Gistiniano con la U ehOriginally posted by DRAKONIS
Quante battute schiocche
Gistiniano con la U ehOriginally posted by DRAKONIS
Quante battute schiocche


Non per fare per l’ennesima volta l’avvocato dell’Islam, ma in realtà il noto islamista Sergio Noja scrive:Originally posted by Napoléon I
Nemmeno lo si paragoni con situazioni tipo schiavi cristiani in terre mussulmane, o schiavi negri, in piantagioni di cotone.
“Ordinariamente la condizione di schiavo fra i musulmani non ha quel carattere di durezza e inumanità frequente nell'Impero Romano o nelle piantagioni d'America; dai dati concordi forniti dai viaggiatori e scrittori può arguirsi che in molti casi gli schiavi occupavano nelle famiglie musulmane una posizione di confidenza e di privilegio comparabile a quella dei vecchi servitori nelle antiche famiglie nobili europee."
(da: “Detti e Fatti del Profeta dell’Islam”. Segue una dettagliata trattazione della legge islamica sugli schiavi)
Mi sembra anche altamente opinabile dire che l’istituto (legittimo ma non certo necessario, e quindi auspicabilmente abrogabile) della schiavitù sia “consigliabile in una società cattolica”. Mi sembra che il messaggio di Cristo e della Chiesa vada in tutt’altra direzione, soprattutto se teniamo conto che San Paolo, dopo aver ribadito nella Prima Epistola ai Corinzi la legittimità della schiavitù, invitava però Filemone a liberare il suo schiavo Onesimo.
Del tutto fuori luogo, se mi è concesso, anche il paragone della schiavitù con certe dinamiche lavorative moderne come i trasferimenti d’azienda, o con l’istituto dei lavori forzati. Che si tratti di cose ben diverse è talmente evidente che mi stupisco perfino che ci sia bisogno di farlo presente; anzi, mi stupisco che Napoleon abbia potuto scrivere una cosa del genere, visto che generalmente scrive per il forum degli articolo assai apprezzabili.
Un saluto,
Talib
“Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”
Proverbio arabo
Il riferimento al trasferimento d'azienda, voleva essere un paragone non alla schiavitù in se, quanto piuttosto al concetto di cessione di un rapporto di lavoro, inteso patrimonialmente come bene. Infatti la polemica verteva su una mala interpretazione dello scritto di Pio IX, quasi che egli volesse consentire la vendita di persone, mentre invece consentiva la vendita di rapporti. E' più che ovvio che la situazione sia diversa, purtroppo alcuni frequentatori hanno equivocato anche questa banalissima osservazione.
l'istituto della schiavitù, dal mio punto di vista, è però assai compatibile col concetto di lavoro forzato. La differenza è semmai rispetto a quale utilizzatore vada il rapporto di lavoro. Nei lavori forzati, essendo inseriti in un contesto penale, giacchè il titolare dell'esecuzione penale è solo lo Stato, è appunto lo stato. Nella Schiavitù comunemente intesa, in genere è un privato.
Tuttavia, se analizziamo il motivo storico per cui (almeno nell'antichità classica) esisteva la schiavitù, esso è riconducibile a poche principali fattispecie: i debiti, alcuni reati e la prigionia di guerra.
Anche in questo caso vi è una analogia tra l'esecuzione di una pena e la messa in schiavitù.
Reinterpretata in termini moderni, e secondo l'insegnamento della Chiesa, potrebbe esistere una forma moderna di schiavitù.
Comminata sempre come pena, nella forma di lavoro obbligatorio (nei limiti degli orari fissati dai CCNL), per la redenzione di un debito insolvibile, a vantaggio del creditore (qualora il patrimonio sia inservibile), oppure come supplemento al carcere, nel caso di reati che comportino l'essere privati della libertà.
Nel primo caso, tuttavia, dovrebbe riguardare il solo rapporto di lavoro, e non la persona. Il creditore, avrebbe diritto pertanto ad essere risarcito col lavoro, anzichè col denaro, se esso dovesse essere mancante, ma nessun diritto gli spetterebbe sulla sfera personale. Uno "schiavo" libero in tutto, eccezion fatta che sulla discrezionalità del rapporto di lavoro (che è dunque obbligatorio), fino all'estinzione del debito.
