ospedale = mammane?Originally posted by Caterina63
è come il pedofilo che non violenta il bambino..dice......."mica gli ho fatto male"!! ed è vero...disse un giorno lo psichiatra.ha ragione quel pedofilo perchè NON si rende conto del male che ha fatto......e capitano casi in cui la violenza fisica NON c'è, ma la violenza c'è stata...
cosa voglio dimostrare? che lo stesso dicasi per quei medici incoerenti che dovrebbero SALVARE LE VITE CHE DECONO NASCEERE e pensare anche alla situazione mentale della ragazza di 13 anni che si presenta da loro e dice" mia madre non deve sapere nulla...." e il medico scrupoloso: "Non ti preoccupare, non lo saprà nessuno"......
e così si uccide UNA VITTIMA INNOCENTE.....e si uccide un pezzo di anima della donna che lo è diventata non mettendo al mondo una vita, ma PARTORENDO UN ABORTO.......
eliminiamo l'aborto clandestino....certo, peccato che non sono poche le ragazze di 14-16 anni che in fondo hanno abortito in una sorta di clandestinità senza far sapere nulla ai genitori.e mentendo a sè stessi e ai genitori dove credete arriveranno queste giovani DONNE BRUCIATE?
Cosa succedeva prima del 1978 alle 14enni che abortivano nella clandestinità?
Molte di loro morivano.
Fino al 1975 l’aborto era in Italia ancora una pratica illegale: uno degli ultimi Paesi europei a considerarlo un reato. Ciò non significava, ovviamente, che di aborti non ne avvenissero: anzi, le donne italiane, già svantaggiate da una legislazione punitiva nei confronti della contraccezione, quando incappavano in una gravidanza non voluta si dovevano rivolgere clandestinamente alle famigerate “mammane”, praticone senza scrupoli che, con mezzi assolutamente non idonei e in cambio di un lauto compenso, “risolvevano il problema”, talvolta al prezzo della vita della donna stessa.
Nel 1975 una sentenza della Corte Costituzionale stabiliva finalmente la «differenza» tra un embrione e un essere umano e sanciva la prevalenza della salute della madre rispetto alla vita del nascituro.
Il 22 maggio 1978 veniva approvata la “storica” legge 194, con la quale si riconosceva il diritto della donna ad interrompere, gratuitamente e nelle strutture pubbliche, la gravidanza indesiderata. In essa venivano stabilite politiche di prevenzione da attuarsi presso i consultori familiari: purtroppo, era anche ammessa la possibilità di non operare per il medico che avesse sollevato obiezione di coscienza.
Contro questa legge vennero avviate tre raccolte di firme per indire altrettanti referendum: una da parte dei Radicali (che ne chiedevano una modifica in senso ancor più ampio), e due da parte del cattolico Movimento per la Vita (una per un’abrogazione “minimale”, una per l’abrogazione totale). Quest’ultimo verrà poi dichiarato inammissibile dalla Corte Costituzionale.
Nella notte tra il 28 e il 29 dicembre, al pronto soccorso dell’ospedale S. Camillo di Roma due sacerdoti entrano nel nosocomio, facendosi largo con la forza tra il personale, allo scopo di bloccare un intervento urgente per l’interruzione della gravidanza di un’altra tredicenne, regolarmente ricoverata con l’autorizzazione del giudice tutelare: per allontanarli occorre l’intervento delle guardie giurate.
Il 7 febbraio 2000 l’abate di Subiaco, dalle colonne dell’Osservatore Romano, chiede di sospendere le interruzioni di gravidanza per tutto il periodo giubilare.
Nell’aprile 2000 in una scuola di Bolzano una professoressa di religione porta in classe dei feti di plastica, in presenza di esponenti di un’organizzazione antiabortista, costringendo le alunne a giurare sulla loro castità presente e futura.
in Scozia la Chiesa è arrivata a finanziare bambine dodicenni affinché portassero avanti la gravidanza.
Negli Stati Uniti i cristiani sono perfino scesi nell’illegalità: i medici abortisti sono oramai vittime di continue intimidazioni (basta dare un’occhiata al sito “Operation Rescue”, dove se ne vantano pure, per farsene un’idea), e l’equiparazione dell’aborto a un assassinio ha spinto diversi facinorosi ad assaltare le cliniche dove viene, legalmente, praticata l’interruzione di gravidanza. Diversi medici stati addirittura assassinati o feriti in questo modo: i casi sono talmente numerosi che la NAF (National Abortion Federation) redige periodici «bollettini di guerra» nei quali si contano le vittime. Queste statistiche sono disponibili anche on line sul loro sito (selezionare Clinic violence).
Nel febbraio 2003, in Nicaragua, una bambina di nove anni, stuprata e rimasta incinta, ha potuto essere sottoposta a interruzione di gravidanza solo segretamente: l'arcivescovo di Managua - il cardinale Miguel Obando y Bravo - ha prima premuto perché portasse avanti la gravidanza, per scomunicare in seguito i medici abortisti, chiedendone inoltre l'incarcerazione.
Come giudichi questi fatti?




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