Formulo una domanda semplice e non provocatoria: il Partito democratico quali idee e quali programmi secondo voi dovrebbe portare avanti? In altre parole come dovrebbe caratterizzarsi?


Formulo una domanda semplice e non provocatoria: il Partito democratico quali idee e quali programmi secondo voi dovrebbe portare avanti? In altre parole come dovrebbe caratterizzarsi?
Il Partito Democratico secondo me dovrà essere un Partito che dovrà ispirarsi all'Ulivo in ambito nazionale e al PSE a livello europeo...In origine postato da willy
Formulo una domanda semplice e non provocatoria: il Partito democratico quali idee e quali programmi secondo voi dovrebbe portare avanti? In altre parole come dovrebbe caratterizzarsi?
Le idee basi sono quelle di un società libera e democratica, giusta...
Riprendo un post di danny per dire quali idee, secondo me, il Partito Democratico dovrebbe portare avanti....In origine postato da danny78
Una società dove la libertà sia garantita a tutti sino a quando la libertà dell'uno non lede quella dell'altro.
Una società dove gli studi siano gratuiti dall'asilo alla università e dove quindi a tutti (dal figlio del netturbino al figlio del medico) sia garantito il Diritto allo studio.
Una società dove sia possibile la libera iniziativa e dove la proprieta privata sia sacrosanta ed intoccabile.
Una società dove tutti i lavoratori abbiano dei diritti chiari, scritti, ed inviolabili, dove nessuno possa licenziare senza giusta causa ma dove il lavoratore debba fare il suo lavoro in modo onesto e quindi punendo imprenditori e lavoratori disonesti.
Una società dove l'assistenza sanitaria sia gratuita (veramente) per le fasce povere e mediobasse, e gradualmente diventi a pagamento passando alle fasce piu alte di reddito.
Una società dove ci sia una tassazione quasi inesistente per i redditi piu bassi, e via via crescendo con il crescere del reddito.
mi accontenterei di questi punti..anche se ce ne sarebbero altri.
voi invece?
28 Ottobre 2005
L'appuntamento dei riformisti
di Piero Fassino - La Repubblica
Caro direttore,
dopo il 16 ottobre nulla può restare come prima. Quei 4 milioni e 300 mila cittadini, infatti, ci consegnano due domande non eludibili.
La prima è una domanda di partecipazione.
Le primarie dimostrano che quando i partiti e la politica si aprono alla società, i cittadini rispondono. Adesso, di fronte ad una legge elettorale a liste bloccate che non consentirà agli elettori di scegliere gli eletti, è tanto più necessario individuare forme – dalle primarie a grandi assemblee di eletti e elettori – che consentano ai cittadini di concorrere alla scelta dei candidati a incarichi istituzionali e politici. E sarebbe una buona cosa se l´Unione adottasse criteri e regole in vista delle elezioni del 2006.
La seconda è una forte domanda di unità.
E la risposta è non solo consolidare sempre di più l´Unione intorno a un programma di governo, ma soprattutto rimettere in moto il progetto dell´Ulivo per dare al centrosinistra quella forte guida riformista necessaria non solo a vincere le elezioni, ma a governare. Se questo è l´obiettivo, risulta evidente che l´Ulivo non può essere solo un accordo elettorale. L´Ulivo deve essere un progetto politico: la costruzione di un soggetto – lo si chiami pure "Partito Democratico" purché sia riformista e progressista – che crei anche in Italia una forza che per ruolo politico, radicamento sociale e consenso elettorale assolva alla stessa funzione assolta da tempo in Europa da altri grandi partiti riformisti e progressisti.
D´altra parte così fu concepito l´Ulivo già nel ´96. Così furono pensate la Lista Uniti nell´Ulivo del 2004 e del 2005 e la Federazione dell´Ulivo. Oggi, sulla spinta forte delle primarie, quel progetto può riprendere con la scelta che sta maturando di presentare la Lista dell´Ulivo alla Camera dei Deputati, affiancata dalle liste di partito al Senato. Una lista dell´Ulivo, certo fondata sull´intesa tra Prodi, i DS e la Margherita, ma aperta ad altre forze politiche, a soggetti sociali e culturali e ai cittadini interessati al progetto riformista.
Ma per essere credibile occorre fin da ora indicare anche passi successivi. In primo luogo i gruppi parlamentari unici dell´Ulivo alla Camera e anche al Senato. Poi l´avvio di un "processo costituente" che potrebbe avere tre punti di innesco: una Fondazione culturale dell´Ulivo che metta insieme l´esperienza e l´attività dei centri studi e di ricerca dei partiti; una Rivista dell´Ulivo, come strumento di confronto e di socializzazione politica e culturale; un´attività di formazione politica comune.
Tutte scelte che consentirebbero di far crescere valori, progetti, obiettivi comuni. E che si dovranno rivolgere non solo a coloro che già militano nei partiti, ma anche a quell´ampio "popolo delle primarie" del 16 ottobre.
In questo scenario si può anche affrontare con equilibrio il rapporto tra Ulivo e appartenenze europee dei partiti tenendo conto di almeno tre fatti:
1) dopo che il Ppe si è trasformato da partito dei democristiani a partito dei conservatori, forze riformiste di ispirazione cristiana sono in via di riposizionamento;
2) il Pse e tutti i suoi partiti hanno avviato riflessioni coraggiose su come rinnovare il modello sociale europeo e l´esperienza del welfare socialdemocratico;
3) sempre più spesso si realizzano – sia nel Parlamento europeo, sia in coalizioni di governo – convergenze tra socialisti, liberaldemocratici, popolari progressisti, verdi che iniziano a configurare anche in Europa un campo di centrosinistra. Se è così, la scelta dei partiti dell´Ulivo non è quella di abbandonare ciascuno i rispettivi campi, ma al contrario ciascuno di operare nella propria famiglia politica perché – così come in Italia con l´Ulivo – anche in Europa i riformisti si incontrino e realizzino una crescente convergenza e un´azione comune.
Per realizzare l´insieme di questi obiettivi è necessaria una grande convinzione e determinazione. E l´abbandono di ogni furbizia come, ad esempio, l´accreditare un presunto atteggiamento di "freno" dei Ds.
Vale la pena di ricordare che quando Prodi nel 2003 propose la Lista dell´Ulivo per le elezioni europee, i Ds dissero subito sì. Nonostante che se si fosse votato con lista di partito i Ds sarebbero risultati il primo partito italiano, visto che in quella stessa domenica del 2004 nelle elezioni provinciali i Ds ottennero oltre il 20%.
Non solo, ma i Ds si batterono con Prodi perché la Lista Uniti nell´Ulivo fosse riproposta alle Regionali. E se si riuscì a presentare quella lista in 9 regioni su 14 fu grazie alla disponibilità dei Ds che accettarono che si facesse la Lista Unitaria in tutte le regioni "rosse" e invece si presentassero liste di partito là dove altri ritenevano di avere maggiori consensi.
Non solo, ma all´indomani dello straordinario successo delle Regionali fummo i primi a dire "andiamo con la Lista dell´Ulivo anche nel 2006". Ci fu chiesto di non insistere.
E, infine, anche nelle Primarie l´impegno dei Ds è stato totale e generoso, come si può facilmente evincere dal fatto che ovunque i Ds hanno la maggiore forza elettorale lì ci sono state le più alte percentuali di partecipazione e i più alti consensi per Prodi.
Tutto questo l´abbiamo fatto con assoluta convinzione. E oggi siamo pronti a camminare con Prodi, con la Margherita e con quanti vorranno misurarsi con questa appassionante sfida. Ai nostri amici chiediamo soltanto di avere la nostra stessa determinazione e generosità.


