28 ottobre..al di là della solita retorica nostalgica..ricordiamo un uomo vero,coerente e fedele alla propria idea fino alla morte.Volutamente dimenticato,ma si sa,come diceva Dostoevskij:"Solo gli sciocchi diventano qualcosa".
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MARIO GRAMSCI , fratello del più noto e celebrato Antonio (da morto, perché in vita ebbe anche lui le sue disavventure con i compagni comunisti) Mario fu nominato federale della Federazione fascista di Varese subito dopo la Marcia su Roma. Fu un Italiano autentico ed un valoroso combattente in Africa orientale e in Africa settentrionale, dove si guadagnò decorazioni al V.M. Preso prigioniero dagli alleati anglo-americani venne portato in Australia. Qui, essendosi rifiutato di collaborare con il nemico , venne confinato in un campo di punizione insieme ad altri irriducibili. Il duro trattamento ricevuto e la lunga prigionia minarono fortemente la sua salute. Rientrò in Italia gravemente malato e morì poco dopo a soli 52 anni. Essendo morto da mussoliniano - da socialista nazionale - convinto, il P.C.I. fece sparire a suo tempo, lettere, scritti e persino il ricordo. Lo ricordiamo noi ai pochi italiani mentalmente sopravvissuti alla barbarie mediatica affinché lo onorino, ma lo indichiamo anche, come esempio di coerenza, ai numerosi cialtroni versipelle del nostro cosiddetto paese.


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