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  1. #71
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    Predefinito Rif: Perchè siamo con Israele

    A questo punto chiariamo la nostra posizione, che non è "pro-Israele" ma "pro-Occidente", ovvero sia, di fronte al declino progressivo della razza bianca e all'affermarsi del Terzo mondo, se la civiltà europea o ciò che ne resta vuole sopravvivere, deve essere unita. Una grande comunione europea contro i revascismi asiatico, africano e latino-americano, come in un certo qual modo ha suggerito recentemente anche il presidente russo Medvedev per la nuova messa appunto dell'architettura della sicurezza europea con la fine della 'guerra fredda'.
    Morire divisi o vincere insieme. Come quando avanzavano le armate di Karà Mustafà.

    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 24-12-09 alle 19:44

  2. #72
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    Predefinito Rif: Perchè siamo con Israele

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    La civiltà cristiana europea non ha nulla da spartire con gli ebrei, l'ebraismo e i loro surrogati politici, etnici, sociali ed ideologici.
    Te lo dico perchè ci si schiera con quelli e non con Israele: perchè in Sud Africa, in Algeria così come in altri contesti a combattere erano e sono camerati della nostra stessa idea, della nostra stessa razza e della nostra stessa cultura. Nel caso dell'Algeria francese addirittura della stessa religione cristiana cattolica.
    Israele invece è l'entità politica e statale ebraica. Gli ebrei non fanno parte della Res Publica Christiana europea se non come 'enclave' interna sottoposta a leggi di separazione etnico-religiosa.
    E questo è un dato di fatto storico che non si può smentire.
    Che poi la Russia sia filo-cinese e filo-terzomondista è una cavolata che non sta nè in cielo nè in terra. Lo sostengono gli eurasiatisti - non tutti per fortuna - non vedo perchè allora si debba dare credito a tali 'teorie'.
    Israele è stata fatta dai migliori pionieri dell'Europa ebraica, l'ebraismo ha segnato nel male e nel bene la civiltà europea almeno a partire da Roma e dal cristianesimo. Israele è un bastione e un avamposto dell'Uomo bianco, Massu e Dayan sono della stessa razza.
    Lieberman è un russo che per far contenta la sua comunità vuole introdurre il commercio di carne suina. Medvedev stesso ha proposto una partnership strategica a Israele pari a Germania, Francia e Italia.
    Non esiste più una questione ebraica (Ipse dixit Evola).
    Sulla Russia forse hai capito male, certo è che il realismo in politica estera ed in funzione egemonica di Putin si è spesso sposato in sede ONU con la difesa da parte di Cina o Brasile, ora dello Zimbabwe contro le sanzioni, ora del Vietnam, etc.

    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 24-12-09 alle 19:51

  3. #73
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    Predefinito Rif: Perchè siamo con Israele

    Tra l'altro questo anti-giudaismo è ridicolo quando - ad esempio - tutto il Nord Europa e gli europei in Nord America - in un'ottica cattolica - sono state pervertite dal protestantesimo.
    E' un anti-giudaismo insensato da lasciare sui libri di Storia e non da riabilitare in contesti storici dove non ha più alcun senso.

    carlomartello
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  4. #74
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    Predefinito Rif: Perchè siamo con Israele

