Due distinte operazioni di polizia e carabinieri in Calabria
La prima legata alle indagini per la morte di Antonio Dragone
'Ndrangheta, arresti per omicidio boss
fermato traffico internazionale di cocaina
La droga veniva dal Sudamerica, arrivava in Italia e da qui veniva smistata anche in altri Paesi europei. Tutto sotto la conduzione della cosca di Africo
REGGIO CALABRIA - Due operazioni contro la 'ndrangheta sono state condotte stamane da polizia e carabinieri in Calabria, a pochi giorni dall'omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Fortugno. La prima si è conclusa con un'ordinanza di custodia cautelare e alcuni provvedimenti di fermi in relazione all'omicidio del boss Antonio Dragone, di 62 anni, assassinato a Cutro il 10 maggio del 2004 a colpi di bazooka. Mentre l'altra operazione ha portato alla scoperta di un vasto traffico di cocaina, con riflessi anche su alcuni condizionamenti elettorali nel
comune di Bruzzano Zeffirio: oltre 40 gli arresti, non solo in Calabria ma anche in altre regioni italiane e all'estero.
L'operazione dei carabinieri. L'operazione contro il narcotraffico è stata invece condotta dai carabinieri del Ros di Reggio Calabria, ed è diretta contro un'organizzazione dedita al traffico internazionale di cocaina. Con i Ros hanno lavorato le polizie di Spagna, Olanda, Francia, Belgio e Serbia Montenegro.
Nel corso delle indagini i carabinieri del Ros hanno scoperto un vasto flusso di cocaina proveniente dal Sud America e diretto in Italia. L'organizzazione era guidata dalla cosca della 'ndrangheta di Africo il cui capo è Giuseppe Morabito, detto 'u tiradrittu, arrestato l'anno scorso dopo anni di latitanza.
Per l'acquisto della cocaina in Sud America, secondo quanto si è appreso, gli esponenti della 'ndrangheta avevano costituito un cartello con i trafficanti stranieri di cocaina. La droga, dopo il suo arrivo in Italia, veniva esportata anche in altre nazioni europee.
L'operazione della polizia. Le indagini che hanno portato all'operazione della polizia di questa mattina, contro alcune cosche del Crotonese, hanno permesso di fare luce sull'omicidio di Dragone, ucciso alla periferia di Cutro il 10 maggio del 2004. Dragone viaggiava a bordo di un'autovettura blindata che venne speronata dall'auto dei sicari, che poi esplosero numerosi colpi di arma da fuoco contro il presunto capo dell'omonima cosca. Del delitto sono accusati Giovanni Abramo, 29 anni, e Pietro Ciampà, 34 anni, destinatari di due delle sette ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Dda di Catanzaro. La polizia sta anche eseguendo, in Calabria ed in Emilia Romagna, cinque perquisizioni domiciliari.
L'operazione, denominata "Grande Drago", è stata eseguita da personale della squadra mobile di Crotone, Bologna, Catanzaro e Reggio Emilia: infatti sono stati anche individuati i presunti autori di numerose estorsioni compiute ai danni di imprenditori emiliani.
Armi sequestrate
Numerose armi sono state trovate e sequestrate dai carabinieri nel corso di alcune perquisizioni compiute nei confronti di persone residenti nel nord dell'Italia e ritenute vicine agli ambienti della 'ndrangheta calabrese.
(21 ottobre 2005)




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