "lavori socialmente utili'', "salario d'ingresso'', "contratti d'area'', contratti formazione-lavoro, lavoro in affitto (interinale), estensione dell'apprendistato a tutti i settori, stage, la privatizzazione del collocamento, sgravi fiscali e previdenziali alle aziende.
    A distanza di pochi mesi, il 18 giugno '97, viene approvata la legge Treu, con i voti del PRC, che sulla base del "patto'' sancisce la completa deregolamentazione del "mercato del lavoro'' e la sua progressiva privatizzazione.
    Nello stesso quadro il 1• ottobre 1998 viene approvato il decreto legislativo per l'istituzione dell'Agenzia "Sviluppo Italia'' che nella sostanza liberalizza e deregolamenta il "mercato del lavoro'' al Sud.
    Nel frattempo viene privatizzato il collocamento (decreto legislativo del 23.12.97 e decreto attuativo del 13.5.98).
    Nel luglio '98, in barba alla promessa sulla riduzione dell'orario di lavoro a 35 ore, viene prorogato e peggiorato il regime degli straordinari attraverso un decreto governativo.
    Il 28 novembre 1998 viene approvata la "riforma'' dei "Lavoratori socialmente utili''. Gli Lsu vengono trasformati in strumenti attivi del "mercato del lavoro'', ossia viene istituzionalizzato il lavoro nero, precario e sottopagato.
    Il 22 dicembre 1998 viene siglato un nuovo "patto sociale'', il cosiddetto "patto di Natale'', fra governo D'Alema, associazioni padronali e sindacati sempre all'insegna della flessibilità e del supersfruttamento.
    La mannaia del governo si abbatte sul pubblico impiego, anche in virtù della controriforma federalista Bassanini della pubblica amministrazione. Si inizia col blocco delle assunzioni e delle liquidazioni per sei mesi nel pubblico impiego stabilito nella finanziaria '97. Poi il primo accordo governo-sindacati del 12.3.97 introduce la flessibilità selvaggia e le "gabbie salariali''. I contratti della sanità e della scuola vengono chiusi all'insegna della privatizzazione del rapporto di lavoro. Il 10 agosto 2000 viene firmato l'accordo governo-sindacati che introduce nel pubblico impiego persino il lavoro temporaneo e interinale.
    Il 24 aprile 2000 viene approvato un decreto legislativo sullo status di disoccupato che costringe i disoccupati ad adattarsi totalmente alle leggi del mercato capitalistico.
    In una simile politica antioperaia e antisindacale non poteva mancare l'ennesimo attacco al diritto di sciopero con l'approvazione definitiva il 4 aprile 2000 di una nuova legge antisciopero nei "servizi pubblici essenziali'', che peggiora quella fascista del 1990. Un'approvazione favorita dalla rinuncia all'ostruzionismo parlamentare da parte del PRC.
    Peraltro, il disprezzo del diritto di sciopero e dei diritti sindacali dei lavoratori era già stato mostrato in particolare dal governo D'Alema allorché fu siglato il patto con i padroni e il sindacato che cancellava di fatto il diritto di sciopero durante il giubileo, le precettazioni dei ferrovieri e del personale di volo, nonché il rifiuto di costituirsi in giudizio contro i referendum liberticidi, antioperai e antisindacali dei radicali, poi fortunatamente falliti.