    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    Questa simpatia non dipende tanto dai motivi contingenti della fondazione dello Stato di Israele (metto da parte per un attimo la questione, anche perchè non credo che riusciremmo mai ad arrivare ad una sintesi condivisa sul punto). Più semplicemente, io prendo atto che mai nessun agente di Israele si è fatto esplodere in un aeroporto di Roma, ha dirottato aerei e navi, ha massacrato squadre sportive, ha sterminato civili innocenti sui bus o nei bar. Certo, non mi nascondo gli effetti talora devastanti delle reazioni israeliane, ma chiediamoci da dove derivano quelle reazioni, e soprattutto domandiamoci cosa farebbe un qualsiasi Stato occidentale di fronte a feroci attacchi terroristici diretti contro il proprio territorio e i propri cittadini su scala pluridecennali.
    Simpatizzo per Israele perchè so che, se da un lato Hamas, Hezbollah, Siria ed Iran continuano a non voler riconoscere questo Stato, anzi, all'opposto, predicano la sua completa distruzione, le reazioni israeliane cesserebbero all'istante nel caso in cui si addivenisse ad un riconoscimento reciproco, all'abbandono dei toni violenti e delle azioni suicide dei terroristi. La condizione necessaria per la pace è riconoscere il diritto di Israele di vivere in pace e sicurezza, e quindi smetterla di foraggiare il terrorismo, costruire piani nucleari, rifornire di armi gli estremisti e i fondamentalisti palestinesi. Israele a quel punto - ne sono sicuro - potrà senz'altro riconoscere a sua volta l'autonomia palestinese, perfino uno Stato indipendente, e stipulare trattati di pace con potenze oggi ostili. Certo, è difficile concludere la pace se dall'altra parte si chiede il diritto al ritorno di tutti i profughi. Una simile richiesta implica lo snaturamento demografico ed etnico dello Stato ebraico. Noi italiani conservatori respingiamo politiche immigratorie facili proprio per mantenere intatta la nostra identità. Come potrebbe mai Israele firmare la propria condanna spontaneamente? Perchè non prendere poi atto che le guerre del '48, del '67, del '73 le ha vinte Israele? Gerusalemme piuttosto dovrebbe assicurare lo smantellamento delle colonie illegali, e garantire rifornimenti a Gaza e Cisgiordania, finalmente unite e governate da settori moderati e riformisti dell'Islam.
    Sembra quasi un sogno irrealizzabile, me ne rendo conto. Per questo realisticamente non escludo una guerra finale. Israele sente minacciata la propria esistenza, e con ragione. Un altro Stato attaccherebbe senza ulteriori ritardi, di fronte ad un pericolo letteralmente mortale.
    Quella fra palestinesi ed israeliani è un conflitto armato che dura da anni. Che ci siano dei morti da una parte e dall'altra non mi stupisce.
    I morti israeliani non valgono di più dei morti palestinesi nè i morti palestinesi valgono di più degli israeliani.
    Come disse il buon don Curzio Nitoglia, quello fra arabi palestinesi ed ebrei israeliani non è nè uno scontro religioso nè uno scontro di civiltà, ma è uno scontro prettamente 'politico'.
    Hamas è un movimento integralista islamico sunnita, ma riceve fondi e appoggi tanto dai sauditi sunniti quanto dagli iraniani sciiti. La questione, ribadisco, è politica, non religiosa. Non c'è uno scontro fra due visioni del mondo differenti.
    E a confermarlo sono sempre state le stesse autorità religiose islamiche ed ebraiche. Se oggi ebrei e palestinesi si scannano è per un motivo prettamente politico e - al massimo - con risvolti a livello etnico-sociale.
    Se oggi a farla da padrone nel movimento del nazionalismo palestinese non è la laica - ma corrotta - Fatah ma Hamas è perchè, tendenzialmente, nel mondo arabo-islamico c'è un'avanzata dei movimenti religiosi ed integralisti. Ed è il motivo per cui in Iran a vincere le elezioni è Ahmadinejad, i Fratelli Musulmani in Egitto e in Siria guadagnano terreno, Hezbollah ha un ruolo fondamentale nello scenario politico libanese, in Turchia c'è Erdogan, ecc.
    Così come in Israele ad avanzare non sono i partiti di centro - come Kadima - o di sinistra ma i movimenti della destra ultra-nazionalista.
    Ma è un qualcosa che va al di là della questione israelo-palestinese, che è tutta interna al mondo semita.

    Inutile fare ora una discussione su chi abbia ragione fra Israele e Palestina. I Palestinesi erano lì ben prima della fondazione dello Stato d'Israele, ma d'altro canto quelle terre sono storicamente appartenute alla 'stirpe di Abramo'.
    Avere un approccio del tipo 'Israele = buoni ; Palestina = cattivi' è miope e rientra in una concezione del diritto internazionale incompatibile con la mentalità europea secondo cui le questioni politiche vanno risolte con le armi e con la logica della politica, che può essere anche una logica di scontro e di guerra, ma che vede nell'altro non un 'inimicus' ma un 'justus hostis'.

    Il destino di Israele, inoltre, è già segnato: la demografia condanna Israele. La loro unica ancora di salvezza, paradossalmente, sarebbe proprio uno 'stato palestinese' che racchiuda in sè tutti gli arabi - islamici o meno - del territorio in unico stato separato etnicamente da Israele.
    Inoltre, con Soros e Brzezinski a manovrare Obama da dietro le quinte, è chiaro che gli stessi Stati Uniti d'America - lobbies ebraiche cosmopolite incluse - puntano ad un ridimensionamento di Israele nell'area.
    Ridimensionamento che in realtà era già in atto durante il secondo mandato dell'Amministrazione Bush.

