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  1. #41
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    Originally posted by iannis
    Io credo che prendere singoli scienziati e filosofi musulmani e cristiani e fare a gara per vedere chi ha fatto più invenzioni non vuol dire nulla.
    Non si è fatto alcun paragone tra le due civiltà.

    Originally posted by iannis
    L'importante è vedere come una concezione si è diffusa profondamente nella società, se si è diffusa. Singoli scienziati o goveranti arabi eranopiù illuminati e più avanti, pecctao che non c'è stat nessuna cinghia di trasmissione nella società. Gli emiri utilizzavano consiglieri ebrei ed erano tolleranti? Peccato che ora la situazione sia opposta.
    Esatto: ora. L'evidente declino culturale e materiale del mondo musulmano odierno è dovuto ai mutamenti storici del pianeta, e non è certo una costante della storia dei popoli levantini. Nè è ovviamente intrenseco alla rivelazione coranica.
    Per il resto, la tolleranza islamica (che non è certo la tolleranza lockiana o voltaireana) verso ebrei e cristiani è stata, tra alti e bassi, una costante nella civiltà islamica, quindi direi che le cinghie di trasmissione ci sono state eccome.

    Originally posted by iannis
    Perchè si trattava di bisogni contingenti dei governanti, non di una pratica strutturake basata sui diritti umani, non vi era nessuna base nel Corano o altrove che pendesse per un'uguaglianza come nel cristianesimo,
    La tolleranza verso le "genti del libro" (giudei e cristiani) si fonda sull'esplicita attestazione coranica. I diritti umani come sono stati elaborati in epoca illuministica e l'uguaglianza giuridica degli "infedeli" non appartengono nè alla tradizione islamica nè a quella cristiana, così come a nessuna società tradizionalmente impostata. Difatti tu stesso riconosci che:

    Originally posted by iannis
    anche se per secoli la Chiesa stessa non praticò in modo esplicito quei valori,
    Ma questo non è, come credi, un paradosso. Semplicemente non le appartengono.

    Originally posted by iannis
    essi, però, essendo presenti e ripetuti sempre nella predicazione del Vangelo si sedimentarono,
    Assolutamente no. Tali concetti appartengono alla "evoluzione" (?) della società cristiana tradizionale di stampo medioevale nella società moderna post-cristiana, ed è curioso il fatto che tu non ti chieda come mai questi concetti sono stati diffusi da nemici della Chiesa (massoni, rivoluzionari, pensatori illuministi ferocemente anticristiani, et cetera), che li ha - giustamente - sempre contrastati (almeno fino a relativamente poco tempo fa. Oggi, come già detto, si assiste spesso allo scenario di cattolici che rivendicano come conquiste cristiane quelle che sono solo deviazioni anti-tradizionali).

    Originally posted by iannis
    l'idea di una dignità umana a prescindere dal ceto e dalla razza, e furono di base anche di movimenti, come l'illuminismo, solo apparentemente estranei al cristianesimo.
    L'Illuminismo si concilia col Cristianeismo come il diavolo con l'acqua santa. La dignità umana al di là di ceto e razza, così come l'uguaglianza ontologica di tutti gli uomini, sono concetti comuni sia al Cristianesimo che all'Islamismo, ma, per l'appunto, costituiscono una uguaglianza di carattere ontologico, non giuridico all'interno di una società tradizionalmente intesa.

    Originally posted by iannis
    Il concetto di miglioramento di sè, di una positività del reale, di non farsi limitare dal peccato perchè c'è qualcosa di più grande,
    Concetti comuni alla due grandi rivelazioni monoteiste.

    Originally posted by iannis
    il concetto di uomo nuovo sono alla base dell'idea tutta occidentale di progresso e sviluppo, e della rivoluzione industriale.
    L'idea del "progresso" è il più grande mostro partorito dal pensiero anti-tradizionale, e certamente non cristiano. Sia cristiani che musulmani concepiscono il tempo come degenerativo da una primordiale età dell'oro (Adamo nel Giardino dell'Eden, perintenderci) sino ai tempi oscuri che precederanno gli avvenimenti escatologici (dei quali parlano abbondantemente varie profezie di grandi Santi e Padri della Chiesa - valga per tutti la celebre profezia di San Nilo).

