
Originariamente Scritto da
FalcoConservatore
Questa simpatia non dipende tanto dai motivi contingenti della fondazione dello Stato di Israele (metto da parte per un attimo la questione, anche perchè non credo che riusciremmo mai ad arrivare ad una sintesi condivisa sul punto). Più semplicemente, io prendo atto che mai nessun agente di Israele si è fatto esplodere in un aeroporto di Roma, ha dirottato aerei e navi, ha massacrato squadre sportive, ha sterminato civili innocenti sui bus o nei bar. Certo, non mi nascondo gli effetti talora devastanti delle reazioni israeliane, ma chiediamoci da dove derivano quelle reazioni, e soprattutto domandiamoci cosa farebbe un qualsiasi Stato occidentale di fronte a feroci attacchi terroristici diretti contro il proprio territorio e i propri cittadini su scala pluridecennali.
Simpatizzo per Israele perchè so che, se da un lato Hamas, Hezbollah, Siria ed Iran continuano a non voler riconoscere questo Stato, anzi, all'opposto, predicano la sua completa distruzione, le reazioni israeliane cesserebbero all'istante nel caso in cui si addivenisse ad un riconoscimento reciproco, all'abbandono dei toni violenti e delle azioni suicide dei terroristi. La condizione necessaria per la pace è riconoscere il diritto di Israele di vivere in pace e sicurezza, e quindi smetterla di foraggiare il terrorismo, costruire piani nucleari, rifornire di armi gli estremisti e i fondamentalisti palestinesi. Israele a quel punto - ne sono sicuro - potrà senz'altro riconoscere a sua volta l'autonomia palestinese, perfino uno Stato indipendente, e stipulare trattati di pace con potenze oggi ostili. Certo, è difficile concludere la pace se dall'altra parte si chiede il diritto al ritorno di tutti i profughi. Una simile richiesta implica lo snaturamento demografico ed etnico dello Stato ebraico. Noi italiani conservatori respingiamo politiche immigratorie facili proprio per mantenere intatta la nostra identità. Come potrebbe mai Israele firmare la propria condanna spontaneamente? Perchè non prendere poi atto che le guerre del '48, del '67, del '73 le ha vinte Israele? Gerusalemme piuttosto dovrebbe assicurare lo smantellamento delle colonie illegali, e garantire rifornimenti a Gaza e Cisgiordania, finalmente unite e governate da settori moderati e riformisti dell'Islam.
Sembra quasi un sogno irrealizzabile, me ne rendo conto. Per questo realisticamente non escludo una guerra finale. Israele sente minacciata la propria esistenza, e con ragione. Un altro Stato attaccherebbe senza ulteriori ritardi, di fronte ad un pericolo letteralmente mortale.