L'ossessione di cancellare
Unione, eliminare le leggi del Polo non è la priorità
di Sergio Romano
Nel bipolarismo, a giudicare dal modo in cui è stato praticato durante questa legislatura, l’«altro» ha sempre torto ed è sospettabile delle peggiori intenzioni. Credo che la realtà sia alquanto diversa e che la distanza fra i programmi dei due campi si sia considerevolmente accorciata. Ma il clima favorisce le dichiarazioni estreme e le reciproche scomuniche. In molti casi sono parole al vento, destinate a essere dimenticate non appena la reciproca convenienza suggerisce un’intesa. Ma vi sono circostanze in cui certe dichiarazioni, proferite nel calore della lotta politica, possono diventare una palla al piede del vincitore. Il centrosinistra sostiene che il governo Berlusconi non ha mantenuto le sue promesse, non ha realizzato il suo programma e si è limitato ad adottare provvedimenti che tornavano utili al suo leader o al clan dei suoi amici. Non è del tutto esatto.
Vi sono state molte leggi ad personam e alcune riforme in cui si sono infilati di soppiatto gli interessi del leader di Forza Italia. Ma il centrosinistra resterebbe prigioniero delle sue parole se desse l’impressione di non accorgersi che il governo Berlusconi ha fatto più riforme di quante ne abbiano fatte parecchi governi precedenti, soprattutto dopo la grande crisi politica e istituzionale del 1992.
Quando i cronisti, alla fine della legislatura, faranno un riepilogo del lavoro compiuto negli ultimi cinque anni, si accorgeranno che sono stati riformati il sistema previdenziale, il mercato del lavoro, la scuola, l’università, l’ordinamento giudiziario, il fallimento e il sistema delle telecomunicazioni; che esiste una legge sul conflitto d’interessi (poco utile nel caso Berlusconi, ma adatta ad altre circostanze), che sono stati riaperti i cantieri delle opere pubbliche, per troppi anni paralizzati dalle ricadute di Tangentopoli e dall’integralismo ecologico dei Verdi. Di qui alle prossime elezioni la lista potrebbe allungarsi. Potremmo avere una legge sul risparmio, con il riassetto della Banca d’Italia, e la cosiddetta «devolution».
Molte di queste leggi riflettono compromessi che ne hanno intaccato la qualità e diminuito la portata. Altre contengono disposizioni contestabili. Ma i leader dell’opposizione non possono ignorare che in ciascuna di esse vi sono cose utili per il Paese e misure che lo stesso centrosinistra, quando era al governo, avrebbe adottato volentieri se non fosse stato tirato per la giacca dalla sua ala massimalista. Che cosa farà Prodi, se tornerà a Palazzo Chigi? Passerà buona parte della legislatura a disfare le cose fatte dal centrodestra? Se adottasse questa linea commetterebbe almeno tre errori. Butterebbe via il bambino con l’acqua sporca. Creerebbe disorientamento nella pubblica amministrazione e nei settori del Paese direttamente interessati dalle singole riforme. Permetterebbe agli avversari del bipolarismo di affermare che non si può andare avanti con un sistema in cui ogni legislatura cancella il lavoro della precedente. Se vincerà, il centrosinistra avrà interesse a impegnarsi subito nella realizzazione del suo programma e a correggere più tardi, sulla base dell’esperienza, le cose fatte dai suoi predecessori. Renderà un servizio al Paese e dimostrerà che il sistema, finalmente, funziona.
11 novembre 2005
http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...sessione.shtml
cosa ne pensano quelli che fino a ieri su questo forum hanno strillato che questo governo non ha fatto un cazzo?




Rispondi Citando