    CANCELLATO LO "STATO SOCIALE''
    I governi di "centro-sinistra'' hanno dato dei colpi mortali allo "Stato sociale'' cancellando di fatto il diritto universale alla salute, all'assistenza e alla previdenza pubbliche e attuando una politica privatizzatrice e di stampo familista.
    Già nel giugno '97 si apre la trattativa fra governo, sindacati e Confindustria sulla "riforma'' dello "Stato sociale'' con l'obiettivo di tagliare la spesa sociale e la partecipazione dello Stato alla gestione della previdenza, della sanità, dell'assistenza e del "mercato del lavoro''.
    I primi risultati sono l'accordo governo-sindacati sulle pensioni del 1• novembre 1997 per completare e accelerare la controriforma Dini e il maxiemendamento alla finanziaria '98, con tagli strutturali alla spesa sociale, che viene definitiva una vera e propria "riforma''.
    Il 27 marzo 1998, un decreto legislativo introduce l'Ise (Indicatore della situazione economica), ossia il cosiddetto "riccometro'' che cancella l'universalità del diritto alla sanità, alla previdenza, all'assistenza e all'istruzione. Sulla stessa scia e in base allo stesso criterio, il 3 novembre 1998 il governo vara anche il "sanitometro'' con i voti del PRC.
    Il 12 giugno 1998 viene introdotto il "reddito minimo di inserimento'', un'elemosina che prefigura uno "Stato sociale'' residuale e dei poveri.
    Alla fine del '98 prende avvio, con il voto favorevole del PRC, anche la "riforma'' delle locazioni con la quale il governo liberalizza il mercato degli affitti e cancella l'"equo canone''.
    Fra il '99 e il 2000 giungono in porto altri provvedimenti fondamentali all'insegna della privatizzazione dei servizi e del familismo neofascista e cattolico ormai sposati indissolubilmente dal "centro-sinistra''.
    Il 9 marzo '99 viene approvato il disegno di legge che cancella l'asilo nido pubblico. Il 18 giugno '99 viene approvata la controriforma della sanità elaborata dalla Bindi che peggiora all'insegna della privatizzazione, aziendalizzazione e regionalizzazione le "riforme'' precedenti.
    L'8 marzo 2000 viene definitivamente approvata dal parlamento la legge sui congedi parentali che a ragione viene definita la prima legge organica di stampo familista. Infine, il 18 ottobre 2000, viene approvata dal parlamento la legge quadro sull'assistenza che dà l'ultimo colpo demolitore allo "Stato sociale'' e al diritto universale ai servizi sociali e all'assistenza privatizzandoli e scaricandoli sulla famiglia e le donne.

  6. #26
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    SCUOLA E UNIVERSITA' DELLA SECONDA REPUBBLICA
    Particolarmente solerti sono stati i governi di "centro-sinistra'' nel completare e accelerare l'attuazione delle controriforme scolastica e universitaria.
    Si parte con il decreto del 25 luglio '96 che legalizza e generalizza il numero chiuso per gli accessi all'università già previsto nella legge 341/90.
    Con la "riforma'' Bassanini della Pubblica amministrazione viene concessa l'"autonomia scolastica''. Nel novembre '96, prende il via la "riforma'' degli esami di Stato che sarà varata definitivamente nell'autunno '98.
    La scuola della seconda repubblica prende completamente volto nei primi mesi del 2000 quando arrivano in porto la legge quadro sul "riordino dei cicli scolastici'' (approvata definitivamente il 2.2.2000) che penalizza i figli del popolo, ripristina l'avviamento al lavoro e asserve la scuola direttamente ai capitalisti, e la legge sulla "parità scolastica'' (approvata definitivamente il 2.3.2000) da sempre invocata dalla destra e dal Vaticano, che equipara le scuole private a quelle pubbliche.
    Il decreto Zecchino del febbraio 2000 e il decreto attuativo del regolamento sull'"autonomia didattica'' dell'agosto 2000 completano invece la controriforma universitaria inaugurata nel '90 da Ruberti.

  7. #27
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    Predefinito Re: Re: Vero programma...e adesso nn scherzo...

    In Origine Postato da Curioso
    Devi postare gli articoli integralmente, o almeno riportare i link, e soprattutto citare sempre le fonti.

    Altrimenti sei inattendibile, come il tuo signore e padrone Berlusconi, banana....
    Ovviamente ha postato frammentucoli di informazioni strumentalizzate per dimostrare quello che voleva lui...

    ...tipico Bananas.

    Io la memoria la ho lunga... lunghissima... mi ricordo come si campava nel 2000 e come si campa oggi ed aivoglia a dare la colpa all'11 settembre...
    ...mi ricordo anche, nel 1994, il Marco a 1250 lire sulla Lira, e lo stesso Marco sotto "quota mille" nel 1996.
    Sai quando una moneta è attaccata dalla svalutazione? Quando la finanza nazionale è uno schifo e c'è spazio per attaccarla.
    Hanno fatto manovre da 70 mila miliardi?
    Ci hanno tolto dal lago di merda in cui Craxi prima e Berlusconi poi ci stavano sprofondando.
    Ci hanno dato anni di buon andamento economico come il 1998, il 1999, il 2000...
    ...purtroppo poi la chemioterapia non ha tolto il cancro che è dovuto tornare nel 2001 ad ammorbarci e risprofondarci con deficit a quota 110% !!!!