    Originally posted by iannis
    Cristiani ed ebrei dovevano anche pagare una tassa ai musulmani per il fatto di essere di un'altra fede.
    La dhimma (il pagamento di una tassa in cambio del diritto a poter praticare la propria fede) era il modo simbolico con il quale i musulmani indicavano la superiorità della rivelazione di Maometto su quella di Gesù e di Mosè, che secondo loro le aveva abrogate. Concezioni non dissimili caratterizzarono l'accettazione da parte delle società cristiane delle comunità ebraiche al loro interno.
    Forse non sai però che, osservando la dhimma, ebrei e cristiani erano esentati dal pagamento delle normali tasse e tributi, che essendo regolate secondo la legge islamica, erano dovere dei soli musulmani. Essi inoltre non avevano l'obbligo militare (per gli stessi motivi di prima), beneficiandone però della protezione.
    A parte questa tassa simbolica (e a tutte le leggi ad essa correlate sempre tese a dimostrare la superiorità simbolica dell'Islam sul Cristianesimo e sull'Ebraismo), un cristiano o un ebreo era un cittadino con gli stessi diritti e doveri di un musulmano, e poteva scalare tutti i gradi della gerarchia sociale. San Giovanni Damasceno, ad esempio, era un vizir.

    Obiettivamente, era una condizione certamente migliore di quella dei musulmani e degli ebrei in terra cristiana.

    Originally posted by iannis
    Anche io mi sono dovuto sorbire a scuola la pappina sugli arabi evoluti civili e raffinati a Cordoba e Granada, ed i bifolchi pastori cristiani dei Pirenei.
    Io non ho mai letto in nessun libro (ed ho studiato Storia Medioevale all'Università) che i principi cristiani del Nord fossero dei bifolchi. Al contrario, ricordo con grande ammirazione la grande figura del Cid Campeador, cos' come quella di Santa Isabella di Castiglia. E' però certamente vero che, materialmente, all'epoca la società musulmana era tecnologicamente e culturalmente più evoluta.
    Tutto ciò lo hai studiato perchè era vero, molto semplicemente.

    Un saluto,
    Talib.
    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

    Proverbio arabo

  2. #42
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    Originally posted by rothbardino
    In realtà il "mito andaluso" è uno dei più duraturi successi propagandistici dell'islam, ma non ha alcun fondamento storico.
    Non credo che tutti quegli insigni orientalisti che lo dicono siano succubi della propaganda di qualche predicatore musulmano.
    L'Andalusia musulmana non è stata un paradiso in terra così come non può esserlo nessun regno o regime di questo mondo (a differenza di quanto utopisticamente ritenevano i marxisti con i loro progetti rivoluzionari). Con tutte le sue inevitabili ombre dovute alle umane imperfezioni (ad esempio il regime puritano degli Almoravidi succedotisi all'età più luminosa degli Umayyadi o dei reyes de tayfas), il dominio musulmano in terra di Spagna è stato comunque un periodo scientificamente, culturalmente, e politicamente illuminato e fecondo.

    Originally posted by rothbardino
    Secondo i musulmani l'Andalusia medievale dovrebbe cioè essere il modello futuro dell'Europa islamizzata, ma non starei molto tranquillo.
    Presumo che tu conosca qualche "club" dove tutti i 2 miliardi di musulmani del pianeta (che, ovviamente, pensano con lo stampino) si radunano per affilare i coltelli e studiare il modo migliore per islamizzare l'Europa .

    Originally posted by rothbardino
    I cristiani e gli ebrei erano infatti trattati come cittadini di seconda classe, secondo l'umiliante condizioni di dhimmi.
    Sulla dhimma, vedi il mio messaggio precedente.

    Originally posted by rothbardino
    Inoltre i massacri ai loro danni furono frequenti e numerosi (a Toledo, ad esempio), come ricorda bat Ye'or nel libro "Eurabia".
    Penso sia una offesa alla tua intelligenza il doverti ricordare che le conquiste comportano guerre ed anche massacri (a Toledo affianco, tanto per fare un esempio, il sacco crociato di Gerusalemme del 1099. Per non parlare poi di quello che succede ai nostri giorni in quel di Falluja). Questo non toglie di una virgola il valore storico della Spagna musulmana.