Beh, ma che significa?? L'Ulivo mica rappresenta un ideale, essendo stato prima il nome di un'alleanza tra diverse forme politiche, con statuti e obiettivi differenti, e poi un espediente elettorale atto a dare a Prodi una casa. Conciliare Mussi e De Mita e' impossibile, e i DS, avendo una base elettorale molto piu' ideologizzata dei democristiani, perderanno molto dovessero optare di perseguire la strategia del partito unico. Per quanto riguarda il riferimento europeo, non mi pare che il PSE incarni le idee di Marini e compagnia.In origine postato da Lampo
Il Partito Democratico secondo me dovrà essere un Partito che dovrà ispirarsi all'Ulivo in ambito nazionale e al PSE a livello europeo...
Le idee basi sono quelle di un società libera e democratica, giusta...


Ovviamente si tratta di un cartello elettorale obbligato, vista la nuova legge, per trovare una dimora al Mortadella, dopo il "suffragio" primario... dopodiché, naturalmente, ognuno per conto suo...
Il Partito Democratico non si formerà subito, ci vorrà tempo.....In origine postato da matteomatteo
Beh, ma che significa?? L'Ulivo mica rappresenta un ideale, essendo stato prima il nome di un'alleanza tra diverse forme politiche, con statuti e obiettivi differenti, e poi un espediente elettorale atto a dare a Prodi una casa. Conciliare Mussi e De Mita e' impossibile, e i DS, avendo una base elettorale molto piu' ideologizzata dei democristiani, perderanno molto dovessero optare di perseguire la strategia del partito unico. Per quanto riguarda il riferimento europeo, non mi pare che il PSE incarni le idee di Marini e compagnia.
Anche la collocazione nel PSE richiederà tempo....


partito democratico cristiano...
ideologo de mita.
ds spariti.![]()
In origine postato da alemaggia
partito democratico cristiano...
ideologo de mita.
ds spariti.![]()
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capirai... ha preso la costituzione e l`ha citata: in una parola DOVREBBE essere per la difesa di questa costituzione repubblicana, ma i suoi leader erano e sono tutt`ora pronti a sedersi per sconvolgerla. la liberta` privata poi, per come l`ha detta, e` piu` da neo-con che da democratico (socialista?). ma per piacere...In origine postato da Lampo
Riprendo un post di danny per dire quali idee, secondo me, il Partito Democratico dovrebbe portare avanti....