SEGNALI SINISTRI


Sabato scorso, a Torino, una chiesa è stata profanata da studenti democratici. Nessun giornale ne ha parlato, eccetto “L’Avvenire”, quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana. Non una parola si è levata. Anzi, solo fastidio se qualcuno lo faceva presente. Il sindaco di quella città si è lamentato contro chi ha stigmatizzato i fatti e non contro i sacrileghi. Inoltre ha affermato che non c’è fretta di parlare del fatto in sede di consiglio comunale. I teppisti hanno imbrattato le mura settecentesche della Chiesa del Carmine con scritte minacciose tipo: “Nazi-Ratzinger” oppure “Con le budella dei preti impiccheremo Pisanu”. I no-global hanno insultato e spintonato i partecipanti alla Messa vespertina del sabato, hanno lanciato petardi e fumogeni all’interno della Chiesa e, tutti insieme hanno urinato sul portale.
Non si possono e non si devono sottovalutare i fatti di Torino. Perché gli orrori di questi giorni sono il cancro stesso dell’Italia. Quelle scritte apparse sui muri della Chiesa del Carmine, la profanazione avvenuta tra il terrore dei fedeli e con le cosiddette forze dell’ordine che assistevano senza muovere un dito sono spia di una violenza grave, diffusa e, purtroppo, sottovalutata e incompresa. Nelle stesse ore di quello scempio nel capoluogo piemontese gli squatter occupavano l’università ottenendo dal rettore le chiavi dei locali, imbrattando muri e dileggiando e distruggendo le bacheche di alcuni movimenti cattolici con scritte ancora più eloquenti di quelle lasciate sulla Chiesa del Carmine. Tra le tante, una che inneggiava alla pillola abortiva che, proprio a Torino, si stà sperimentando come atto di sfida, per invitare la Chiesa ad “abortire” Ratzinger. Di fronte a questi comportamenti e, addirittura, alla connivenza di istituzioni pubbliche irresponsabili e complici disposte a sfruttare squatters e black blocks per una personale battaglia contro il decreto del ministro Moratti sulla formazione universitaria c’è da restare allibiti per le reazioni alla camomilla delle istituzioni che, forse, in una sorta di nuova edizione della strategia della tensione tanto cara ai padri massoni della attuale maggioranza, spera di guadagnar voti da un’opinione pubblica spaventata dalle violenze della sinistra radical-libertina. Questi atteggiamenti machiavellici non meritano pietà né comprensione: non si gioca con il fuoco né con le nostre chiese!
Mentre a Torino si orina in libertà sui portoni delle chiese, si tirano petardi sui fedeli e si soffoca la libertà di culto dei cattolici, a Bologna gli squadristi di Bertinotti assaltano il comune reo di voler applicare la legge anche a coloro che da decenni la violano impunemente. Ieri, a Roma, altri fuochi di velleitaria guerriglia operata da minorenni inebetiti dalle canne sono divampati in centro.
Non possiamo nasconderci che un fuoco ormai divampa e non lo fa per combustione spontanea: la sinistra avventurista soffia sul fuoco, la destra machiavellica lascia fare sperando che la gente si spaventi e la voti nuovamente nonostante il bilancio fallimentare del suo governo.
Entrambi questi parassiti sbagliano i loro calcoli; il popolo non rinnoverà la fiducia a un centrodestra mafioso e i profanatori di chiese e aggressori di fedeli non avranno via libera.

FORZA NUOVA IN PIAZZA IN DIFESA DEGLI ITALIANI
FORZA NUOVA-ALTERNATIVA SOCIALE ALLE URNE PER GOVERNARE