    Visto che hai il gusto degli aneddoti, te ne ricordo qualcun'altro, che sicuramente il parziale Bat Ye'or si sarà dimenticato di scrivere: ad esempio il fatto che interi territori della Spagna (la quale fu interamente presa in appena tre anni: un vero "miracolo") furono conquistati senza colpo ferire perchè le popolazioni stesse (sopratutto le comunità ebraiche - e questo è uno scoop per gli amici di "Tradizione Cattolica" ) si ribellavano ai governatori visigoti e aprivano le porte delle città agli arabi, il cui giogo era più mite e preferibile a quello del re romano-barbarico.
    Un'altro aneddoto che mi piace molto è quello relativo all'assedio di una cittadina (di cui ora mi sfugge il nome). Il comandante musulmano, uomo d'onore e di saldi principi, si rifiutò di stringere d'assedio la città perchè il governatore della stessa era fuori, e la città era stata affidata alla sua sposa. Pertanto, egli mise campo e attese che il governatore tornasse e riprendesse in mano la città, iniziando solo allora le ostilità.

    Originally posted by rothbardino
    Invece The Politically Incorrect Guide to Islam è un libro pieno di fatti documentati e dettagliati, che non credo sia facile confutare.

    Non a caso fino ad ora gli islamisti sono riusciti solo a minacciare di morte l'autore.
    Non vorrei sembrarti scortese, ma forse sarebbe ora che iniziassi a leggere autori più seri, se veramente sei interessato a conoscere l'argomento, e sopratutto a conoscere avvenimenti passati che hanno una così vitale attinenza col presente. Personalmente studio arabistica da più di dieci anni (quando ancora pochi sapevano chi fossero Bin Laden o i Talebani), e ti posso garantire che un Bausani o un Gabrieli sono autori molto più dotti e interessanti di quelli che parlano di "Eurabia" e cose del genere (se non sbaglio, quello è un termine coniato da Oriana Fallaci. Ciò la dice lunga...).

    Per quanto riguarda il libro che tu citi, mi dispiace deluderti dicendoti che esso è già stato confutato migliaia di volte, perchè le "rivelazioni" in esso contenute sono i soliti triti e ritriti temi dell'antislamismo che tutti conoscono.

    Un saluto,
    Talib.

    PS: i commenti di Liberamente non meritano neanche una risposta. Da cristiano fortemente e fieramente amico e ammiratore dell'Islam mi da molto dispiacere constatare che esistono così tante e così diffuse distorsioni e calunnie in merito a quello che è uno dei più grandiosi e ricchi edifici spirituali e culturali dell'umanità. I miei numerosi interventi sull'argomento (che avrei volentieri evitato) lo dimostrano .
    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

    Proverbio arabo

  3. #43
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    In Origine Postato da simplicio
    Sono stufo di rispondere sempre le stesse cose,
    Poche parole ma tante cazzate nelle tue righe.

    Ed a cosa avresti risposto?
    Non ricordo tu abbia risposto a nessuna delle MIE domande.


    In Origine Postato da simplicio

    in ogni caso è ritwenuto dalla maggior parte del glottologi che la scrittura FONETICA e non SILLABICA è di introduzione fenicia su origine mesopotamico semita.
    Cio' fino a che 2-3 anni fa (o son gia' 4?) non vennero rinvenute le scritte del wadi el-Hol vicino a Tebe e datate alla fine della 12a dinastia egizia.


    In Origine Postato da simplicio


    Il lineare B è testimonianza della conquista greca della civiltà micenea.
    Canni di brutto. Micenei e greci son la stessa roba. Il lineare B (greco "vecchiotto" come provato da Ventris) viene da citta' MICENEE.

    In Origine Postato da simplicio
    Per il resto studia la Storia e non Peter Kolosimo
    E rieccoci con le affermazioni gratuite!

    Ignoro cosa tu intenda per storia. Io intendo documenti scritti come per esempio quanto citato in precedenza: le scritte del Wadi el-Hol del 1850 aC, il papiro Rhind del 1600 aC circa, il corpus in lineare A, quello in lineare B, ecc.

    Mostra quanto mi accomunerebbe con Kolosimo. Sarebbe davvero interessante.

    Ovviamente invece di sgusciare via mostra dove avrei detto che mi diano fastidio "i giudei" (parole tue).

    Ma ovviamente sguscierai via.