    E quando nel 2007 sarà necessaria una mega manovra da 50 miliardi di euro, o forse 60, ci verrete a dire che tagliamo e aumentiamo le tasse, mentre la colpa è di chi dal 2001 al 2005 ha rubato e mangiato il pane che gli Italiani avevano messo da parte, come quelli che negli anni '80 rubarono di tutto di più e sono riusciti a scampare la forca che avrebbero meritato ad Hamamet !!!

  8. #28
    morena
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    In Origine Postato da Malik
    IL RECORD DELLE PRIVATIZZAZIONI
    I governi di "centro-sinistra'' hanno realizzato il non meritevole record mondiale delle privatizzazioni superando di gran lunga la Gran Bretagna della Thatcher e di Blair. In cinque anni quasi tutte le più importanti aziende pubbliche sono state svendute ai privati creando montagne di profitti, almeno 110.000 "esuberi'', cioè lavoratori licenziati o in via di licenziamento e soprattutto la perdita del controllo da parte dello Stato di importanti servizi come l'energia, le telecomunicazioni, i trasporti.
    Uno dei primi atti del governo Prodi è stata la privatizzazione della terza e ultima tranche di azioni dell'Ina (21.6.96). A seguire, la terza e ultima tranche dell'Imi. Poi è stata la volta della Stet, con lo scorporo e la vendita della Seat, la società che gestisce le "pagine gialle''. Il PRC prima si dice contrario, poi si allinea alla maggioranza. La Stet viene successivamente incorporata nella Telecom il cui pacchetto azionario pubblico viene messo in vendita nell'ottobre '97.
    Intanto, nel luglio '96, si dà attuazione alla privatizzazione dei servizi pubblici locali attraverso la costituzione di società per azioni in cui i Comuni possono partecipare solo con quote minoritarie. Il 21 aprile '99, il governo D'Alema approva un disegno di legge che privatizza definitivamente i servizi pubblici locali. Tutte le aziende municipalizzate (ossia aziende speciali e i consorzi gestiti direttamente dai comuni) che erogano in regime di monopolio acqua, gas, elettricità, trasporti urbani, rifiuti urbani vengono trasformate in "imprese''.
    è poi la volta dell'Iri, i cui pezzi più pregiati Alitalia, Autostrade, Finmeccanica, Fincantieri e Aeroporti di Roma vengono a uno a uno messi sul mercato, fino alla sua liquidazione che avviene il 28 giugno 2000.
    Il 16 aprile '97 viene privatizzato l'Istituto San Paolo di Torino. Il 16 gennaio '98 viene approvato il decreto legislativo che liberalizza il commercio abolendo licenze e regole di orario. Viene poi liberalizzata la telefonia fissa (16.2.98) e l'energia elettrica che porterà in breve tempo (il 25.10.99) alla privatizzazione dell'Enel.
    Il decreto legislativo del 19.5.00 mette fine al monopolio dell'Eni sul gas.
    La legge sulla Tv (legge Maccanico) approvata anche con il voto del PRC, che peraltro ha fatto salve le reti di Berlusconi, va nel senso della privatizzazione della Rai. Passi decisivi sono stati compiuti anche verso la privatizzazione delle Ferrovie (decreto del 27.3.98) e dell'Ente Poste trasformato in Spa il 16.1.98.
    D'Alema arriva anche a vendere i beni demaniali ai privati, fra cui il Foro italico e lo Stadio olimpico.
    le privatizzazioni delle municipalizzate sono una vera porcheria!!!

  9. #29
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    In Origine Postato da morena
    le privatizzazioni delle municipalizzate sono una vera porcheria!!!
    Cavolo le privatizzazioni erano la cosa che la destra al tempo lodava più di tutte!!
    Fossero stati loro al governo avrebbero venduto anche il Colosseo (e c'è chi nella CdL l'ha proposto... )

  10. #30
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    Pensate alla privatizzazione delle "Poste Italiane" piuttosto...
    ...ieri erano dello Stato, di tutti gli Italiani...
    ...sapete di chi sono oggi?

    Beh... potrebbero chiamarsi "Poste Arcorensi" diciamo...

 

 
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