Crema, coro di no alla moschea
Una vera folla ha partecipato all’incontro voluto dalla Lega


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«Non mancare, il futuro della tua città dipende da te»: aveva lanciato questo invito la Lega Nord di Crema ai cremaschi. Per dire tutti insieme no alla moschea. Ha risposto una folla: rappresentanti di altre forze politiche, residenti e persino il comitato di cittadini "Campo di Marte" hanno gremito la sala dei ricevimenti del palazzo comunale di Crema venerdì sera. Chiaro il messaggio del deputato di espressione locale Andrea Gibelli: «Attenzione: nella cultura islamica la moschea non è un luogo per pregare. Il musulmano può pregare dove vuole, per pregare ritaglia un luogo qualsiasi, in qualsiasi momento della giornata. Per il Corano tutto il mondo è una moschea».
Allora: quando ci chiedono di fare una moschea cosa vogliono? Cosa ci chiedono in realtà? Gibelli mette in guardia: «Nella moschea si può anche pregare ma si fa anche cultura, si fa politica. Senza contare che la seconda parte del Corano dice di combattere i cristiani. A Cremona, prima dell'arrivo della moschea, avevo sottolineato la stessa cosa. Puntualmente sono stati arrestati quattro accusati di terrorismo islamico, con arsenali in casa. Non è un problema di urbanistica e nemmeno una questione di reciprocità tra chiese e moschee. Bin Laden per gli islamici è un terrorista ma non è un cattivo musulmano. Si rifletta. La nostra è una battaglia di civiltà, di consapevolezza e rispetto della nostra identità. Io non voglio che tra 20 anni siano i nostri figli a dover pagare questo prezzo».
«Sono nettamente contrario alla costruzione della moschea, anche perché è stata prevista a 10 metri da casa mia - ha aggiunto, poi, un cittadino che si è unito al comitato Campo di Marte. - Noi abbiamo paura, paura fisica, paura per i nostri figli che devono crescere. Via Sabotino, tra l'altro, è in centro a Crema. Il parco adiacente è luogo di ritrovo preferenziale dei cremaschi, delle famiglie, dei bambini. Tutti abbiamo paura di quello che potrebbe succedere. E magari cambierebbe anche la situazione igienico sanitaria della zona. Ci fa paura perché non siamo preparati a ricevere persone che si muovono diversamente da noi e, devo dire, talvolta con prepotenza». «Questa è una battaglia con la gente, - ha sottolineato invece Cesare Giovinetti, apprezzato ex sindaco di Crema e ora consigliere comunale e provinciale per il Carroccio - perché noi siamo abituati ad andare tra la gente per ascoltarla. La nostra civiltà va difesa, è un dovere non lasciarla scardinare». E a Crema è arrivato anche il consigliere provinciale di An Maurizio Borghetti. «Qui non si tratta di razzismo. È una battaglia di civiltà - ha ribadito - Quello che ci sta a cuore con la Lega è la sicurezza dei cittadini. Non possiamo dimenticarcelo: l'Islam fondamentalista con il terrorismo ha dichiarato guerra all'Europa, al nostro Paese. A Cremona la moschea era in mano a persone che ora sono in carcere, accusate di terrorismo islamico: questa è la realtà. E molti di loro abitavano in case Aler a due lire. È chiaro che in questa situazione è impossibile pensare di andare a creare nuovi centri islamici. Significherebbe gettare a mare l'esperienza, i fatti, la realtà».
Intanto dal comune arriva la notizia del blocco dell'iter per la concessione dell'ok edilizio per la moschea. Ufficialmente per mancanza di parcheggi in zona. «Ma non avrà giocato la sua parte anche il timore, da parte della giunta, dell’ impopolarità che seguirebbe al via ai lavori dopo le sonore proteste dei cittadini?». Se lo chiede Giovinetti mentre, dopo questa prima bocciatura, l'iter per l'eventuale regalo agli islamici da parte della giunta Ceravolo si prevede come molto più lungo.
Ed emblematica appare la storia di quanto inaccettabile: praticamente sfrattato dagli extracomunitari. È la storia di A.M., residente in città da generazioni. La sua famiglia abitava da quarant'anni in un palazzo storico di via Cavour, in pieno centro città. Lui, ora 70enne, se n'è dovuto andare. Perché giorno dopo giorno quel palazzo assomigliava sempre di più ad una casbah.

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