    Steno

  4. #44
    spirito libero
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    L'ultima risposta, giuro, allora il lineare A è una lingua sconosciuta non è mai stato interpretato, probabilmente non è indoeuropeo, il lineare B è una forma arcaica (non vecchiotto) di greco e quindi è indoeuropeo e viene portato come prova dell'invasione di Creta da parte degli indoeuropei in seguito al declino della civiltà Cretese,Tabt'è vero che è sul famoso disco di Festo che è stato trovato a Creta; c'è anche chi ipotizza una concausa nella esplosione di Santorini, trasferita nel mito di minosse, del labirino e di Teseo. Quindi si parla correntemente di civiltà cretese-micenea in quanto coeve ma si trovano in posti diversi.
    I papiri che tu citi possono benissimo illustrare una scrittura fonetica ma l'alfabeto cosiddetto"romano" (a-b-c) di derivazione greca (alfa-beta-gamma) è e resta di derivazione semitica (alef- bet-ghimel) ; è il tuo non voler ammettere questo che mi fa dubitare dal punto di vista "politico" e poi scusa, se mi sbaglio pronto a fare ammenda, ma quando sento citare le saghe nordiche e la democrazia dei Germani reagisco come Woody Allen davanti a Wagner "Bello, ma ci sento l'intenzione di invadere la Polonia".
    Un'ultima cosa : gli egizi avevano una nozione empirica del teorema di Pitagora ma la geometria che si studia ancora adesso è stata teorizzata e sistemata da Euclide che, fino a papiro contrario, era Greco. Il concetto di "demos" come di popolo e di governo basato sulle decisioni assembleari è Greco. A Proposito, visto che io non rispondo ai quesiti, ti avevo chiesto di spiegarmi il profondo concetto giuridico della "Faida" che è stato il massimo contributo delle popolazioni germaniche al corpus iuris come viene modernamente inteso, o anche questo è un luogo comune
    non sarà mai possibile con la ragione pervenire a qualche verità assoluta

  5. #45
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    In Origine Postato da Talib
    Non si è fatto alcun paragone tra le due civiltà.



    Esatto: ora. L'evidente declino culturale e materiale del mondo musulmano odierno è dovuto ai mutamenti storici del pianeta, e non è certo una costante della storia dei popoli levantini. Nè è ovviamente intrenseco alla rivelazione coranica.
    Per il resto, la tolleranza islamica (che non è certo la tolleranza lockiana o voltaireana) verso ebrei e cristiani è stata, tra alti e bassi, una costante nella civiltà islamica, quindi direi che le cinghie di trasmissione ci sono state eccome.



    La tolleranza verso le "genti del libro" (giudei e cristiani) si fonda sull'esplicita attestazione coranica. I diritti umani come sono stati elaborati in epoca illuministica e l'uguaglianza giuridica degli "infedeli" non appartengono nè alla tradizione islamica nè a quella cristiana, così come a nessuna società tradizionalmente impostata. Difatti tu stesso riconosci che:



    Ma questo non è, come credi, un paradosso. Semplicemente non le appartengono.



    Assolutamente no. Tali concetti appartengono alla "evoluzione" (?) della società cristiana tradizionale di stampo medioevale nella società moderna post-cristiana, ed è curioso il fatto che tu non ti chieda come mai questi concetti sono stati diffusi da nemici della Chiesa (massoni, rivoluzionari, pensatori illuministi ferocemente anticristiani, et cetera), che li ha - giustamente - sempre contrastati (almeno fino a relativamente poco tempo fa. Oggi, come già detto, si assiste spesso allo scenario di cattolici che rivendicano come conquiste cristiane quelle che sono solo deviazioni anti-tradizionali).



    L'Illuminismo si concilia col Cristianeismo come il diavolo con l'acqua santa. La dignità umana al di là di ceto e razza, così come l'uguaglianza ontologica di tutti gli uomini, sono concetti comuni sia al Cristianesimo che all'Islamismo, ma, per l'appunto, costituiscono una uguaglianza di carattere ontologico, non giuridico all'interno di una società tradizionalmente intesa.



    Concetti comuni alla due grandi rivelazioni monoteiste.



    L'idea del "progresso" è il più grande mostro partorito dal pensiero anti-tradizionale, e certamente non cristiano. Sia cristiani che musulmani concepiscono il tempo come degenerativo da una primordiale età dell'oro (Adamo nel Giardino dell'Eden, perintenderci) sino ai tempi oscuri che precederanno gli avvenimenti escatologici (dei quali parlano abbondantemente varie profezie di grandi Santi e Padri della Chiesa - valga per tutti la celebre profezia di San Nilo).