In America, i giudici in certi casi obbligano a svolgere mansioni lavorative, come pene.
Per questo, io ho fin dall'inizio preferito utilizzare espressioni come lavoro obbligatorio, per definire il mio pensiero, piuttosto che schiavitù, perchè più in linea col pensiero di Pio IX, e più rispondente alla mia idea, che non è proprio una schiavitù in senso classico.
Questa mia scelta mi ha procurato solo accuse. Evidentemente si può esprimere un pensiero libero, solo bestemmiando, adulando l'omosessualità, e dicendo male della Chiesa, come altri forumisti ci hanno ben insegnato.
Non è affatto necessario, come bene fai notare. E' tuttavia lecito.
Su ciò che è lecito, è possibile dibattere. Io ho detto la mia opinione. Ti ringrazio per i complimenti, sperando di avere appianato qualche dubbio.
E' evidente che si riferisse solo ad alcuni aspetti del trasferimento d'azienda,la tua è una evidente forzatura,che non ha alcuno scopo di dialogo,perchè l'unica critica l'hai mossa de contestualizzando due frasi. Nulla di sostanziale.Fumo.
e tu all'endura hai mai pensato?
Originally posted by DRAKONIS
Il ripetere non fa mai male.
Come giustamente si fa notare con la frase:"....cessione di un
rapporto di lavoro, inteso patrimonialmente come bene...", si cede il RAPPORTO E' NON IL LAVORATORE (quando scrivo in maiuscolo è solo per evidenziare e vale per sempre ), nel tanto decantato, nonchè ILLECITO moralmente e non, rapporto di lavoro coatto che rientra a pieno titolo nella SCHIAVITU' non cedi il rapporto di lavoro ma IL LAVORATORE, più SCHIAVITU' di così.
Si era stati molto chiari dicendo che si cedeva il lavoro umano...non la PERSONA....
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Si è parlato di due tipi di schiavitù,il primo condannabile (che considera oggetto l'intero essere umano,e che,tra l'altro,si trasmette di padre in figlio) e uno non condannabile,nel quale si considera oggetto il lavoro umano(simile ad un lavoro forzato in carcere).Rileggiti la discussione.Originally posted by DRAKONIS
Si è molto chiari scrivendo che si tratta di SCHIAVITU'.


la schiavitù è una sola:
dicesi schiavitù la condizione di chi è soggetto a un padrone, che può disporre della vita e dei beni di lui
Il tuo problema è il nome?? se ti da fastidio che entrambi gli istituti vengano chiamati "schiavitù" li cambiamo con nomi che ti piacciono di più.Il fatto che in un dato contesto storico il nome abbia assunto connotati negativi non deve offuscare il giudizio razionale.Originally posted by DRAKONIS
Per Arjuna.
Forse non mi hai capito, mi preme sottolineare come ben fai nel dire:"Si è parlato di due tipi di schiavitù...", che si tratta sempre di SCHIAVITU' entrambe non sono giustificabili ed IMMORALI ed ILLECITE. Gira e rigira e su vuoi rigira ancora di SCHIAVITU' si parla, ed è (a parere mio) anche immorale che si giustifichi.
Lungi da me inanellare una polemica di dubbio gusto sul catarismo e le sue stupide pratiche. Al massimo ti consigliavo di procurarti l'effetto che l'endura, alla lunga, provoca, tutto lì.Originally posted by DRAKONIS
rif:"e tu all'endura hai mai pensato?"
Noto che da "teologastro"(visto il tuo continuo gettare discredito) sai anche usare il termine endura e sai cosa significa, peccato che abbia un Tuo significato per il quale non sei lontanamente degno di poterne parlare.
-Sei andato a cercare altrove, ed ho capito perchè hai voluto usarLo e ne hai parlato, non T preoccupare però se vuoi da furbetto di tre cotte, chiedi direttamente al sottoscritto non ad altri o facendo ricerche; ovviamente hai usato la parola "Endura" per screditare alla luce del presente forum la mia parola(sapendo benissimo che sarei intervenuto) sappi che avrei potuto evitare. Bernardo Guy docet vero? Avrai letto anche il Malleus Maleficarum, e magari vorresti riutilizzarlo?-
Chiudi qui il discorso in merito.
Attieniti al Topic.
Si è molto chiari scrivendo che si tratta di SCHIAVITU'.