Questo il sunto della riforma apparso su "La Repubblica":
PREMIER
Diventa premier il candidato della coalizione che vince le elezione
Per l’insediamento non c’è più bisogno del voto di fiducia
Il premier determina (e non più dirige) la politica del Governo
Nomina e revoca i ministri. Ha il potere di chiedere al Capo dello Stato di sciogliere le Camere
PARLAMENTO
I componenti della Camera scendono a 518 (da 615) dei quali 18 eletti dagli italiani all’estero
I senatori saranno 252, eletti in ciascuna regione contestualmente ai rispettivi collegi
ITER DELLE LEGGI
La Camera discute e approva le leggi in materi riservate allo Stato (ad esempio politica estera, immigrazione, sicurezza, politica monetaria)
Il Senato ha 30 giorni per imporre modifiche ma è la Camera che decide in via definitiva.
Al Senato spetta la competenza primaria sulle materie concorrenti, cioè riservate sia allo Stato sia alle Regioni.
CAPO DELLO STATO
Scioglie le Camere ma solo su richiesta del Premier, questo potere, di fatto, gli viene tolto
Rappresenta l’Unità “federale” della Repubblica
L’età per essere letto è 40 anni
FEDERALISMO
Alla regioni passa la legislazione esclusiva su:
assistenza ed organizzazione sanitaria, organizzazione scolastica, defiinizione dala parte dei programmi scolastici di interesse specifico della regione, polizia amministrativa regionale e locale
Se il Governo ritiene che una legge regionale pregiudichi l’interesse nazionale ne può promuovere l’annullamento
CORTE COSTITUZIONALE
I giudici sono 15 come nell’assetto attuale, ne cambia la fonte di nomina:
7 dal parlamento (4 dal Senato e 3 dalla Camera)
4 dal presidente della Repubblica
4 sono eletti dai magistrati
Io tutto sto' menar il can per l'aia non l'ho capito. Fatta salva la sezione per il federalismo (qualcuno mi spieghi, per favore, che vuol dire programmi scolastici di interesse specifico della regione) che poi messa così non è neanche troppo atroce visto che l'ultima parola, alla fine, spetta al parlamento nazionale.
Mi spiace quasi che ci sarà un referendum confermativo, immaggino promosso da un/quinto dei parlamentari come richiesto dalla Carta e che boccerà il tutto perchè in questo tipo di referendum non è necessario il quorum.




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