    La dhimma (il pagamento di una tassa in cambio del diritto a poter praticare la propria fede) era il modo simbolico con il quale i musulmani indicavano la superiorità della rivelazione di Maometto su quella di Gesù e di Mosè, che secondo loro le aveva abrogate. Concezioni non dissimili caratterizzarono l'accettazione da parte delle società cristiane delle comunità ebraiche al loro interno.
    Forse non sai però che, osservando la dhimma, ebrei e cristiani erano esentati dal pagamento delle normali tasse e tributi, che essendo regolate secondo la legge islamica, erano dovere dei soli musulmani. Essi inoltre non avevano l'obbligo militare (per gli stessi motivi di prima), beneficiandone però della protezione.
    A parte questa tassa simbolica (e a tutte le leggi ad essa correlate sempre tese a dimostrare la superiorità simbolica dell'Islam sul Cristianesimo e sull'Ebraismo), un cristiano o un ebreo era un cittadino con gli stessi diritti e doveri di un musulmano, e poteva scalare tutti i gradi della gerarchia sociale. San Giovanni Damasceno, ad esempio, era un vizir.

    Obiettivamente, era una condizione certamente migliore di quella dei musulmani e degli ebrei in terra cristiana.



    Io non ho mai letto in nessun libro (ed ho studiato Storia Medioevale all'Università) che i principi cristiani del Nord fossero dei bifolchi. Al contrario, ricordo con grande ammirazione la grande figura del Cid Campeador, cos' come quella di Santa Isabella di Castiglia. E' però certamente vero che, materialmente, all'epoca la società musulmana era tecnologicamente e culturalmente più evoluta.
    Tutto ciò lo hai studiato perchè era vero, molto semplicemente.

    Un saluto,
    Talib.
    Nei libri di storia si confonde sempre la situazione dell'elite con quella della società vera, che in pasato era drasticamente diversa. Anche la repubblica di Venezia era tollerante, ma il contado del Veneto?
    Io credo che il messaggio del Vangelo abbia già in sè quei valori che solo molto (troppo) più tardi saranno tradotti in legislazioni, Costituzioni, dichiarazioni dei diritti Umani e credo che questi ultimi non ci sarebbero stati senza il Cristianesimo. Il percorso per la traduzione di questi valori non è stata lineare e chi l'ha fatto per primo spesso era solo inconsapevolmente ispirato al Vangelo, perchè guardava all'aspetto politico del momento, alla posizione della Chiesa, ma in realtà aveva assimilato proprio il Vangelo. Del resto perchè prima del Cristianesimo questi valori non erano propugnati nel mondo greco-romano, neanche tra le menti più raffinate? E non confondiamo i lumi di personaggi come Montesquieu. Tocquevill, Beccaria (cattolico), il Parini, con lo statalismo e la deriva giacobina che sarà alla base del comunismo e del fascismo.
    Anche l'Islam avrebbe in sè questi valori, non credo in modo così organico come il cristianesimo, di fatto non si sono ancora tradotti come nel primo caso.
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  6. #46
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    In Origine Postato da simplicio
    L'ultima risposta, giuro, allora il lineare A è una lingua sconosciuta non è mai stato interpretato, probabilmente non è indoeuropeo, il lineare B è una forma arcaica (non vecchiotto) di greco e quindi è indoeuropeo e viene portato come prova dell'invasione di Creta da parte degli indoeuropei in seguito al declino della civiltà Cretese,
    Quasi esatto.
    Il lineare A e' la lingua dei minoici. Ignoriamo a che ceppo linguistico appartengano.
    Il B e' greco. L'ho chiamato vecchiotto, tu lo chiami arcaico. Ho evitato tale termine perche' esiste un "greco arcaico" che e' quello del cosiddetto periodo arcaico ossia circa dell'800 aC. Il B e' antecedente a tale periodo.

    In Origine Postato da simplicio

    Tabt'è vero che è sul famoso disco di Festo che è stato trovato a Creta; c'è anche chi ipotizza una concausa nella esplosione di Santorini, trasferita nel mito di minosse, del labirino e di Teseo.
    E' possibile che ci sia chi dica 'sta roba. Cozza pero' con la stratigrafia: il disco di Festo (circa 1700 aC) e' antecedente all'eruzione di Santorino (data comunemente accettata: ~1627 aC; mia data: 1602-1600 aC).


    In Origine Postato da simplicio
    Quindi si parla correntemente di civiltà cretese-micenea in quanto coeve ma si trovano in posti diversi.
    Inesatto.
    Mentre sappiamo piu' o meno quando inizia la cultura minoica (quella che chiami cretese), ignoriamo quando inizio' quella micenea (greca, o protogreca). Ci fu un periodo quando le due coabitarono nell'Egeo (1600-1450 aC), ma la minoica esisteva da secoli, e non sappiamo quando i micenei sia affacciarono sull'Egeo.
    I minoci vennero poi "asorbiti" dai micenei.