  5. #75
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    Predefinito Rif: Perchè siamo con Israele

    La demografia - nella REALTA' - condanna più certi Stati d'Europa che Israele, che qualcosa per difendere la propria posizione demograficamente lo fa.

    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 24-12-09 alle 20:08

  6. #76
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    Predefinito Rif: Perchè siamo con Israele

    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Israele è stata fatta dai migliori pionieri dell'Europa ebraica, l'ebraismo ha segnato nel male e nel bene la civiltà europea almeno a partire da Roma e dal cristianesimo. Israele è un bastione e un avamposto dell'Uomo bianco, Massu e Dayan sono della stessa razza.
    Lieberman è un russo che per far contenta la sua comunità vuole introdurre il commercio di carne suina. Medvedev stesso ha proposto una partnership strategica a Israele pari a Germania, Francia e Italia.
    Non esiste più una questione ebraica (Ipse dixit Evola).
    Sulla Russia forse hai capito male, certo è che il realismo in politica estera ed in funzione egemonica di Putin si è spesso sposato in sede ONU con la difesa da parte di Cina o Brasile, ora dello Zimbabwe contro le sanzioni, ora del Vietnam, etc.

    carlomartello
    Te lo ripeto, a me non frega assolutamente nulla di cosa abbiano fatto Moshe Dayan e Ben Gurion.
    Pio XII era contrario alla creazione dello Stato d'Israele perchè - a suo avviso - l'unico vero Israele - dopo la morte di Cristo - era (ed è) la Chiesa Cattolica e voler rifare lo stato che fu di Re Davide e Salomone avrebbe significato voler negare lo sviluppo storico della religione giudaica mosaica dopo la Venuta di Cristo in Terra.
    Un altro discorso è, al contrario, l'aspirazione da parte ebraica ad un focolare nazionale in Terra Santa, senza pretese di continuità 'messianica'.
    Ed infatti, per quanto mi riguarda, ho sempre auspicato che tutti gli ebrei si trasferissero nell'attuale Stato d'Israele, lasciando finalmente l'Europa cristiana, che necessita di autonomia e indipendenza.

    Se vuoi fare un discorso serio, lascia perdere questi orpelli sull'uomo bianco ebraico che ci difende dai 'negri palestinesi', ma punta tutto su un discorso di sano realismo etno-centrico: Israele tiene a bada come può i palestinesi arabi di religione islamica e finchè lo fa attuando una politica estera favorevole all'asse italo-russo, non si può negare che abbia una sua utilità nell'economia della battaglia identitaria e nel sostegno ad un progetto geopolitico euro-russo, non fondato solo su presupposti economici e finanziari, ma anche politici e culturali.
    Siamo sulla stessa barca: Europa e Israele sono due entità la cui popolazione è vecchia, stanca, in declino, con una crescita demografica pari a zero e che devono resistere all'assalto delle masse provenienti dal Sud del Mondo.
    Ma la cosa, caro Hammer, come già ti ho ripetuto più volte sia pubblicamente che privatamente, si ferma lì.
    Lascia perdere presunte affinità etniche o razziali: non ci sono, a meno che non si voglia considerare 'europei' anche i Turchi, gli Arabi, gli Iracheni, gli Iraniani, ecc.
    Non c'è un'affinità religiosa: inutile che ti dica per l'ennesima volta quanto siano incompatibili a livello teologico ebraismo e cattolicesimo.
    Non c'è un'affinità culturale: se la cultura non è un qualcosa di 'laico', ma un riflesso concreto della Weltanschauung di un popolo e di una razza, allora non vedo quali siano le affinità fra un mondo - quello ebraico - che è storicamente ostile all'Europa cattolica o semplicemente cristiana.

    Quello che si può ammirare di Israele è che - a differenza nostra - si difende col coltello fra i denti e ha capito che contro chi minaccia la tua libertà, la tua sicurezza e il tuo tessuto sociale vanno usate le maniere forti. Ma del resto quello lo fanno pure gli arabi, per certi versi.

