Non si è fatto alcun paragone tra le due civiltà.Originally posted by iannis
Io credo che prendere singoli scienziati e filosofi musulmani e cristiani e fare a gara per vedere chi ha fatto più invenzioni non vuol dire nulla.
Esatto: ora. L'evidente declino culturale e materiale del mondo musulmano odierno è dovuto ai mutamenti storici del pianeta, e non è certo una costante della storia dei popoli levantini. Nè è ovviamente intrenseco alla rivelazione coranica.Originally posted by iannis
L'importante è vedere come una concezione si è diffusa profondamente nella società, se si è diffusa. Singoli scienziati o goveranti arabi eranopiù illuminati e più avanti, pecctao che non c'è stat nessuna cinghia di trasmissione nella società. Gli emiri utilizzavano consiglieri ebrei ed erano tolleranti? Peccato che ora la situazione sia opposta.
Per il resto, la tolleranza islamica (che non è certo la tolleranza lockiana o voltaireana) verso ebrei e cristiani è stata, tra alti e bassi, una costante nella civiltà islamica, quindi direi che le cinghie di trasmissione ci sono state eccome.
La tolleranza verso le "genti del libro" (giudei e cristiani) si fonda sull'esplicita attestazione coranica. I diritti umani come sono stati elaborati in epoca illuministica e l'uguaglianza giuridica degli "infedeli" non appartengono nè alla tradizione islamica nè a quella cristiana, così come a nessuna società tradizionalmente impostata. Difatti tu stesso riconosci che:Originally posted by iannis
Perchè si trattava di bisogni contingenti dei governanti, non di una pratica strutturake basata sui diritti umani, non vi era nessuna base nel Corano o altrove che pendesse per un'uguaglianza come nel cristianesimo,
Ma questo non è, come credi, un paradosso. Semplicemente non le appartengono.Originally posted by iannis
anche se per secoli la Chiesa stessa non praticò in modo esplicito quei valori,
Assolutamente no. Tali concetti appartengono alla "evoluzione" (?) della società cristiana tradizionale di stampo medioevale nella società moderna post-cristiana, ed è curioso il fatto che tu non ti chieda come mai questi concetti sono stati diffusi da nemici della Chiesa (massoni, rivoluzionari, pensatori illuministi ferocemente anticristiani, et cetera), che li ha - giustamente - sempre contrastati (almeno fino a relativamente poco tempo fa. Oggi, come già detto, si assiste spesso allo scenario di cattolici che rivendicano come conquiste cristiane quelle che sono solo deviazioni anti-tradizionali).Originally posted by iannis
essi, però, essendo presenti e ripetuti sempre nella predicazione del Vangelo si sedimentarono,
L'Illuminismo si concilia col Cristianeismo come il diavolo con l'acqua santa. La dignità umana al di là di ceto e razza, così come l'uguaglianza ontologica di tutti gli uomini, sono concetti comuni sia al Cristianesimo che all'Islamismo, ma, per l'appunto, costituiscono una uguaglianza di carattere ontologico, non giuridico all'interno di una società tradizionalmente intesa.Originally posted by iannis
l'idea di una dignità umana a prescindere dal ceto e dalla razza, e furono di base anche di movimenti, come l'illuminismo, solo apparentemente estranei al cristianesimo.
Concetti comuni alla due grandi rivelazioni monoteiste.Originally posted by iannis
Il concetto di miglioramento di sè, di una positività del reale, di non farsi limitare dal peccato perchè c'è qualcosa di più grande,
L'idea del "progresso" è il più grande mostro partorito dal pensiero anti-tradizionale, e certamente non cristiano. Sia cristiani che musulmani concepiscono il tempo come degenerativo da una primordiale età dell'oro (Adamo nel Giardino dell'Eden, perintenderci) sino ai tempi oscuri che precederanno gli avvenimenti escatologici (dei quali parlano abbondantemente varie profezie di grandi Santi e Padri della Chiesa - valga per tutti la celebre profezia di San Nilo).Originally posted by iannis
il concetto di uomo nuovo sono alla base dell'idea tutta occidentale di progresso e sviluppo, e della rivoluzione industriale.
La dhimma (il pagamento di una tassa in cambio del diritto a poter praticare la propria fede) era il modo simbolico con il quale i musulmani indicavano la superiorità della rivelazione di Maometto su quella di Gesù e di Mosè, che secondo loro le aveva abrogate. Concezioni non dissimili caratterizzarono l'accettazione da parte delle società cristiane delle comunità ebraiche al loro interno.Originally posted by iannis
Cristiani ed ebrei dovevano anche pagare una tassa ai musulmani per il fatto di essere di un'altra fede.
Forse non sai però che, osservando la dhimma, ebrei e cristiani erano esentati dal pagamento delle normali tasse e tributi, che essendo regolate secondo la legge islamica, erano dovere dei soli musulmani. Essi inoltre non avevano l'obbligo militare (per gli stessi motivi di prima), beneficiandone però della protezione.
A parte questa tassa simbolica (e a tutte le leggi ad essa correlate sempre tese a dimostrare la superiorità simbolica dell'Islam sul Cristianesimo e sull'Ebraismo), un cristiano o un ebreo era un cittadino con gli stessi diritti e doveri di un musulmano, e poteva scalare tutti i gradi della gerarchia sociale. San Giovanni Damasceno, ad esempio, era un vizir.
Obiettivamente, era una condizione certamente migliore di quella dei musulmani e degli ebrei in terra cristiana.
Io non ho mai letto in nessun libro (ed ho studiato Storia Medioevale all'Università) che i principi cristiani del Nord fossero dei bifolchi. Al contrario, ricordo con grande ammirazione la grande figura del Cid Campeador, cos' come quella di Santa Isabella di Castiglia. E' però certamente vero che, materialmente, all'epoca la società musulmana era tecnologicamente e culturalmente più evoluta.Originally posted by iannis
Anche io mi sono dovuto sorbire a scuola la pappina sugli arabi evoluti civili e raffinati a Cordoba e Granada, ed i bifolchi pastori cristiani dei Pirenei.
Tutto ciò lo hai studiato perchè era vero, molto semplicemente.
Un saluto,
Talib.




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) si ribellavano ai governatori visigoti e aprivano le porte delle città agli arabi, il cui giogo era più mite e preferibile a quello del re romano-barbarico.
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