    In Origine Postato da simplicio

    I papiri che tu citi possono benissimo illustrare una scrittura fonetica
    Il Rhind Mathematicl Papyrus scritto in ieratico e' fonetico. E' difatti quello il bello di tali papiri: ci danno un'idea della pronuncia di lingue quali il minoico. Cosi' il London Medical Papyrus (finalizzato verso il 1350 aC) contiene delle parole in minoico trascritte in egiziano (prescrizione medica del 1715 aC in quanto si riferisce ad un'epidemia che colpi' in quel tempo).


    In Origine Postato da simplicio

    ma l'alfabeto cosiddetto"romano" (a-b-c) di derivazione greca (alfa-beta-gamma) è e resta di derivazione semitica (alef- bet-ghimel) ; è il tuo non voler ammettere questo che mi fa dubitare dal punto di vista "politico"
    Rileggi quanto ho scritto in precedenza.
    Cito a memoria: non disputo il contributo cananeo allo sviluppo dell'alfabeto; cio' che disputo e' la tua presentazione.


    In Origine Postato da simplicio

    e poi scusa, se mi sbaglio pronto a fare ammenda, ma quando sento citare le saghe nordiche e la democrazia dei Germani reagisco come Woody Allen davanti a Wagner "Bello, ma ci sento l'intenzione di invadere la Polonia".
    Tuo non sequitur.

    Ti puo' piacere o meno, ma i germani a detta di Tacito (~100 dC) praticavano un sistema democratico.
    Ti puo' piacere o meno, ma non hai la piu' pallida idea del tempo quando si formarono le prime saghe germaniche (quelle raccolte nelle Edda). Uan formazione nell'eta' del bronzo e' possibile.
    Ergo le mie affermazioni fatte antecedentemente sono in tema. Il tuo commento, no.

    In Origine Postato da simplicio

    Un'ultima cosa : gli egizi avevano una nozione empirica del teorema di Pitagora ma la geometria che si studia ancora adesso è stata teorizzata e sistemata da Euclide che, fino a papiro contrario, era Greco.
    Irrelevante.
    La geometria NON e' identica al teorema di Pitagora. Il papiro gia' menzionato (Rhind, 1600 aC, basato su materiale del 1850 aC) contiene problemi di algebra legati alla geometria.

    In Origine Postato da simplicio

    Il concetto di "demos" come di popolo e di governo basato sulle decisioni assembleari è Greco.
    Esisteva in Grecia cosi' come esistevano altri modelli.
    Non e' strano che il concetto di demos esistesse anche altrove.

    In Origine Postato da simplicio

    A Proposito, visto che io non rispondo ai quesiti, ti avevo chiesto di spiegarmi il profondo concetto giuridico della "Faida" che è stato il massimo contributo delle popolazioni germaniche al corpus iuris come viene modernamente inteso, o anche questo è un luogo comune
    E quando me l'avresti chiesto?

    Nota poi che se vuoi una risposta da me ti tocca prima rispondere alle mie domande finora evase. Non sei nella posizione di esigere alcunche'.

    Niels Steensen

  7. #47
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    In Origine Postato da iannis
    Nei libri di storia si confonde sempre la situazione dell'elite con quella della società vera, che in pasato era drasticamente diversa. Anche la repubblica di Venezia era tollerante, ma il contado del Veneto?
    Io credo che il messaggio del Vangelo abbia già in sè quei valori che solo molto (troppo) più tardi saranno tradotti in legislazioni, Costituzioni, dichiarazioni dei diritti Umani e credo che questi ultimi non ci sarebbero stati senza il Cristianesimo. Il percorso per la traduzione di questi valori non è stata lineare e chi l'ha fatto per primo spesso era solo inconsapevolmente ispirato al Vangelo, perchè guardava all'aspetto politico del momento, alla posizione della Chiesa, ma in realtà aveva assimilato proprio il Vangelo. Del resto perchè prima del Cristianesimo questi valori non erano propugnati nel mondo greco-romano, neanche tra le menti più raffinate? E non confondiamo i lumi di personaggi come Montesquieu. Tocquevill, Beccaria (cattolico), il Parini, con lo statalismo e la deriva giacobina che sarà alla base del comunismo e del fascismo.
    Anche l'Islam avrebbe in sè questi valori, non credo in modo così organico come il cristianesimo, di fatto non si sono ancora tradotti come nel primo caso.
    Hai detto le stesse cose alle quali avevo già risposto in precedenza. Ti rimando ai messaggi di sopra.

    Un saluto,
    Talib
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    Proverbio arabo

 

 
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