    Oggi, poi, per quanto mi riguarda, il 'nemico' principale - in seno all'ebraismo - non è un sionismo in declino che cerca di difendere le posizioni ormai perdute dello Stato d'Israele ma un ebraismo cosmopolita come quello di Soros che vorrebbe lasciare l'Europa e il Nord del Mondo nelle mani dell'Islam e dell'immigrazione di tutti i tipi e colori.
    Ultima modifica di Giò; 24-12-09 alle 20:16

  7. #77
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    Predefinito Rif: Perchè siamo con Israele

    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Tra l'altro questo anti-giudaismo è ridicolo quando - ad esempio - tutto il Nord Europa e gli europei in Nord America - in un'ottica cattolica - sono state pervertite dal protestantesimo.
    E' un anti-giudaismo insensato da lasciare sui libri di Storia e non da riabilitare in contesti storici dove non ha più alcun senso.

    carlomartello
    Scusa Hammer ma non accetto di dover abiurare o nascondere la mia Fede per una questione di 'storicità'. Il mio realismo e pragmatismo prevede come presupposti la Fede in Cristo, l'appartenenza alla Chiesa Cattolica - come credente -, l'essere parte della comunità continentale degli europei bianchi eredi delle stirpi e delle nazionalità forgiate in seguito all'invasione indoeuropea, il sentirsi parte di una comunità nazionale come quella italiana (e della comunità macro-regionale del 'Nord Italia'). Non il contrario.
    Sulla nefasta influenza del protestantesimo sull'Europa concordo in toto con te.
    Ed infatti chi sono oggi, come ieri, i principali nemici dell'Italia e delle sue aspirazioni in politica estera? L'Inghilterra, la potenza protestante per eccellenza, dato che la Germania ha sempre avuto una componente mista.
    Lungi da ma qualsiasi anglofobia, sia chiaro. Anzi, pieno sostegno al BNP di Nick Griffin. Però è un'altra storia questa.
    Ultima modifica di Giò; 24-12-09 alle 20:22

  8. #78
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    Predefinito Rif: Perchè siamo con Israele

    Ma oltre che un certo tipo di ebraismo, il pericolo viene anche da un certo tipo di cristianesimo e da un certo tipo di "laicità"...
    Scartiamo ciò che puzza di putrefatto e prendiamo sono il buono.

    Per quanto riguarda lo Stato di Israele: siamo sicuri che sia più mondo semita e meno Europa? Molti ebrei, ritengono che il sionismo politico sia una "gabbia" per un certo tipo di ebraismo, che al mondo ha molto più da "dare" (forse per noi in "negativo"). Sfruttiamo Israele.

    Israele è un alleato naturale ed organico nel contesto succitato, lo era in Africa e Medio Oriente, lo è oggi in Europa e perfino in Sud America.

    Oggi il pericolo è il revascismo del 'nemico' vero, naturale, organico e radicale dell'Europa: le pressioni migratorio-demografiche, economiche e geopolitiche del Sud. Non Israele.


    carlomartello

  9. #79
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    Predefinito Rif: Perchè siamo con Israele

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Scusa Hammer ma non accetto di dover abiurare o nascondere la mia Fede per una questione di 'storicità'. Il mio realismo e pragmatismo prevede come presupposti la Fede in Cristo, l'appartenenza alla Chiesa Cattolica - come credente -, l'essere parte della comunità continentale degli europei bianchi eredi delle stirpi e delle nazionalità forgiate in seguito all'invasione indoeuropea, il sentirsi parte di una comunità nazionale come quella italiana (e della comunità macro-regionale del 'Nord Italia'). Non il contrario.
    Sulla nefasta influenza del protestantesimo sull'Europa concordo in toto con te.
    Ed infatti chi sono oggi, come ieri, i principali nemici dell'Italia e delle sue aspirazioni in politica estera? L'Inghilterra, la potenza protestante per eccellenza, dato che la Germania ha sempre avuto una componente mista.
    Lungi da ma qualsiasi anglofobia, sia chiaro. Anzi, pieno sostegno al BNP di Nick Griffin. Però è un'altra storia questa.
    Attenzione perché anche la Germania si è protestantizzata, ma è comunque rimasta separata dal modello anglosassone socialmente ed economicamente.
    Appunto, tu non odi i nazionalisti inglesi perché non sono cattolici.

    carlomartello

  10. #80
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    Predefinito Rif: Perchè siamo con Israele

    Comunque adesso noi stiamo per uscire, Buona Notte di Natale a Giò e a tutti gli amici di Conservatorismo. iaociao:

    carlomartello

 

 
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