Vero, e infatti non me la prenderei mai con un giapponese, la cui cultura riconosce all'animazione un'altra connotazione semiotica, ma con gli americani, la cui cultura ha questa consapevolezza, e ciò nonostante perseverano in questo uso improprio.Originally posted by CTALIMC
Cmq questo implicherebbe che chiunque, in qualunque parte del mondo, dovesse tenere conto dei risvolti che un suo prodotto potrebbe avere sulla cultura del luogo...
Rischieremmo la paralisi creativa...
Se Tizio o Caio producono qualcosa di consono alla cultura nella quale sono nati e cresciuti mi pare sufficiente... poi sta a chi importa questo prodotto valutare la leicità e l'opportunità dello stesso...
Oltretutto, se ci fai caso, le produzioni giapponesi hanno un chiaro timbro espositivo realistico, viceversa, consideriamo sempre i Simpson a mo' di esempio, mantengono un timbro affabulatorio, denunciando così il fatto che si sta mutuando un vocabolario infantile, piegandolo ad altre finalità, qui la malafede.




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e vai a farti una buona camminata nei boschi.
