5 novembre 2005
Pubblichiamo il messaggio Barbara Debernardi, Sindaco di Condove in Valle di Susa, inviato alla terza Assemblea nazionale degli Enti locali in corso a Bari.
Cari colleghi,
sono il sindaco del comune di Condove, Valle di Susa, in provincia di Torino.
Comune che da alcuni anni aderisce alla Rete dei comuni solidali, una rete che ad oggi conta oltre duecento comuni, medio piccoli, da tutta Italia.
La Rete dei comuni si occupa di cooperazione decentrata, ma funziona come rete anche come scambio di informazioni per nuove pratiche, e in alcuni casi scambio di solidarietà e partecipazione. Questo è uno dei casi.
Nei giorni scorsi la Valle di Susa dopo anni di colpevole silenzio da parte dei media, si è finalmente guadagnata spazio nelle cronache nazionali per i gravissimi episodi accaduti sulle pendici del Rocciamelone, in occasione del tentato avvio dei lavori preparatori della linea ad Alta Velocità Torino-Lione che si vorrebbe imporre al nostro territorio.
Come forse sapere tale opera, democraticamente e pacificamente contestata dalle comunità locali, dagli enti istituzionali, da un'ampia e diversificata componente della società civile e da tantissimi cittadini, rappresenterebbe per i nostri territori un irreversibile danno ambientale, al quale si dovrebbe affiancare un altrettanto pesante danno economico e al quale, soprattutto, si assommerebbe un ben più grave danno alla salute ed alla vita di questa e delle future generazioni.
L'impegno a tutelare pienamente la vivibilità di un territorio rappresenta per gli amministratori un dovere morale prima ancora che un dovere civile o politico.
Tale impegno, in quasi quindici anni di mobilitazione, non è mai stato considerato delegabile, ma dagli amministratori della Valle e dai cittadini è sempre stato considerato compito da vivere in prima persona e da condividere con tutti coloro che mettono al primo posto non il profitto a tutti i costi, non il progresso che calpesta l'uomo, ma la tutela della persona. E questa ovviamente non può prescindere dalla tutela dell'ambiente.
Lunedì scorso si è verificato l'ennesimo, grave tentativo di forzatura della volontà popolare e della volontà degli Amministratori del territorio, che in questi anni hanno votato decine di delibere di contrarietà ad una nuova linea ad Alta Velocità.
Con un dispiegamento di polizia degno di uno stato in assetto di guerra, con mille poliziotti in tenuta antisommossa, il Governo ha tentato di occupare i terreni sui quali si sarebbero dovuti svolgere alcuni sondaggi geologici propedeutici all'opera.
Ha trovato ad opporsi a questa autentica forzatura i sindaci, con la fascia tricolore e i gonfaloni dei loro Comuni e tantissimi cittadini pacifici e determinati, che hanno resistito passivamente, ma testardamente, per tutta la lunga giornata, sopportando cariche di polizia e manganellate.
Ad oggi il Comune oggetto di tale operazione è di fatto presidiato militarmente: si entra e si esce dal paese solo se residenti, e sempre esibendo un documento di identità, attraverso posti di blocco presidiati dalle forze dell'ordine 24 ore su 24.
Reputiamo che tale situazione sia di una gravità inaudita e che lo stato di diritto sia stato sostituito da uno stato di polizia, indegno del nostro Paese e dalla Carta costituzionale di cui ci possiamo ancora vantare, in cui si enunciano diritti oggi di fatto calpestati.
Queste poche righe (difficile riassumere anni di impegno in una pagina!) per denunciare e per chiedere solidarietà.
La Valle di Susa il 16 novembre si fermerà per uno sciopero generale e chiederà, per l'ennesima volta, di veder rispettati i diritti alla salute e alla qualità della vita che da anni reclama inutilmente.
Sarà di conforto poter contare sulla presenza dei gonfaloni di tutti i Comuni amici, che potranno essere presenti alla manifestazione e sull'amicizia solidale che i più lontani vorranno inviarci.
Vi chiediamo inoltre una mozione di denuncia per un territorio militarizzato, non si può far calare un'opera così devastante contro la popolazione.
Contiamo su di voi!
Barbara Debernardi, Sindaco di Condove




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