Sgonfiare i SUV. Il caso dei “degonflé” francesi
«Madame, monsieur, la sua “macchina da guerra” inquina in media due volte più di un veicolo leggero classico, aumentando le emissioni di CO2 (242 grammi di CO2 per chilometro in media per un 4x4 nuovo contro 146 grammi per una grossa berlina) e di conseguenza il numero di malattie respiratorie nei soggetti più deboli (persone anziane e bambini). Questo fuoristrada, concepito per la guerra, è stato sfortunatamente adattato alle nostre città. Nell’ultimo semestre del 2004, le vendite di questo tipo di veicolo sono aumentate del 20%. In un incidente che coinvolge un 4x4, i pedoni e i ciclisti vedono le loro possibilità di sopravvivenza diminuire di tre volte. Di conseguenza noi procediamo alla copertura parziale del Suo debito di ossigeno liberando quello che si trova nei suoi pneumatici».
Questo è l’originale volantino che viene messo sul parabrezza delle SUV dai “degonflé”, un gruppo paraecologista che contesta lo status symbol di un’auto (il SUV) che riunisce in sé tre clichés negativi: non è per tutte le tasche (può arrivare a costare anche 100.000 euro), ha una forma voluminosa, arrogante ed arrembante, e inoltre inquina come una fabbrica di coke della rivoluzione industriale. Non è un caso che proprio il SUV stia soppiantando la un tempo corteggiatissima madame Kompressor decappottabile come status symbol dell’arricchito semi-Vip di mezza tacca.
La forma di lotta dei “degonflés”, per chi ancora non l’avesse capito, consiste nell’avvicinarsi nottetempo a uno di questi bisonti stradali, fissare un adattatore per pompe di bicicletta agli ugelli delle 4 ruote e sgonfiarle lentamente in modo da non far partire l’antifurto e mettere il volantino della propria organizzazione sul tergicristallo. Attenzione: essi sgonfiano le gomme senza tagliarle, altrimenti è danneggiamento.
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